“Lucio Dalla vince il Festival nella sera dei miracoli”, di Tony Stallone

"Gabriel Garko? Non c’è niente da fare, il caso è disperato". Ecco tutti i voti alle cover

Non amava Sanremo, e probabilmente Sanremo non l’ha amato quanto meritasse: infatti non ne ha mai vinto uno. Lucio Dalla è morto quattro anni fa, pochi giorni dopo la sua ultima partecipazione al Festival, dove era stato trascinato dal vecchio amico Gianni Morandi, al fianco del giovane “allievo” Pierdavide Carone, appena uscito da “Amici”.

Eppure, ieri è accaduto qualcosa di incredibile: gli Stadio hanno vinto la serata delle cover proprio con una sua canzone dal titolo più che mai opportuno: “La sera dei miracoli”. Ed è proprio la voce autentica di Dalla che ha duettato con quella di Gaetano Curreri, in una interpretazione davvero toccante. Ieri sera, finalmente, Lucio Dalla ha vinto il suo primo Festival di Sanremo!

Come da previsioni, la parodia di Donatella Versace ha fatto il botto di commenti e l’ingresso di Virginia Raffaele ha registrato alle 21:41 il picco di tweet. E chi si aspettava la risposta stizzita della stilista – pizzicata dall’attrice per l’eccesso di ritocchi estetici – poco dopo la mezzanotte si è dovuto ricredere leggendo su Facebook un post ironico sulla pagina ufficiale della griffe: “Virginia, vieni a farmi da controfigura? Sono sempre piena di appuntamenti, potresti aiutarmi! Ma dove erano i miei boys?”.

Serata all’insegna dell’autoironia per Gabriel Garko, con svariati tentativi più o meno riusciti. Estrae un foglio e legge: “Ci tengo a dire che non è vero che leggo sempre il gobbo”. Si impappina in seguito con la parola “hashtag”. Non c’è niente da fare, il caso è disperato.

Ospiti musicali di primo piano i Pooh, che festeggiano i loro 50 anni di carriera. Eccoli, finalmente riuniti con Riccardo Fogli. Partono con “Dammi solo un minuto” e poi con “Tanta voglia di lei”. Quindi si scatenano con “Piccola Katy”. Tutti in piedi, tutti cantano. Ed è un coro da stadio quando intonano “Pensiero”, e infine con “Uomini soli”.

È la serata più divertente, quella dove i big si possono sbizzarrire nella interpretazione di classici della musica. Non a caso, con le cover lo show decolla!

Noemi, “Dedicato” (Loredana Bertè), voto 8: arrangiamento travolgente, voce graffiante, performance disinvolta e grintosa.

Dear Jack, “Un bacio a mezzanotte” (Quartetto Cetra), voto 7: un brano bellissimo in cui il nuovo vocalist fa la parte da leone. Esecuzione imperfetta ma piacevole.

Zero Assoluto, “Goldrake” (Actarus), voto 5,5: ramake piatto di un classico delle colonne sonore dei cartoni Seventies.

Caccamo-Iurato, “Amore senza fine” (Pino Daniele), voto 7: scelta coraggiosa, perché l’originale è inarrivabile. Le loro voci, tuttavia, si intrecciano bene. Promossi.

Patty Pravo, “Tutt’al più” (Patty Pravo), voto 6: attacco a cura di un rapper. Versione iper-moderna di un capolavoro. Contaminazione poco opportuna. Peccato.

Alessio Bernabei con Benjj e Fede, “A mano a mano” (Riccardo Cocciante): voto 5,5: il pezzo era davvero difficile per un remake. Qualche discreta armonizzazione, ma nel complesso l’interpretazione ha lasciato a desiderare. Molto discussa la partecipazione delle due web star accanto a Bernabei.

Dolcenera, “Amore disperato” (Nada), voto 7: interpretazione a tratti troppo moderna ma molto emozionante di un gioiello della musica dal sapore antico. Brividi.

Clementino, “Don Raffaè” (Fabrizio De Andrè), voto 7: non era affatto scontato che riuscisse a interpretare questo pezzo con disinvoltura. Sorprendente.

Elio e le Storie Tese, “Quinto ripensamento” (versione italiana di “Fift of Beethowen”), voto 7: testo creato per l’occasione, spettacolare. Questi sono dei fuoriclasse!

Arisa, “Cuore” (Rita Pavone), voto 7,5: brano riletto con classe e disinvoltura.

Rocco Hunt, “Tu vo’ fa l’americano” (Renato Carosone), voto 7,5: spettacolare rilettura ultra pop con inserimenti rap di Carosone, davvero divertente e coinvolgente. Tutti in piedi!

Francesca Michelin, “Il mio canto libero” (Lucio Battisti), voto 7,5: dolce, delicata, coinvolgente. Mica facile misurarsi con un brano del genere. Coraggiosa.

Valerio Scanu, “Io vivrò (senza te)” (Lucio Battisti), voto 6,5: interpretazione intensa, non perfetta. Valerio ci mette del suo, ma ci sono brani che bisogna toccare con più tatto, come questo capolavoro…

Neffa, “O sarracino” (Renato Carosone), voto 6,5: versione molto curiosa, personalissima, a tratti ambiziosa.

Irene Fornaciari, “Se perdo anche te” (Gianni Morandi), voto 6,5: un ramake in chiave rock di un classico. Non male. Purtroppo Irene non fatica a trasmetterci emozioni. Da scongelare.

Bluevertigo, “La lontananza” (Domenico Modugno), voto 7,5: arrangiamento raffinato e geniale. Quando si ci mette, Morgan, arriva, eccome…

Lorenzo Fragola, “La donna cannone”, voto 8: interpretazione imperfetta, ma ci vuole fegato per cantare questo pezzo e Fragola ha avuto coraggio. Versione molto personalizzata ma davvero, davvero emozionante. Quando un cantante riesce a trasmetterti il suo mondo interiore, come in questo caso, ha vinto.

Enrico Ruggeri, “A Canzuncella”, voto 6: remake carino, a tratti divertente. Ma nulla di che.

Annalisa, “America” (Gianna Nannini), voto 8: potente, grintosa, sorprendente. Questa ragazza è grande!

Stadio, “La sera dei miracoli” (Lucio Dalla), voto 8: interpretazione splendida. Pelle d’oca.

Tony Stallone

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"Gabriel Garko? Non c’è niente da fare, il caso è disperato". Ecco tutti i voti alle cover
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