Arrestati per estorsione a commercianti e ristoratori: un 21enne e un 41enne

I 2 avevano la consuetudine di introdursi in bar, ristoranti, negozi ed esercizi commerciali, “spillando” somme di denaro...

Arrestati a Castelvetrano, per estorsione, due noti pregiudicati locali: Giovanni Catalanotto e Arthur Alex Adorno. I due taglieggiavano infatti commercianti, titolari di locali e ristoratori chiedendo piccole somme di denaro.

I carabinieri del Nucleo Operativo e radiomobile della Compagnia di Castelvetrano guidati dal Luogotenente Fabio Proietti nel pomeriggio di giorno 22 traevano in arresto, per estorsione ai danni di un commerciante castelvetranese, due noti pregiudicati locali. Si tratta di Giovanni Catalanotto, 41enne e Arthur Alex Adorno, 21enne.

Ormai già da tempo, infatti, i militari dell’Arma avevano raccolto diverse dichiarazioni ed indicazioni in base alle quali i due predetti pregiudicati vessavano diversissimi commercianti e ristoratori locali con continue richieste di denaro, talvolta formulate con minacce esplicite, spesso con modi di fare seccanti e pressanti, tanto da impedire la regolare conduzione dei relativi esercizi commerciali.

I due taglieggiatori, in sostanza, invece di dedicarsi ad una concreta attività lavorativa, avevano ormai preso la deprecabile consuetudine di introdursi in bar, ristoranti, negozi ed esercizi commerciali in genere, “spillando” piccole somme di denaro e talvolta anche consumazioni e beni di diversa natura ad ognuno di essi.

Tale modo di fare, va ricordato, era già stato eletto a stile di vita quotidiano da un altro pregiudicato di Castelvetrano che proprio a causa di queste continue vessazioni poste in essere ai danni di esercenti locali, fu ucciso ad inizio 2016 nei pressi del centro commerciale Belicittà.

Si accertava, infatti, che uno dei due arrestati, l’Adorno, poneva in essere le richieste estorsive paventando quale propria presentazione il legame di parentela con il predetto castelvetranese ucciso all’inizio dell’ anno.

Per fortuna, però, grazie ai continui rapporti di vicinanza tra i Carabinieri di Castelvetrano e i commercianti locali, taluni di essi si sono convinti a reagire facendo leva sullo strumento legale cominciando a denunciare i torti subiti.

Il 22 sera la svolta, i due malviventi si sono recati per l’ennesima volta nei locali di un commerciante castelvetranese e nello specifico mentre il Catalanotto faceva da “palo”a bordo della sua autovettura, l’Adorno entrava nel negozio e, approfittando della presenza all’interno del locale di numerose persone, chiedeva la consegna di una somma di denaro, insistendo più volte e mostrandosi estremamente nervoso. Nonostante le minacce, il commerciante si opponeva alla richiesta, fino a quando sopraffatto dall’imbarazzo ed impossibilitato nella normale conduzione della propria attività, cedeva consegnando una banconota presa dal registratore di cassa.

Grazie, tuttavia, all’intervento di una pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castelvetrano, il disegno criminoso posto in essere dai predetti estortori non veniva portato a termine. I militari, infatti, appostatisi nelle vicinanze del negozio, prontamente bloccavano l’Adorno, all’uscita dell’attività, e subito dopo il suo complice.

Sottoposto a perquisizione, l’Adorno veniva trovato in possesso di piccole somme di denaro, tra cui la banconota consegnatagli dal malcapitato esercente, vittima della richiesta estorsiva appena messa a segno.

Dopo gli accertamenti di rito, i due venivano sottoposti agli arresti domiciliari su disposizione del Sostituto Procuratore di turno della Procura di Marsala in attesa dell’udienza di convalida tenutasi in data odierna dinanzi il G.I.P. di Marsala che oltre a convalidarne l’arresto applicava per entrambi la misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione del braccialetto elettronico.

L’attività posta in essere dai Carabinieri della Compagnia di Castelvetrano dimostra che soltanto attraverso lo strumento della “denuncia” si può porre fine alla piaga dell’estorsioni e soltanto così i commercianti locali possono uscire fuori da “situazioni opprimenti” evitando di giungere a soluzioni di “non ritorno” che a volte la disperazione può indurre di intraprendere.

 

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