Gli Agostiniani Scalzi dell’Itria ricordano il martirio di Fra Alipio a Palma di Montechiaro

Esempio per coloro che hanno commesso errori e che trovano aperta la porta della misericordia di Dio

P. Mario Genco: “Oggi parliamo del confratello martire Fra Alipio, di cui si farà la commemorazione a Palma di Montechiaro. Egli può esempio, in quest’anno santo della misericordia, a coloro che hanno commesso degli errori e che poi trovano aperta la porta della misericordia di Dio”.

Nei giorni 20-21 febbraio a Palma di Montechiaro (AG) i PP Agostiniani Scalzi, commemoreranno il 371°anniversario del martirio del loro confratello il chierico palermitano Fra Alipio De Luca di S. Giuseppe, che il 17 febbraio 1645 in odio alla fede è stato ucciso a Tripoli (Libia). La commemorazione sarà tenuta il 21 febbraio Domenica alle ore 8,30 nella chiesa del monastero benedettino, che custodisce gelosamente fin dal 13-12-1653 i resti mortali di Fra Alipio, considerati dal Duca santo: gratie perciò siano all’Altissimo , che ha mostrato volerci consolare, con tanto bel Tesoro, che non si sperava, né si pensava, disponendo tanto meravigliosamente le cose (P. F. Maggio p. 160). Fra Alipio sarà commemorato anche nelle Parrocchie: Immacolata (sabato 20 feb. Ore 18,30), S. Antonio di Padova (21 feb. Ore 11,00) e Chiesa Madre (21 feb. Ore 18,00). E’ dal 1995 che gli Agostiniani Scalzi sono presenti a Palma per ricordare Fra Alipio. Bisogna però tener presente che nel 1600 e nella prima metà del 1700 Fra Alipio era molto noto. Basta vedere la sua bibliografia che è molto vasta. Inoltre era molto conosciuto anche a Palma e non pochi portavano il suo nome E così vivo in questo popolo di Palma la venerazione del Servo di Dio Fra Alipio di S. Giuseppe dell’Ordine Eremitano di S. Agostino per le grazie dispensateci da Sua Divina Maestà all’arrivo delle sue reliquie, che molti dell’aggraziati vollero segnalare la sua posterità col nome di Alipio o Alipia, nome inusitato in questo regno (Lettera dei giurati di Palma del 20-6-1714).

In questo ANNO SANTO DELLA MISERICORDIA vogliamo far conoscere ai lettori la misericordia che il Signore gli ha usato nel perdonare i suoi gravi peccati e nel dargli la forza del martirio.

VENERABILE FRA ALIPIO DI S. GIUSEPPE MARTIRE

Egli è nato il 4 settembre 1617 Fu ammesso al noviziato di S. Gregorio Papa di Palermo il 19-3-1634 e fece la professione il 20-3-1635. Per motivi di salute dovette sospendere gli studi e ciò gli causò un certo rilassamento spirituale. Fu mandato in diversi conventi e, mentre si stava recando in quello di Napoli, il 1 luglio 1643 la nave, che lo trasportava, presso Ustica fu sequestrata dai Turchi e portata a Tripoli (Libia). Il Pascià con regali e denaro cercava di attirare Fra Alipio nella religione mussulmana, a cui aderì il 4-6-1644. Non abbandonò mai le sue pratiche di pietà e la devozione alla Madonna, a cui deve successivamente il pentimento e il ritorno alla fede cattolica. Infatti dal settembre 1644 al febbraio 1645 ne era pentito e di nascosto portava l’abito religioso. Venerdì 17 febbraio 1645 ha comunicato apertamente il suo pentimento ed è andato incontro ad un atroce martirio, che è durato ben quattro ore. Infine il corpo esanime fu dato alle fiamme. La maggior parte dei suoi resti mortali fu tenuta nascosta per otto anni a Tripoli e poi nel 1653 portata a Malta e da qui a Palermo. Lungo il tragitto per i forti venti contrari la nave dovette fermare a Palma di Montechiaro (AG), dove è rimasto per insistenza del Duca santo D. Giulio Tomasi. Nel 1646 era già stampato un libretto dal priore di S. Nicola di Palermo, P. Modesto del SS. Sacramento, Breve Relazione degli atroci tormenti, e crudele morte patiti dal ben’avventurato F. Alippio di S. Giuseppe, palermitano, Venetiis, 1646. Lo stesso confratello ha fatto dipingere a Palermo nella portineria del convento S. Nicola un ritratto di Fra Alipio In atto che si abbrucia in mezzo alle fiamme, con un Crocifisso alle mani. Inoltre nel 1647 il Definitorio Generale nominava il postulatore della causa per la beatificazione di Fra Alipio. Anche il Duca Santo si diede molto da fare per la diffusione e devozione nei confronti di Fra Alipio facendo stampare il libro di P. Francesco Maria Maggio, teatino palermitano, Vita e morte del Venerabile Fra Alipio di S. Giuseppe, Ignazio dè Lazzari, Roma, 1657. Si preoccupò di stampare anche delle immaginette, di cui abbiamo la descrizione dei due tipi: le immagini del Servo di Dio, vanno per tutto il mondo, e si portano per devozione a gl’infermi. In questa il Servo di Dio è vestito del suo abito e disteso in mezzo alle fiamme, con gl’empi ministri della giustizia intorno. In altre (immaginette) si vede vivo, e in piedi in mezzo al fuoco, in atto di predicare la santa fede, col Crocifisso nelle mani, cò tre fuochi in aria, e con la colomba a lato per segno di quello, che da noi si è riferito a suo luogo (P. Maggio, Vita e morte del Ven Fra Alipio di S. Giuseppe, p. 202-203). Grazie a Dio Fra Alipio è sempre più conosciuto anche oltre la Sicilia. Infatti nel 2010 su di lui è stata fatta una tesi di laurea da una studentessa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: “…Disperatamente fecesi turco”: Alipio di S. Giuseppe (1617- 1645, OAD), tra adesione all’Islam, martirio e santità (Tesi di Laurea – Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano 26/3/2010. E sempre grazie a Fra Alipio martire che abbiamo avuto un agostiniano scalzo palmese: P. Alipio di S. Giuseppe (Capizzi Rosario) di Palma di Montechiaro (AG), figlio di Giuseppe e Alipia Capizzi, fu battezzato nella Madrice il 13-11-1699. Tale bella testimonianza di fede portò il Duca di Palma di Montechiaro (AG) a scrivere al Definitorio Generale dellʼOrdine degli Agostiniani Scalzi, a cui apparteneva Fra Alipio, perchè a Palma di Montechiaro vi fondasse un convento (1673), ma poi la cosa non ebbe esito positivo. Così egli scriveva: Da tempo io ho havuto pensiero di condurre a Palma la Religione dei Padri Riformati di S. Agostino Scalzi, che chiamano costì di S. Nicolò da Tolentino (Lustri Storiali, 357).

P. Mario Genco

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