Marsala, clamoroso in Consiglio comunale: 7 consiglieri “prendono le distanze” dalla maggioranza

Arturo Galfano: "Il sindaco è recidivo e non ha alcun rispetto per le istituzioni come farebbe oggi il 'Podestà' di altri tempi". Duro il "documento politico" dei sette consiglieri

Duro “documento politico” a firma di sette consiglieri di maggioranza. Approvato il regolamento per l’istituzione della Consulta Comunale per il Turismo.

 

“Non condividiamo i metodi autoritari del Sindaco Di Girolamo che non ci coinvolge in nessuna delle sue scelte e ci mette sempre davanti al fatto compiuto. E’ un sistema, quello usato dal capo dell’Amministrazione, che di democratico ha ben poco. D’ora in poi prendiamo le distanze dall’Amministrazione: io e gli altri sei consiglieri firmatari del documento voteremo solo gli atti che riterremo opportuni e vantaggiosi per la Città”. Così il presidente del Consiglio Comunale Enzo Sturiano, ieri sera, in aula, nel corso della seduta di Consiglio Comunale dopo la lettura in apertura di lavori da parte della consigliera Luana Alagna (Democratici per Marsala) di un duro documento politico in cui ben sette consiglieri di maggioranza hanno deciso, in pratica, “di prendere le distanze” dall’Amministrazione Di Girolamo.

Questo il testo del documento indirizzato al primo cittadino e firmato dai consiglieri Enzo Sturiano, Arturo Galfano, Luana Alagna, Oreste Alagna, Letizia Arcara, Ignazio Chianetta e Luigia Ingrassia:

“I sottoscritti consiglieri comunali di maggioranza, dopo la nomina dell’assessore Rino Passalacqua, decidono di prendere le distanza da questa amministrazione comunale. La contestazione è strettamente politica e non certamente personale. Nulla quaestio, infatti, sulla persona dell’architetto Passalacqua, stimato professionista e persona per bene, amico di famiglia di casa Di Girolamo Quello che noi consiglieri di maggioranza contestiamo è il metodo politico adottato dal primo cittadino, che sembra aver dimenticato che la sua vittoria elettorale è frutto di una sinergia di forze politiche strutturate, animate dalla fiducia nella sua persona e dalla condivisione del suo programma elettorale, oggi più volte disatteso. Lo scorso lunedì, nel corso di una lunga riunione di maggioranza, non ci è stata data alcuna comunicazione sull’ultima nomina, della quale veniamo a conoscenza attraverso gli organi di stampa. Occorre precisare che finora non è mai stata avanzata alcuna richiesta di assessorati da parte di codesti consiglieri comunali, ma abbiamo soltanto manifestato la volontà di partecipare alla scelta, valutandone la competenza e il profilo professionale. Non è la prima volta che il sindaco e la relativa amministrazione non condividono e non dialogano sulle scelte programmatiche ma agiscono adottando un metodo autoritario e autoreferenziale. Più volte abbiamo richiesto una verifica politica, caduta nel vuoto anche per l’insensibilità di alcuni esponenti della maggioranza molto vicini al sindaco. Un’amministrazione comunale che pretende di trattare noi consiglieri di maggioranza come servi sciocchi di un sistema che di democratico ha ormai ben poco. Non è più tollerabile che atti preconfezionati non preceduti da confronto e condivisione giungano in aula consiliare. Ribadiamo che la questione è meramente politica e affermiamo che non è nostro intendimento passare all’opposizione solo per il profondo rispetto che portiamo ai nostri elettori. Dunque il nostro obiettivo più che mai si conferma nella direzione della tutela e del superiore interesse della nostra città. Ciò tuttavia non ci esime dal non votare quegli atti che l’amministrazione comunale invierà o ha già inviato in estremo ritardo in Consiglio comunale, soprattutto misure restrittive che penalizzano i nostri cittadini. A tal proposito l’amministrazione potrà contare sui numeri di quei consiglieri comunali che sono accorsi più volte in suo aiuto. Una linea politica dura che vuole rimarcare l’importanza delle regole democratiche faticosamente conquistate e del principio di maggioranza. Pertanto noi consiglieri sottoscrittori, memori del programma elettorale che abbiamo condiviso meno di un anno fa, voteremo gli atti solo se lo riterremo opportuno e vantaggioso per la città, che siamo chiamati a rappresentare e tutelare, senza barattare il bene della nostra città con alcun tipo di accordo”.

