Assonologi Sicilia allo studio dell’Alcamo Dop: “Puntiamo sui vini a denominazione”

Una zona che è patria del catarratto, vitigno di primaria importanza, il più coltivato

E’ stato dedicato all’Alcamo Dop l’incontro tecnico di degustazione promosso da Assoenologi Sicilia che si è svolto domenica 27 febbraio presso le Tenute Rapitalà, a Camporeale. La riflessione sull’Alcamo Dop è stata affidata all’enologo Giovanni Angileri che opera nella zona da 12 anni, una zona che è patria del catarratto, vitigno di primaria importanza nella piattaforma ampelografica siciliana, il più coltivato.

“Nel 2015 – ha spiegato l’enologo Angileri – sono stati 13.704 gli ettolitri di vino DOP Alcamo certificato. Di questi, più di 9.000 sono stati gli ettolitri imbottigliati. I numeri ne fa la 4° D.O. della Sicilia dopo Doc Sicilia, Marsala, Etna e Pantelleria”.

Costituita nel 1972, la doc “Bianco Alcamo” è anche una delle siciliane più antiche. Il disciplinare prevedeva inizialmente solo vitigni a bacca bianca, per lo più catarratto. Nel 1999 è stata ammodernata con l’aggiunta di vitigni a bacca nera e nuove tecniche di vinificazione prendendo il nome di Alcamo Dop. Il territorio della Dop Alcamo è compreso tra due province Trapani e Palermo. I comuni di appartenenza sono Alcamo, Calatafimi, Castellammare, Gibellina , Balestrate, Camporeale , Monreale, Partinico, S. Cipirrello, S. Giuseppe Jato.

All’incontro sono intervenuti anche l’enologo Silvio Centonze, direttore tecnico delle Tenute Rapitalà, e l’enologo Ignazio Arena che si occupa dell’aspetto agronomico dell’azienda.

La giornata si è poi conclusa con la degustazione di 10 tipologie di Alcamo Dop, 7 bianchi e 3 rossi.

“Approfondire, riflettere e confrontarsi: erano questi gli obiettivi della giornata – ha commentato il Presidente di Assoenologi Sicilia, enologo Giacomo Manzo – Sono emersi gli ottimi risultati sia a livello qualitativo che quantitativo della Dop Alcamo. Ancora una volta si è dimostrato che i vini a denominazione sono in grado di realizzare grandi performance. Sono questi quindi da incentivare e promuovere”.

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