Bruxelles, 21enne di origini siciliane ferito: Vivo per miracolo, fuggendo calpestavamo corpi

In lacrime e ancora sotto choc Michele Venetico: "Abbiamo cominciato a urlare, piangere e..."

“E’ stato orribile. Sono vivo per miracolo”: in lacrime, ancora sotto choc, Michele Venetico. Il 21enne, giovane dipendente dell’aeroporto di Bruxelles, figlio di immigrati di origini siciliane nato in Belgio, è tra i feriti dell’attentato all’aeroporto di Bruxelles.

Il ragazzo lavora nello scalo della capitale belga da tre anni. Da uno era stato assegnato alla biglietteria della Swissport. “Abbiamo sentito prima un boato venire da lontano e non abbiamo capito cosa stesse accadendo. Poco dopo c’è stata un’esplosione tremenda all’altezza delle file 4 e 5, vicino alla biglietteria della Delta”.

“E’ stato l’inferno – racconta – i muri e parte di tetto sono venuti giù, i vetri sono andati in frantumi. Eravamo terrorizzati. Abbiamo cominciato a urlare, piangere e ci siamo rifugiati nell’ufficio che si trova dietro alla biglietteria che è rimasto in piedi”. Michele Venetico è stato portato in ospedale per ferite all’orecchio e alla testa e poi dimesso.

“L’esplosione è stata tanto forte – spiega – che ho visto volare via decine di bagagli e un passeggino. Intorno c’era polvere e fumo e mentre cercavamo di scappare calpestavamo corpi a terra”.

Michele Venetico, padre di Ciminna (Palermo), madre di origini siciliane ma nata in Inghilterra, è nato a Bruxelles, con cittadinanza italiana. I suoi sono emigrati in Belgio da 50 anni.

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In lacrime e ancora sotto choc Michele Venetico: "Abbiamo cominciato a urlare, piangere e..."
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