Condannato l’aggressore di Patrizia Paganelli: Sono felice perché per me questa sentenza è un dono

"Io non nutro rancore per l'aggressore, e gli auguro di redimersi nella legalità e nell'amore come il bene più prezioso"

Tentato omicidio di Patrizia Paganelli. Oggi è arrivata la sentenza nel processo con rito abbreviato a Francesco Lo Grasso, marsalese di 69 anni, per il tentato omicidio della giornalista Patrizia Paganelli. Prima di decidere, il giudice delle udienze preliminari Annalisa Amato, ha chiesto ai carabinieri di vedere il bastone con cui la Paganelli è stata picchiata e ha ascoltato vittima. L’aggressore Francesco Lo Grasso è stato condannato a 8 anni e 10 giorni.

Abbiamo sentito Patrizia Paganelli che ci ha rilasciato una breve dichiarazione: “Poche parole dopo la sentenza con la condanna all’aggressore. Sono felice, perché per me, che credo fortemente nelle istituzioni, nella verità e nella giustizia, questa sentenza è un dono. Io non nutro rancore per l’aggressore, e gli auguro di redimersi nella legalità e nell’amore come il bene più prezioso. Vorrei ringraziare chi mi ha aiutata a restare in vita, tutti i cittadini che mi sono stati vicino con la piena e totale solidarietà. Ringrazio i miei carabinieri, i miei figli, mio marito, i miei legali, Dio che ha illuminato tutti. Ma il ringraziamento più grande lo voglio dare a mia nipote Lisa, che è stata in quei terribili attimi la forza e la volontà di restare viva per continuare a crescerla con tutto il mio amore di nonna innamorata. Voglio dedicare questo che per me è un grande giorno a chi più di ogni altro sento vibrare di luce divina, il grande magistrato Rosario Livatino, beato tra i beati”.

Patrizia Paganelli fu ripetutamente colpita alla testa con una spranga. Il fatto è accaduto il 3 agosto dello scorso anno, in contrada Berbaro. Paganelli e Lo Grasso sono vicini di casa e il motivo scatenante della feroce aggressione sarebbe stata una disputa sul diritto a parcheggiare l’auto in uno spiazzo accanto le rispettive abitazioni. Dopo il fatto, Francesco Lo Grasso fu posto agli arresti domiciliari in un’abitazione diversa e lontana dalla sua. Ciò per evitare ogni contatto con la Paganelli.

 

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