Marsala, “Oltre l’Otto Marzo”: ecco tutte le biografie pervenute

Iniziativa "Tre donne, tre luoghi" proposta a livello nazionale dalla "Toponomastica Femminile"

La scelta, in occasione della “Giornata Internazionale della Donna” a Marsala, per l’iniziativa “Ttre donne, tre luoghi” proposta a livello nazionale dalla “Toponomastica Femminile” è andata ai seguenti nominativi: Francesca Alongi, Bice Cerè e Grazia Meningi (partigiane); Elisa Trapani (scrittrice e giornalista); Caterina Maltese, Lucia e Rosaria Canino (immigrate decedute in fabbrica).

Ecco, adesso, tutte le biografie pervenute. Curate da Federica Meo (Commissione Pari Opportunità) e Milena Cudia (responsabile Biblioteca). Giuseppina Toto Graffeo, Crocifissa D’Amico, Maria Anna Coloni, Giovanna Ingrassia, Angelina Damiani, Virginia, Ninfa e Antonella, Angelina Trapani, Marcella, V. Elena Parrinello, Margherita Patti, Amalafrida, Regina di Lilybeo, Antonina Chirco e Maria Licari, Rosaria Giaconia, F. Alongi, B. Cerè e G. Meningi, Elisa Trapani, Caterina, Rosaria e Lucia Maltese.

Donne marsalesi protagoniste: “Storie e vite appassionanti”
Scelte le figure femminile cui dedicare spazi e luoghi pubblici
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ANTONINO DI GIROLAMO ha proposto:
Giuseppina Toto Graffeo
Giuseppina Toto nasce l’8 Settembre del 1929 a Sciacca, da genitori profondamente cristiani. Fin dalla giovinezza, Giuseppina, seconda di sette figli, accolse con entusiasmo il dono della fede. Nel 1957 sposa Salvatore Graffeo, dal 1965, Giuseppina, assieme ai suoi figli, frequenta con assiduità la Chiesa di San Francesco di Paola. Dopo alcuni anni, entra a far parte dell’Ordine dei Minimi del Santo Paolano e nel 1977 ne diventa Presidente. Negli anni ‘80, comincia ad interessarsi dei ragazzi e delle ragazze del proprio quartiere, che per motivi legati principalmente al disagio sociale ed economico, erano soliti trascorrere molto del loro tempo in strada. Giuseppina decide allora di iniziare l’insegnamento della catechesi a questi ragazzi. Inizialmente, in mancanza di strutture pubbliche e mezzi necessari, apre la sua casa per i corsi di catechismo e per i corsi pre-matrimoniali alle future coppie e successivamente, con il convinto sostegno dell’Arciprete Linares, Giuseppina aprì un piccolo «Centro Sociale», denominato successivamente «La Speranza», che, sin da subito diventa luogo d’incontro, di aggregazione e di svago, per i ragazzi delle case popolari di Via Istria e di Viale Regione Siciliana. Giuseppina era dotata di una grande capacità di ascolto, che le permetteva di dialogare con semplicità e amore con tutti. Ha dedicato l’intera vita per l’aiuto e la salvezza del prossimo, donando a tutti il suo sorriso, pieno di dolcezza e serenità.

ERMELINDA DE BARTOLI ha proposto:
Crocifissa D’Amico
Crocifissa D’Amico si è distinta per la sua professione di ostetrica nella nostra città e nelle sue contrade, dal 1915 al 1970. La signora Crocifissa, dopo aver conseguito il diploma in ostetricia nella Città di Palermo nel 1915, iniziò subito a lavorare mentre era già in corso la Grande Guerra, in un periodo dove s delineavano le prime forme di emancipazione femminile e donne come lei, con forza, determinazione e coraggio, riuscirono ad uscire dal contesto casalingo per inserirsi concretamente nel mondo del lavoro. Non si fermava davanti a nulla Crocifissa pur di arrivare a destinazione; ella svolgeva il suo lavoro spesso in condizioni ostative e pericolose, a causa dei mezzi rudimentali e fortuiti usati per raggiungere le abitazioni delle puerpere. La signora Crocifissa è stata una donna «vicina alle donne», non chiedendo alcun compenso per la sua prestazione alle famiglie meno abbienti. Famiglie, alcune delle quali, per anni lei continuò ad assistere garantendo loro grazie alla sua generosità, i beni di prima necessità. Per 60 anni Crocifissa fece nascere migliaia di bambini, oggi, adulti di questa città. In tanti parlano di lei per la grande professionalità, generosità e solidarietà, qualità che fanno di Lei una donna da ricordare.

