“Violazioni ambientali” a Torrazza: a giudizio l’imprenditore marsalese Michele Licata

La struttura fu in parte realizzata in un'area sottoposta a vincoli paesaggistici e a protezione speciale

L’imprenditore del settore alimentare marsalese Michele Angelo Licata è stato rinviato a giudizio per la vicenda legata all’ambiente e al reato di speculazione edilizia nella spiaggia di Torrazza, nel comune di Petrosino. Il guaio giudiziario, approdato al dibattimento davanti il giudice monocratico Matteo Torre, è relativo a “violazioni ambientali” contestate nell’ambito della vicenda poi sfociata nel sequestro, ad opera dei carabinieri, del lido “Le Torrazze”, realizzato nell’estate 2011, dalla società “Roof Garden”.

La vicenda prende il via quando l’imprenditore ottenne dal Comune petrosileno, l’autorizzazione a costruire un lido balneare con caratteristiche stagionali nella spiaggia di Torrazza, nel terreno acquistato dalla sua società (2011). Nel novembre 2012, i Carabinieri ed i Vigili urbani del Comune, su disposizione della Procura della Repubblica di Marsala, sequestrarono il lido, contestando la mancata caratteristica della stagionalità. Il progetto approvato dal Comune di Petrosino prevedeva, infatti, che la struttura dello stabilimento balneare fosse costruita con materiali facilmente scomponibili. In modo da poter essere smontati a fine estate (il 30 ottobre). Furono realizzate, invece, fondazioni in cemento armato e travi e pilastri in legno lamellare.

Dopo l’apposito procedimento giudiziario, il lido venne demolito. La struttura fu, infatti, in parte realizzata in un’area sottoposta a vincoli paesaggistici e a protezione speciale. Si tratta di una zona Sic/Zps denominata “Paludi di Capo Feto e Margi Spanò”, che prevede una fascia di protezione fino a 300 metri dalla battigia. Il procedimento è andato avanti ed ora si trova davanti al Giudice monocratico Matteo Torre. Giudice che ieri era assente e quindi l’udienza è stata rinviata. Con Licata sono imputati anche Vito Salvatore Fiocca (camionista) e Pietro Biondo (trattorista).

All’imprenditore del settore alimentare marsalese Michele Licata, ricordiamo,nell’autunno del 2015, furono sequestrati anche 127 milioni di euro tra immobili e contanti per truffa ed evasione fiscale.

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