Com’era inevitabile, il documento politico dei sette esponenti di maggioranza (Sturiano, Galfano, Luana e Oreste Alagna, Arcara, Chianetta e Ingrassia) ha caratterizzato quasi per intero, alla presenza degli assessori Clara Ruggieri e Annamaria Angileri, i lavori della massima assise cittadina, che, a fine seduta, ha poi approvato (con 21 voti favorevoli su 21 presenti) il Regolamento sull’istituzione della Consulta comunale per il Turismo, stravolto, con tutta una serie di emendamenti rispetto alla bozza presentata dall’Amministrazione, dalla Commissione consiliare Affari Generali e da quella allo Sport e Turismo.

Particolarmente corposi e pesanti (e non sono mancate dure critiche all’operato di sindaco ed assessori), gli interventi dei consiglieri “di minoranza” Giovanni Sinacori, Pino Milazzo, Rosanna Genna, Aldo Rodriquez e Ivan Gerardi. Il compito di “difendere” il sindaco Di Girolamo è invece toccato –oltre all’assessore Angileri (“il sindaco verrà in aula con il neo assessore solo dopo che avrà distribuito le deleghe”)– al capogruppo del PD, Antonio Vinci. I vari consiglieri non hanno mancato di sottolineare come, in effetti, “il sindaco Di Girolamo non ha più una maggioranza consiliare visto che, numeri alla mano, disporrebbe in aula di “appena” 12 consiglieri (rispetto ai 19 che dovrebbe avere); mentre di fatto la “minoranza” (o opposizione che dir si voglia) potrebbe giungere, in determinate situazioni non condivise con la stessa amministrazione, a 18 consiglieri, insomma a ribaltare i ruoli rispetto al voto espresso dagli elettori appena un anno addietro”.

“E’ arrivato il momento –ha detto in particolare il consigliere Giovanni Sinacori- in cui l’Amministrazione Di Girolamo si disincagli dalla secca in cui si trova per i tanti errori sin qui commessi. E’ stato un errore imperdonabile quello di oggi da parte del sindaco di non venire qui in aula a presentare quanto meno il neoassessore Rino Passalacqua. Aveva impegni? Poteva trattenersi solo pochi minuti, presentare il neo assessore e andar via. Invece no. Non ha avuto nemmeno questa sensibilità, mancando di rispetto al Consiglio e, perché no, ai suoi consiglieri di maggioranza che non ha nemmeno informato in tempo della scelta che stava facendo sull’assessore. Noi comunque non ci montiamo la testa. Non voglio pensare che la minoranza, da opposizione, sia diventata maggioranza. Noi abbiamo perso le elezioni e restiamo opposizione, anche se le nostre idee e i nostri progetti non sono certamente di secondo livello, anzi. E continueremo a dare voce agli elettori che hanno perso, dei quali siamo fieri ”.

Attacchi all’Amministrazione Di Girolamo anche da parte di Pino Milazzo (“il sindaco non ha progetti da portare avanti, calpesta le più elementari regole della democrazia, non ha avuto la sensibilità di venire in aula, un plauso a questi consiglieri che hanno sottoscritto il coumento che hanno avuto la forza di diventare consiglieri liberi”) e di Walter Alagna (“siamo già alla resa dei conti. Quest documento politico segna la debacle della governance di Girolamo, che è già alla frutta dopo nemmeno un anno senza avere ancora portato avanti, dopo le tante promesse lettoriali, un solo atto di sviluppo economico per la città”.

