L’avv. Nino Marino annuncia denuncia del Sostituto Procuratore Tarondo

"Dinanzi all’incertezza dell’infamia, sta la certezza di una vita di lavoro, impegno politico ed istituzionale, di cultura. Dalla parte democratica e costituzionale"

*^* Adsum qui feci: sono l’avvocato Antonino Marino, detto “Nino”, nato in Trapani il 15 Gennaio 1940, ivi residente al Viale Falcone e Borsellino n. 12.

Sono indagato nel procedimento già n. 982/14.21 (Dottori Verzera e Morra), ora n. 1985/16.21 (Dottori Tarondo, Morra e Verzera) della Procura di Trapani ex artt. 609 ter e quater del Codice penale. “Pedofilia” come hanno scritto i giornali. I fatti non possono sussistere. Sed de hoc in quel processo.

Dinanzi all’incertezza dell’infamia, sta la certezza di una vita di lavoro, impegno politico ed istituzionale, di cultura. Dalla parte democratica e costituzionale.

Uno dei pochi ad avere espresso solidarietà a Giovanni Falcone, quando era avversato anche dalla Magistratura.

Amico di Mauro Rostagno: come mi riconobbe, ricavandone prove, il Presidente dell’Assise di Trapani. Ne denunciai alla D.D.A. di Palermo il probabile terzo assassino. Frattanto quello è morto. Son vive quelle che lo coprirono. Vi sto pubblicando un libro. Ne ho scritto altri contro la mafia, sulle lotte contadine ed antimafiose nella provincia, su personalità della democrazia trapanese.

*^* Ciò, per sé, non mi discolpa dalla “pedofilia”. Ciò, per sé, non verifica le odierne denuncie. Ma c’è la storicità dei fatti e la loro irreversibile concatenazione logica.

*^* Presso la Procura della Repubblica di Caltanissetta pende un procedimento fra parti opposte, i Dottori Andrea Tarondo e Rossana Penna, Sostituti in Trapani.

Forse pende anche altro procedimento penale al quale sono interessati, non so in che vicendevole veste, il Dottor Tarondo ed il giornalista Gaspare “Rino” Giacalone il quale, millantandolo forse, avrebbe offerto un suo assunto credito verso un Magistrato ad un importante imprenditore, il Dottor Durante, indagato e comunque sottoposto alle attenzioni della DDA.

E’ noto –tanti lo notano fra trattorie e bar- lo stretto rapporto che lega la triade Tarondo.Conigliaro-Giacalone. Forse è da qui che partono a senso unico -e cioè nell’unico privilegiato senso del Giacalone- le anteprime di notizie che altri giornali e giornalisti non hanno. Se ne lamentano, alludono, ma nessuno ha il coraggio di protestare. Figuriamoci le associazioni professionali.

La pendenza di questi processi crea gravissimi danni alla credibilità della Magistratura, per la supposizione –vasta fra gli avvocati, vasta!- dell’esistenza di cordate e di trame: <alcuni magistrati-alcuni poliziotti giudiziari-alcuni giornalisti-alcuni avvocati …>.

*^* Sulla “lite” <Tarondo-Penna (o il coniuge e comunque il compagno della Dottoressa Penna)> resi informazioni al Sostituto di Caltanissetta, il Dottor Di Leo. E perciò ad esse rinvio. Ancora non sapevo che vi fosse coinvolto il Dottor Tarondo.

La ragione e/o lo scopo per i quali quel signore –o chi per esso- mi abbia coinvolto nella vicenda <Dottoressa Penna e nemici del suo coniuge> è cosa che ancora oggi non so spiegarmi. Forse gli esiti istruttori di questa denuncia aiuteranno a capirlo.

*^* I fatti oggi denunciati.

Circa un mese fa un tal Avvocato Vito Di Graziano, alcamese, raggiunse il Notaio Francesco Di Natale, palermitano, da lungo tempo con apprezzato Studio in Trapani, variamente imputato ed indagato e da me fin qui difeso.

Il Di Graziano gli mostrò un foglio A/4 sul quale erano riportati due numeri cellulari con la scritta “Croce Conigliaro”.

Gli disse suppergiù: <se si vuole salvare, deve dire che ha conosciuto il marito della Dottoressa Penna e che gliel’ha presentato l’Avvocato Nino Marino”.

Fu o, almeno, s’avvicinò molto, al tentativo di un’estorsione.

*^* Il quisque Nino Marino non ha mai – mai!- conosciuto il coniuge della Dottoressa Penna. Né mai –mai! ne è stato conosciuto. Mai visto. Anzi: prima dell’episodio riferito al Dottor Di Leo, nemmeno ne supponeva l’esistenza.

E dunque non può averlo presentato al Notaio Di Natale.

Con ironia ironia da -eirene, pace- dunque con serenità: è pronto a qualsiasi ordalia. Non lo sono l’Ispettore Conigliaro ed il Dottor Tarondo: si brucerebbero le piante dei piedi.

*^* Gli articoli 110-377 bis e dintorni, quelli 611 e 629 del Codice penale sono già nei pressi. Quanto meno sotto la sanzione dell’art. 115.

Persona direttamente o indirettamente offesa, danneggiata da questo delitto è il sottoscritto denunciante il quale formula richiesta di avviso in caso di richiesta di archiviazione, ed elegge domicilio presso l’Avvocato Giuseppe Maria Ingrassia, con Studio in Trapani, Piazza Generale Scio 5 Cell. 328.864.84.20

*^* Il Di Natale ne riferì a mio figlio Massimo, editore di <Telesud 3 s.r.l.> di Trapani.