FERRACANE GIUSEPPE e la Classe 3^ I del Liceo Linguistico “PASCASINO” hanno proposto:
Maria Anna Coloni
Maria Anna Coloni era nata a Roditti (Trieste) il 22/07/1908. Venuta a Marsala, nel 1941, presso l’antico stabile dell’Avvocato Salvatore Vaccari, in C.da Terrenove-Bambina, dedicò cure filiali e generose alla signora Maria Giacomazzi, per anni non autosufficiente ed iniziò subito ad esercitare la sua professione di ostetrica. La sua casa era sempre aperta a chi chiedesse soccorso, consigli ed aiuto e lei, sempre pronta con la borsa attrezzata per i parti a recarsi presso le donne in procinto di partorire. Erano, quelli, gli anni difficili della guerra, con la povertà diffusa, con pratiche igieniche approssimative ed interventi di tipo empirico. Alle chiamate d’urgenza per le doglie delle partorienti era sempre pronta a montare sui carretti, sui carrozzini e perfino sul telaio delle biciclette, di giorno e di notte, al vento e sotto la pioggia, donando tutta se stessa per favorire la nascita delle creature affidate alle sue mani. La borgata Terrenove-Bambina l’adorava come un angelo mandato dal Signore e la dimostrazione di tanto affetto e venerazione la si ebbe il 22 Maggio 1973, quando, vinta da un male incurabile, finì i suoi giorni lasciando nella Comunità intera della borgata un vuoto ed un ricordo che merita di essere testimoniato e tramandato alle generazioni future. Fu il parroco della Parrocchia Padre Cocò Agosta a tracciare, durante i funerali, il profilo di questa insigne benefattrice che visse da missionaria per la vita.

La Classe 3 ^ I dell’ISISS “ABELE DAMIANI” ha proposto:
Giovanna Ingrassia
Giovanna Ingrassia nasce a Marsala il 13 Gennaio 1950, primogenita di quattro figli. Il padre era proprietario di una rinomata merceria sita in Via Calogero Isgrò. Fin da piccol, mostra una spiccata propensione per la musica e una grande passione per il pianoforte. Diplomatasi al Conservatorio di Palermo all’età di diciotto anni, intraprende subito l’insegnamento nelle scuole medie. In un primo tempo insegnava alla Scuola Media Statale «G.Nosengo» di Petrosino e, successivamente, viene trasferita alla Scuola Media Statale «V.Pipitone» di Marsala, dove diviene la preziosa collaboratrice del Preside. Generosa ed altruista, predilige soprattutto gli alunni più bisognosi e meno fortunati, seguendoli personalmente ed impartendo loro lezioni di pianoforte gratuitamente. Dopo aver subito la perdita dell’uomo che sarebbe dovuto diventare il suo futuro marito, Giovanna decide di consacrare tutta la sua vita alla scuola e alla sua amata musica. Comincia quindi a preparare i suoi allievi per i Concorsi di Pianoforte, ottenendo enormi gratificazioni. All’età di soli trentasei anni, si ammala gravemente di cancro ai polmoni e muore il 09 Giugno 1986. Un anno dopo la sua morte, il preside Gaspare Li Causi le fa intestare un’aula della Scuola Media Statale «Vincenzo Pipitone», a perenne ed imperituro ricordo del suo grande amore per la scuola.

La Prof.ssa MARIA MADDALENA CARBONE ha proposto:
Angelina Damiani
Angelina Damiani nacque a Marsala nel 1839 da Giuseppe Damiani Sarzana, uomo di vasta erudizione, responsabile, durante il Regno delle Due Sicilie, delle questioni demaniali per Marsala, e da Giacoma Curatolo. Fu una donna di elevata cultura e fu animata da nobili sentimenti patriottici sia per l’educazione ricevuta dal padre e per avere vissuto l’esperienza rivoluzionaria dei fratelli sostenitori dell’eroe Giuseppe Garibaldi, della sua impresa e della sua ideologia politica, sia per l’influenza positiva del marito, il Cavaliere Mario Nuccio. Fu strenuamente ed attivamente impegnata nel sociale e nella politica del suo tempo e del territorio di Marsala: fu sostenitrice dell’educazione scolastica delle donne dell’epoca ed elargitrice di propri fondi monetari per il benessere economico della città e per migliorare le condizioni di vita dei cittadini più poveri e disagiati. Angelina Damiani contribuì con la somma di Lire 40.000 alla fondazione della Banca di Marsala; utilizzò il suo patrimonio per la creazione del Dispensario antitubercolare di Via Pascasino e l’Istituto audiolesi; creò delle «doti» destinate alle ragazze poco abbienti perché potessero sposarsi e destinò il patrimonio personale del marito all’Ospedale di Marsala donando l’ingente somma di Lire 330.000. L’emerita figura di Angelina non rimase chiusa nella sua posizione privilegiata ma ebbe chiara coscienza dell’uguaglianza degli esseri umani, dell’importanza della donna e del suo ruolo nella società.