Ha aggiunto Rosanna Genna: “La caduta di stile del sindaco già la avevamo notata altre volte, l’ultima in occasione del cocktail offerto alle autorità dopo l’inaugurazione del monumento ai Mille dove ha invitato solo alcuni consiglieri di suo piacimento. Ha offerto il cocktail a sue spese? Padronissimo, ma doveva farlo ‘a casa sua’, non all’Ente Mostra, quindi in un locale di proprietà comunale…”. Rivolgendosi all’assessore Clara Ruggieri, la consigliera Genna l’ha poi accusata apertamente di disattendere le richieste da lei avanzate in ordine all’attività del Settore Solidarietà Sociale e ne ha chiesto le dimissioni, anche se in difesa dell’assessore è poi intervenuta la consigliera Linda Licari, la quale ha affermato “che non è vero niente di quanto ha detto la Genna e che gli uffici e l’assessorato stanno lavorando nel modo migliore”.

Aldo Rodriquez, “oltre a stigmatizzare il comportamento del sindaco e a complimentarsi con i sette consiglieri di maggioranza per il documento firmato” ha dato comunicazione in aula che già il Monumento ai Mille è sporco dopo una settimana appena dall’apertura, è scomparso il verde e non capisce come e con quale atto sia stato affidato alla Pro Loco”. Ha poi aggiunto “di non avere avuto alcuna risposta sulla fine che ha fatto la Ludoteca nel complesso San Pietro”.

Interventi assi duri, per il resto, oltre che da parte del presidente Enzo Sturiano (“i consiglieri hanno bisogno di rispetto perché sono stati votati dai cittadini e non è possibile che ancora non abbiano ricevuto bozza del bilancio”) anche di Letizia Arcara e Ginetta Ingrassia. “Chi si sottrae al confronto –ha rimarcato la Arcara- non è buono per fare politica. Sono parole che il sindaco ha usato verso di me e Oreste Alagna quando non abbiamo votato l’aumento della Tari. Ora il sindaco si sta sottraendo al confronto. Fa di testa sua, non coinvolge nessuno, non ha idee e sta andando a sbattere. Quando viene in aula si limita a udire. Non sa ascoltare. Udire e ascoltare, come tutti sappiamo, sono due cose ben diverse”.

Ha aggiunto Ginetta Ingrassia: “Alcune cose vanno chiarite. Il nostro malessere non nasce oggi. E’ da 10 mesi che contestiamo la mancanza di una maggioranza coesa. Il sindaco non è stato eletto con un insieme di liste civiche. E’ un sindaco politico, deve dare conto anche ai partiti che lo hanno sostenuto. E’ grave che come assessore abbia scelto un suo amico e non abbia scelto, invece, un “tecnico esperto” dei problemi dell’agricoltura e delle attività produttive in generale come era stato invece il precedente assessore Nino Barraco, anche lui amico personale del primo cittadino ma davvero grande “persona per bene” tant’è che ha avuto il coraggio di dimettersi non condividendo -tra l’altro- il fatto che l’Amministrazione non avesse idee da portare avanti”.

Arturo Galfano, da parte sua, nel ribadire che il sindaco “è recidivo” non avendo presentato in Consiglio nemmeno il precedente assessore Nino Barraco e che non ha alcun rispetto per le istituzioni come farebbe oggi il “Podestà” di altri tempi) s’è soffermato infine sul declassamento che sta per subire, per il disinteresse della nostra classe politica regionale, il Museo Archeologico dove è custodita la Nave Punica e che sarebbe intendimento di qualcuno trasformare in una succursale del Museo Pepoli di Trapani, struttura che ha un fatturato di biglietti (e presenza di visitatori) inferiore alla metà del Museo di Marsala”. [Ufficio Stampa del Comune]

Marsala, Alberto Di Girolamo non ha più una maggioranza a Sala delle Lapidi

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Arturo Galfano: "Il sindaco è recidivo e non ha alcun rispetto per le istituzioni come farebbe oggi il 'Podestà' di altri tempi". Duro il "documento politico" dei sette consiglieri
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