Da tempo oggetto -l’Editore Massimo Marino intendo- di attenzioni ed intrusioni: da almeno quattro anni, senza mai un “avviso”. In quattro anni, almeno una richiesta, notificata, di proroga di indagini avrebbe dovuto esserci!

E dunque “indagini” non vi sono e tuttavia ha la sensazione di essere intercettato: brusii tecnici all’apparecchio, cose del genere. Per una persona che frequenta ogni giorno personalità sociali, imprenditoriali, politiche, religiose della città, della provincia e della regione, sono vulnus e limite incalcolabili: deve stare attento a quel che dice ed a quel che gli viene detto, perché non si sa mai, qualcuno capisca “razzi pi ramurazzi” come si dice fra noi: un equivoco, una mala -in ogni senso ”mala”- interpretazione. Per chi intercetta e s’intrude, si tratta di un’indebita intromissione ed appropriazione di notizie, dati fatti, opinioni (penalmente irrilevanti) dell’intera società trapanese, esercitando su questa un controllo avulso da ogni sovranità, da ogni titolarità, da ogni verifica. Una specie di piccolo SIFAR trapanese, verrebbe ancora voglia di ironizzare.

Occorre una puntuale, rigorosa e penetrante verifica.

Ma, a non farla qui lunga, vi sarà altro e più specifico esposto sollecitatorio del titolare e persona offesa, il Dottor Massimo Marino.

*^* Il Notaio Di Natale poi ne riferì a tutt’e due, a me ed a mio figlio.

Gli suggerii di dar corda a quell’Avvocato per il terribile –e stupido!- passo falso che aveva (avevano!)- commesso, al fine di incastrarli e dar finalmente spiegazione di alcune cose. Naturalmente i colloqui intercorsi sul punto con il Di Natale sono registrati. E fra qualche giorno saranno inviati, non appena i tempi tecnici di riproduzione lo permetteranno: qualche giorno, ma intanto questa denuncia deve partire, a prevenire altre “intrusioni”.

*^* Suggerii al Di Natale di inviare all’alcamese il seguente messaggio, dandogliene il testo da me autografo:

“Ho studiato il contratto che il suo cliente vuole stipulare. Si può fare. C’è però la questione delle garanzie, delle fideiussioni che il suo cliente dovrebbe dare per le obbligazioni assunte. Quando viene a Trapani, mi chiami”.

*^* La cifra è evidente. Soprattutto al Di Graziano che, riscontrandola, confermò quella sua prima personale proposta al Di Natale.

Sennò –se il foglio A/4 e la proposta fossero state una menzogna del Di Natale a noi –e perché, poi?-, l’Avvocato avrebbe risposto: <ma notaio, non capisco: di quale mio cliente e di quale contratto mi va parlando! Forse ha sbagliato numero.>

Dunque: con la mancata contestazione del messaggio, la prova contro il Di Graziano e contro chi gli diede mandato, è già raggiunta.

*^* C’è di più, e di clamoroso: l’alcamese abboccò. La mattina del 7 Aprile si incontrarono in Trapani ed il Di Graziano confermò la proposta al Di Natale. Che, disse di avere, registrato il colloquio.

*^* A conferma, perché sinora non ve n’è stata smentita, l’Avvocato Nino Marino il 12 Aprile appena scorso inviò al Di Natale la raccomandata di cui acclude copia. Copia raccomandata della medesima inviò ai Dottori Verzera, Morri e Penna.

*^* Che il Di Graziano agì per conto del Conigliaro è evidente: perché mai l’indicò come la persona cui il Notaio avrebbe dovuto rendere la falsa dichiarazione? Che la vicenda <Dottoressa Penna-suo coniuge> interessa al Dottor Tarondo è evidente. Che c’è un rapporto preferenziale <Dottor Tarondo-Ispettore Conigliaro> è, infine e conclusivamente, evidente.
Perché sia stato scelto l’Avvocato Vito Di Graziano è problema suo. O loro.

*^* Oltre che per la forza logica indiziante delle considerazioni fatte, c’è un altro ulteriore ed aggiuntivo strumento per verificare il rapporto <Conigliaro-Di Graziano>: i tabulati delle telefonate fra i due nel corso degli ultimi tre mesi circa. Se ce ne sono, dovrebbero spiegarne l’occasione, il motivo, la causa.

*^* Se è ancora ignota la ragione per la quale quel tale allora tentò di <mettermi nel mezzo>, chiara è quella per la quale il Dottor Tarondo e l’Ispettore Conigliaro lo vogliono oggi, tramite l’avvocato Di Graziano.

Il sottoscritto, difensore fin qui del Di Natale, scrisse sul settimanale trapanese “SOCIAL” l’accusa per la quale il Conigliaro -non da solo, è ovvio!- tentò di incastrare il Notaio Di Natale in una faccenda di uso personale di stupefacente, lasciando libero e omettendo di arrestare un noto e grosso spacciatore di droga, avendone avuto la possibilità –anzi l’obbligo e l’Ufficio- di farlo.

*^* Non la faccio più lunga su pur significativi dettagli. Invierò una immediatamente successiva Memoria, con la quale, oltre che i compact disk informatici con le registrazioni sia in intero che in brani di sintesi, verrà inviata sia la documentazione annunciata che eventuale altra.

Chiedo, ove occorra formalmente, l’apertura di procedimento penale contro le persone denunciate perché siano punite ai sensi di legge.

Con rispetto e fiducia!

Trapani, il 15 di Aprile 2016

Avv. Antonino Marino

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