L’Ass. BANCA MARSALESE DELLA MEMORIA e la Classe 2 ^ E del LICEO SCIENTIFICO “P. RUGGIERI” hanno proposto:
Virginia, Ninfa e Antonella
Virginia e Ninfa sono due sorelline figlie di Paolo Marchese e di Caterina Patti. Virginia nasce nel 1966 e Ninfa nel 1964. Amica del cuore delle sorelline è Antonella Valenti. Le amiche che frequentano la Scuola elementare Pestalozzi di Piazza Caprera a Marsala sono le protagoniste di un efferato assassinio che le ha stroncato in tenera età e che le ha per sempre private di continuare a vivere la loro giovinezza per le vie marsalesi. Il pomeriggio del 21 Ottobre 1971, le amiche si trovano insieme ad accompagnare la sorella di Antonella, Liliana di appena 6 anni, dalle case popolari di Via Circonvallazione alla Scuola elementare per le lezioni pomeridiane. Da quel momento non si sa più nulla delle bimbe. Dopo 5 giorni dalla scomparsa, la triste e sconvolgente scoperta di un idraulico, Passalacqua, che trova in una scuola in costruzione in aperta campagna il corpicino straziato di Antonella Valenti. Le altre due bimbe sono state ritrovate morte 19 giorni dopo la scomparsa, grazie alle indicazioni dello Zio Michele Vinci che le aveva gettate in un pozzo. La notizia della morte delle tre bambine si propaga in tutta la Sicilia e l’Italia, sconvolgendo la popolazione. Le bimbe, esempio di amicizia vera e di infanzia felice e spensierata, meritano di essere ricordate ed onorate in quanto perite per mano assassina e vittime della ferocia umana.

La Classe 4^ B dell’Istituto Tecnico Statatale “G.GARIBALDI” e la Classe II G del Liceo Linguistico “PASCASINO” hanno proposto:
Angelina Trapani
La prima direttrice titolare, del Giardino d’Infanzia «Guido Baccelli» di Marsala, vincitrice di concorso, fu Angelina Trapani. Ella nacque il 1 Maggio 1883, nel 1906 completò gli studi per il titolo di maestra elementare e, dopo aver superato un concorso, fu maestra elementare nella scuola rurale di Ventrischi. Nonostante insegnasse, completò gli studi presso la Scuola Normale di Palermo, per conseguire il diploma di maestra giardiniera. L’8 Settembre dello stesso anno il Consiglio Comunale di Marsala, come vincitrice di concorso, le conferì l’incarico ufficiale, nominandola direttrice del Giardino d’Infanzia. Dal 1912 al 1951 espletò il suo incarico con grande amore e dedizione ai bambini marsalesi, sia poveri che benestanti e migliorò le sue conoscenze territoriali, aumentando le sezioni sino a cinque, quattro urbane e una periferica. Angelina Trapani si distinse per aver scritto e pubblicato due libri: il primo del 1911, intitolato «Come vorrei il Giardino d’Infanzia» ed il secondo, «Ricordo dei primi anni di vita del Giardino d’Infanzia Guido Baccelli di Marsala», del 1914. Angelina dedicò vent’anni della sua vita all’infanzia marsalese, con impegno e forza di distinguendosi per le sue competenze didattiche e per la sua professionalità.

