Presentato a Roma l’Expo Blue Sea Land 2016: “La prevenzione dello spreco alimentare” è il tema

Blue Sea Land ha avuto oltre 60.000 visitatori e 42 delegazioni, istituzionali ed imprenditoriali, di diversi Paesi Esteri; oltre 1000 incontri (fra aziende partecipanti e buyers nazionali ed internazionali)

“Blue Sea Land promuove il modello del Cluster dei Distretti Agroalimentari e la Blue Economy, strumenti necessari per prevenire lo spreco degli alimenti e per salvaguardare le risorse naturali a partire dall’acqua”.

Questo quanto sottolineato dal Presidente del Distretto Produttivo della Pesca, Giovanni Tumbiolo, presentando ufficialmente, presso il Circolo del Ministero degli Affari Esteri, la quinta edizione (5-9 ottobre 2016) della manifestazione Blue Sea Land-Expo dei Distretti agroalimentari del Mediterraneo, Africa e Medioriente. Tumbiolo ha letto un messaggio di augurio per la manifestazione inviato dal Ministro Maurizio Martina.

Alla serata presenti gli Ambasciatori del Mediterraneo, Africa e Medioriente accreditati presso la Presidenza della Repubblica Italiana e le Agenzie delle Nazioni Unite ed il Ministro dell’Agricoltura e della Pesca del Congo-Brazzaville, Mr. Henry Djombo. Nel corso della serata il Presidente del Circolo del MAE, l’Ambasciatore Alessandro Vattani e l’Assessore alla Agricoltura e Pesca della Regione Siciliana, On. Antonello Cracolici, hanno illustrato ai numerosi Diplomatici le novità dell’edizione 2016 di Blue Sea Land che vedrà numerosi partner, istituzioni ed enti, al fine di “amplificare” l’importante tema dell’edizione annuale della kermesse che si terrà a Mazara del Vallo: la prevenzione dello spreco alimentare. Intervenuti fra gli altri il Decano del Corpo Diplomatico Africano accreditato presso il Quirinale, l’Ambasciatore Mamadou Kamara Dekamo, e l’Ambasciatore Umberto Vattani.

“Attraverso la ricerca e l’innovazione –ha ribadito Cracolici- applicate alle risorse ambientali possiamo pervenire a nuovi modelli sostenibili di consumo volti a ridurre gli sprechi ed, al contempo, a salvaguardare le risorse marine e terrestri per le quali necessita una responsabilità sia individuale che condivisa. E’ un processo circolare quello sviluppato nell’ambito della Blue Economy che vede in primis la rigenerazione delle risorse naturali”.

Paesi main partners della V edizione di Blue Sea Land sono il Regno del Marocco e la Repubblica della Guinea Equatoriale, rappresentati dagli Ambasciatori in Italia Hassan Abouyoub e Cecilia Obono Ndong.

Nel corso della serata i numerosi ospiti hanno potuto degustare prodotti di eccellenza dell’agroalimentare siciliano, sapientemente preparati dallo chef mazarese Pietro Sardo, ed i vini dell’Associazione “Strada del Vino Val di Mazara”.

Blue Sea Land, patrocinata dalla Regione Siciliana e dai Ministeri delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Affari Esteri e Sviluppo Economico, ha avuto oltre 60.000 visitatori e 42 delegazioni, istituzionali ed imprenditoriali, di diversi Paesi Esteri; oltre 1000 incontri (fra aziende partecipanti e buyers nazionali ed internazionali).

Protagonista indiscusso di “Blue Sea Land” è il modello della “Blue Economy” che con i suoi principi di sostenibilità e responsabilità è diventato esempio di sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale. Blue Sea Land è un laboratorio che sintetizza tutti i campi di applicazione della Blue Economy attraverso incontri scientifici e sulle innovazioni tecnologiche, laboratori del gusto, eventi interreligiosi ed interculturali e spettacoli nella Casbah di Mazara del Vallo ove convivono da decenni autoctoni, immigrati maghrebini, slavi ed africani.

Blue Sea Land promuove il modello del Cluster dei Distretti agro-ittico-alimentari che rappresentano l’economia reale dei territori ed un modello virtuoso di fare sistema, di creare occupazione e di fornire maggiori informazioni sulla sicurezza alimentare a produttori e consumatori. Attraverso Blue Sea Land l’Italia “si mette a tavola” grazie alla costituzione di una rete dei territori italiani ove si producono eccellenze che vengono presentate nel corso della stessa kermesse siciliana.

Blue Sea Land ha infatti visto in questi anni la partecipazione di alcuni fra i più importanti distretti agroalimentari italiani e le loro aziende associate: Il Distretto Agroalimentare di San Daniele del Friuli, il Distretto degli Agrumi di Sicilia, il Distretto Agroalimentare di Gragnano, il Distretto del Prosecco di Valdobbiadone, il Distretto Ittico di Rovigo, il Distretto Avicolo di Sicilia, il Distretto Cereali di Sicilia, il Distretto Fichi d’india di Sicilia, il Distretto Lattiero-Caseario di Sicilia, il Distretto dell’Olio e del Vino. Importante anche la partecipazione del Distretto del Dolce di Sicilia che promuove delle specialità frutto della tradizione comune dei Paesi del Mediterraneo centrale; in altri termini Blue Sea Land promuove una sorta di vera e propria integrazione culturale anche nel campo della enogastronomia.

In quelle giornate i visitatori interagiscono, conoscono, assaporano i prodotti dell’area mediterranea, subsahariana e mediorientale, e partecipano a diversi laboratori eno-gastronomici nei quali, attraverso i sapori ed i profumi, si narrano storie di uomini di terra e di mare. Nel corso di Blue Sea Land si svolgono incontri seminariali, dibattiti promossi da Enti, Istituzioni ed Organizzazioni del settore agro-ittico-alimentare, e scientifico, all’interno di uno spettacolare palcoscenico interculturale in quanto l’Expo si articola nel dedalo dei vicoli di origine araba del centro storico, la Casbah di Mazara del Vallo città di frontiera ove convivono diverse culture e religioni.

Pertanto, Blue Sea Land non è semplicemente una mera vetrina di prodotti dei vari territori ma rappresenta una importante tappa di un percorso, intrapreso negli anni dal Distretto della Pesca, volto alla cooperazione tra i popoli nell’ottica della salvaguardia, valorizzazione e razionalizzazione delle risorse del Pianeta.

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Blue Sea Land ha avuto oltre 60.000 visitatori e 42 delegazioni, istituzionali ed imprenditoriali, di diversi Paesi Esteri; oltre 1000 incontri (fra aziende partecipanti e buyers nazionali ed internazionali)
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