L’agricoltura? Una crisi perenne! I settori vitivinicolo e ortofrutticolo sono privi di programmi

"L'agricoltore si trova a lavorare da solo con la paura che possa essere avvicinato da delinquenti che chiedono soldi o altro"

La Cia di Petrosino ancora una volta promuove delle iniziative per sollecitare gli organi competenti alla risoluzione dei problemi che gravano nella provincia di Trapani; priva di un’anima progettuale, carente di strategie di carattere socio economico. L’agricoltura vive una crisi perenne ed in special modo i settori vitivinicolo e ortofrutticolo privi di programmi anche loro, vivono la quotidianità con grossi sforzi per andare avanti.

La provincia di Trapani deve tracciare un’agenda politica per molti settori economici, nella quale le forze migliori, i tanti Dirigenti che sono pagati anche per svolgere compiti di valorizzazione del territorio non possono non assolvere ai loro ruoli. La politica deve dare risposte a questa crisi in atto e attraverso i vari livelli deve ricevere risposte dal Governo centrale. Nella nostra provincia ci sono tanti Dirigenti e Funzionari pubblici che visitano le nostre campagne, le nostre coltivazioni. Il bisogno non è solo questo, gli organi ispettivi è bene che facciano i controlli, ma le campagne hanno bisogno di vigilanza, più delle volte l’agricoltore si trova a lavorare da solo con la paura che possa essere avvicinato da delinquenti che chiedono soldi o altro.

L’agricoltore ha bisogno di assistenza nella vendita del prodotto, il mercato non si ferma su alcuni luoghi in cui si decide il prezzo; a mio parere abbiamo bisogno dello Stato, delle Istituzioni che permettano la liberalizzazione della vendita nei vari mercati; abbiamo bisogno di un mondo agricolo unito nel quale le organizzazioni professionali si incontrano e discutono dell’avvenire della nostra agricoltura. Non è pensabile che davanti a problemi cosi importanti come quelli dei Consorzi di Bonifica che hanno attuato un aumento vertiginoso del canone irriguo, non ci sia stato un momento di protesta a difesa dell’agricoltore.

Bisogna che le organizzazioni professionali agricole, albi periti agrari, agronomi, ecc. insieme scrivano su una piattaforma quelle che sono le esigenze della nostra agricoltura. Mi permetto di dare un consiglio, mettete un po’ di coraggio nella cose che lo richiedono, alcune delle cariche il più delle volte per essere ricoperte con efficacia richiedono questa qualità. Io ho dimostrato coraggio nelle battaglie condotte fino ad ora, pur non avendo cariche importanti mettendo talvolta a rischio la mia persona fisica. Esiste ancora l’etica professionale? Mi auguro di sì.

Enzo Maggio
Responsabile CIA

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"L'agricoltore si trova a lavorare da solo con la paura che possa essere avvicinato da delinquenti che chiedono soldi o altro"
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