GIOVANNI ALAGNA ha proposto:
Marcella
Non è molto nota Marcella, la sua figura viene fuori soltanto da poche testimonianze relative al filosofo Porfirio. Intorno al 268 d.C., colto da una profonda sfiducia in se stesso, Porfirio medita di togliersi la vita, ma il suo maestro Plotino si accorge dello stato melanconico dell’amico e discepolo e gli consiglia di viaggiare per distrarsi. Porfirio accoglie il suggerimento e parte per Lilibeo, dove vive un uomo di grande saggezza di nome Probo. Chi fosse questo Probo lilibetano non sappiamo. A lilibeo Porfirio si ferma per qualche tempo dove scrive la sua opera più importante il saggio «Contro i cristiani». Nella città lilibetana Porfirio conosce e prende in moglie una donna di nome Marcella, vedova di un suo amico e madre di cinque figlie e due figli. Nella «Lettera a Marcella», un breve trattato di filosofia morale, Porfirio chiarisce che il suo matrimonio non nasceva da un desiderio di rapporto fisico o d ricchezze, ma dal rispetto della consuetudine sociale e dal desiderio di non interrompere l’insegnamento di dottrine filosofiche già avviato. Eppure, nonostante queste nobili intenzioni, il suo matrimonio fu fortemente osteggiato dai concittadini della moglie, per la cui malvagità egli incorse in molte calunnie e corse pericolo di vita. Probabilmente Marcella era una colta donna neoplatonica, una «filosofa» che, è stata vittima di un pregiudizio antifemminista.

VALERIO MARRONE ha proposto:
V. Elena Parrinello
Nella difficile realtà della Sicilia del Novecento, tutta la vita di Elena Parrinello fu un esempio mirabile di indipendenza femminile, guidata da una tenace e costante forza d’animo e da una conoscenza e cultura umanistica che formò tante generazioni di professionisti marsalesi. Per tale motivo riteniamo Elena, nata a Marsala il 16/04/1908, un modello ante litteram di eroina contemporanea contemporanea. Figlia di un fabbro, si mostrò forte e indipendente: scelse infatti di proseguire gli studi presso il Liceo Classico. A 23 anni, le giunse il telegramma che la proclamava vincitrice di cattedra di Italiano, Latino, Storia e Geografia presso il Magistrale «Domina» di Petralia Sottana. Passati due anni, ottenne il trasferimento alla V. Pipitone di Marsala, con la sola parentesi dei due anni della II Guerra Mondiale. Tornata da Udine, dove la sfollata aveva continuato ad insegnare, apprese di essere rimasta vedova, ove la casa di città era stata bombardata. Elena anche con classi molto numerose riusciva a curare tutti i suoi alunni. Alle sue doti e al suo impegno in campo professionale e sociale si accompagnano i suoi meriti di madre esemplare. Profondamente religiosa e credente, praticò e insegnò l’onestà, la giustizia, l’ordine, a vivere in pace con tutti. A ottant’anni, in trenta giorni, ha scritto in maniera mirabile in 212 pagine di quaderno le sue memorie, dedicandole ai suoi figli.

La Classe 3^ G del Liceo Linguistico “PASCASINO” ha proposto:
Margherita Patti
Margherita Patti (1937-1997), la Maestra Ida, come ricordata dagli alunni nasce a Trapani da genitori marsalesi. A tre anni perde il padre durante un bombardamento ed inserita nell’elenco nazionale per gli orfani di guerra. Consegue il diploma nel 53- 54 presso l’Istituto Pascasino di Marsala; nel 1956, presso la Scuola Popolare, avvia un insegnamento basato sul fare inteso come desiderio di conoscere. Abbraccia il metodo Montessori con il quale impara scoprendo. Dal ‘57 al ‘61 insegna a Cardilla, Strasatti e Gurgo mettendosi a disposizione soprattutto con i bambini disagiati e con disturbi dell’apprendimento. Per i bambini in situazione di emarginazione, in contesti di analfabetismo familiare, la Maestra Ida si dedica nelle ore extracurriculari ad attività di volontariato didattico. Aiuta le famiglie di quel degradato contesto socioculturale iniziative di solidarietà e beneficenza; toglie dalla strada alunni a rischio, contrasta la dispersione scolastica recandosi presso il loro domicilio, motivandoli alla frequenza. Nel ‘78 prosegue al plesso Mergellina la progettualità della scuola per l’inclusione soprattutto verso i bambini stranieri dei quali favorisce l’integrazione e la socializzazione nel rispetto di ogni identità etnico-culturale. Oggi, uno dei quei bambini, Adel Saidi, è ufficiale della Marina Militare Italiana. A distanza di tanti anni dalla sua scomparsa. La Maestra Ida è ricordata ed amata per le sue doti umane e professionali.

L’Associazione MARSALESE PER LA STORIA PATRIA e l’Associazione SAPORI E COLORI hanno proposto:
Amalafrida, Regina di Lilybeo
Amalafrida regina gota, sorella di Teodorico, capo del Regno degli Ostrogoti, riconosciuto dall’imperatore d’Oriente perché, andata in sposa al re vandalo Trasamondo nel 500, portò in dote la «fortezza di Lilybeo». Durante il viaggio che la portava a Tunisi si fermò a Lilybeo, località ambita da quanti si insediavano in paesi che si affacciano nel Mediterraneo. Amalfrida era una donna che possedeva una solida cultura acquisita alla corte di Teodorico ed una notevole personalità, come si deduce dal peso che ebbe nella gestione del potere allorché convinse il marito Trasamondo che non si poteva imporre la religione dei popoli, facendolo desistere dalla persecuzione. Inoltre, raccolse attorno a sé una corte formata da personalità del luogo, dai notabili che si era portata da Ravenna, diffondendo la cultura e la civiltà latina anche in terra d’Africa. La memoria di Amalafrida fa emergere ancora una volta il ruolo di rilievo svolto da una donna nella storia; che averle dato in dote il nostro promontorio dimostra che il possesso di Lilybeo era garanzia di potere nel Mediterraneo; che Lilybeo era un’ambitissima fortezza, come attesta il carteggio, dopo la sua morte, tra la nipote Amalasunta e Giustiniano, per il possesso di Lilybeo; inoltre consente di non cancellare un pezzo di storia in cui la nostra città ebbe una notevole rilevanza.

L’Associazione F.I.D.A.P.A. ha proposto:
Antonina Chirco e Maria Licari
Rievocando, nella sua tragicità, il gesto eroico di due donne Antonina Chirco sposata Curatolo e Maria Licari sposata Bua, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo, 50 anni fa, e collocarci all’inizio dell’estate 1965, quando nella comunità del Baglio di Villa Petrosa, in C.da Ventrischi, lo spettro della morte si presentò inesorabile sottraendo la vita a 9 persone. Tutto ebbe inizio dal malfunzionamento di un motore a scoppio dentro un pozzo profondo 25 metri, a causa del quale incominciò ad emettere esalazioni di ossido di carbonio. Per primo, il proprietario del pozzo si calò dentro per riparare il difetto, ma l’ossido di carbonio avevano reso saturo il pozzo non consentendo più allo stesso di poter risalire. E’ certamente difficile poter continuare la narrazione dei fatti, perché da quel momento chi provò a salvare la vita al congiunto o al vicino di casa, non risalì più vivo da quel pozzo maledetto. La Signora Licari, moglie del proprietario, e la Signora Chirco non esitarono neppure un attimo a calarsi per prestare soccorso ma purtroppo anche loro trovarono la morte. La Camera dei Deputati, nella seduta del 22 Novembre 1965 a seguito dell’interrogazione dell’allora Onorevole Pino Pellegrino, concesse medaglia di bronzo al Valor Civile alle Signore Chirco e Licari e agli altri deceduti.

L’Associazione F.I.L.D.I.S. e la Classe IV A del plesso SIRTORI propongono:
Rosaria Giaconia
Rosaria Giaconia, poetessa d’altri tempi, merita essere ricordata perché in qualche modo ha fatto (lasciandoci in eredità molti sonetti) un po’ la storia d questa città. Rosaria nacque a Marsala il 24 Dicembre del 1830. I tempi in cui viveva la Giaconia erano assai diversi dagli attuali e molti concetti non potevano essere esternati; la sua forza è stata la poesia, essa ha alleviato il dolore di una vita triste piena di lutti, inoltre l’ha anche salvata dalla disperazione di un amore agognato ma mai realizzato. Severa con se stessa non riuscì mai a conquistare l’uomo verso cui nutrì per tutta la vita amore e ammirazione: Eliodoro Lombardi, che sposandosi per ben due volte, non pensò mai a lei come donna e come moglie. Rosaria visse nel ricordo di questo suo innamoramento platonico (la forza delle donne) e il fiore che Eliodoro Lombardi portava all’occhiello le fu talmente caro da farle scrivere il sonetto: Quando esalerò l’ultimo fiato Sulla mia spoglia sul funebre letto Un nembo di quei fiori vorrei versato.

L’Associazione A.N.P.I. e l’Associazione A.N.D.E. hanno proposto:
F. Alongi, B. Cerè e G. Meningi
Francesca Alongi, nasce a Marsala il 22 Agosto 1927. Francesca, per sei mesi svolse attività di staffetta nella zona del lago di Candia, provincia di Torino, e si prodigò in ogni modo per alleviare la dura vita dei partigiani. Raccontò la mamma come ‘’…la sua figliola, di carattere riservato e tranquillo ed amante dello studio, fosse indotta a lasciare la famiglia a 17 anni per raggiungere le formazioni…’’. Alla Liberazione la mamma festante la cercò fra le colonne di partigiani, ma non la vide mai giungere. Bice Cerè, nasce a Marsala il 10 Settembre 1925. Bice, anch’ella partigiana, ferita dopo un assedio, morì il 21 Novembre 1944. Aveva appena compiuto 19 anni. Meningi Grazia, nata a Marsala il 3 Novembre 1903, a partire dal 12 Maggio 1944 con il nome di battaglia Signora Palmieri aderisce alla Resistenza entrando come staffetta dove rimane attiva sino al 7 Giugno 1945 quando viene smobilitata ottenendo la qualifica di partigiana combattente. Da ricerche effettuate risulta deceduta ad Imperia il 20/01/1981.

SALVATORE LO PRESTI, la Classe III C dell’Istituto Comprensivo “S.PELLEGRINO” e la Scuola Media Statale “‘’G.MAZZINI” hanno proposto:
Elisa Trapani
Elisa Trapani, nata a Marsala il 2 Maggio 1906 da Vito Trapani e Clelia Vinci. Elisa Trapani, ha pubblicato settantuno romanzi e più di duemila testi brevi, tra novelle, racconti e fiabe. Nel 1915 il padre viene richiamato in guerra nel Trentino. In questo periodo Elisa comincia a tenere un diario: pratica che non abbandonerà mai. Pian piano la Trapani diventa una delle firme rosa più note, molto apprezzata dai direttori di Novella e Annabella. Il suo primo romanzo vede la luce nel 1936 col titolo poco ortodosso per i canoni della letteratura rosa ‘’Denaro batte amore 3 a 0’’; seguiranno ‘’Come l’acqua’’; ‘’Delirio’’; ‘’Un uomo bussa alla porta’’ e ‘’Quella notte’’. Nel 1976 è la volta di ‘’Adorata dagli uomini’’ ed è anche l’anno in cui a Milano, Elisa Trapani, riceve da Sandro Pertini la medaglia d’oro per i quarant’anni di giornalismo. Eppure, sarebbe rimasta del tutto sconosciuta se Anna De Simone, sua figlia, non avesse deciso di dare alle stampe un elegante e affettuoso volumetto in edizione privata dal titolo ‘’Caro Michele. Fiabe e racconti della tua bisnonna’’ Fino all’età di ottant’anni, Elisa continuò a scrivere e pubblicare: nel 1982 vede la luce il suo ultimo romanzo ‘’Bionda straniera’’.

L’Associazione LA CASA DI VENERE e SALVATORE LO PRESTI hanno proposto:
Caterina, Rosaria e Lucia Maltese
La storia della famiglia Maltese è una d’emigrazione, di tante donne e di tanti uomini che partivano dalla Sicilia e da tutto il Sud Italia con nulla se non con la grande speranza di riuscire a guadagnarsi un pezzo di pane. E’ facile appurare alcuni fatti storici: che l’incendio di New York avvenne effettivamente il 25 Marzo 1911, e non l’8 Marzo, presso la TriangleShirtwaistFactory, fabbrica di camicie per donna; che l’8 Marzo 1908 a New York vi fu una manifestazione di circa 15.000 donne che protestavano per una paga migliore, un orario di lavoro più corto e il diritto di voto; che l’8 Marzo del 1917, vi fu una manifestazione di protesta delle operaie russe contro la guerra e la penuria di cibo. In quell’incendio del 25 Marzo 1911 trovarono la morte 146 persone, quasi tutte donne. Ebbene, 38 di quelle donne erano Italiane, e di queste molte erano Siciliane. E senza dubbio erano siciliane, per la precisione di Marsala, 3 donne, anch’esse decedute nell’incendio e tutte appartenenti allo stesso nucleo familiare: Maltese Caterina (40 anni, da nubile Canino) e le due figlie Lucia (20 anni) e Rosaria (di soli 14 anni). La famiglia Maltese, rappresenta in maniera esemplare, la storia di oltre un secolo di emigrazione meridionale, che sappiamo essere stata, inizialmente, una storia di immensa sofferenza.

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Iniziativa "Tre donne, tre luoghi" proposta a livello nazionale dalla "Toponomastica Femminile"
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