Combattimenti tra cani, Guardie per l’Ambiente: “Collaboriamo per contrastare il fenomeno”

"Bisogna dire basta a questo fenomeno ignobile, invito chiunque sia a conoscenza di combattimenti clandestini a denunciare il fatto alla nostra associazione"

“I combattimenti clandestini tra cani vanno debellati e puniti, come prevede la legge. E’ necessaria, però, la collaborazione dei cittadini, delle forze dell’ordine e di tutte quelle associazioni animaliste che si prodigano per il bene degli animali. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”. Lo dichiara il presidente dell’Associazione Regionale “Guardie per l’ambiente”, Danilo Catania, intervenendo a seguito dell’ennesima attività di soccorso di un pitbull, che potrebbe essere stato impiegato nella lotta criminale tra cani. L’animale, purtroppo, è deceduto.

Ieri pomeriggio, le guardie zoofile, assieme alla polizia municipale di Valderice, hanno risposto ad una chiamata di un cittadino che segnalava la presenza di un pitbull all’interno del giardino della propria abitazione. L’animale, di stazza massiccia, ormai moribondo, presentava numerose ferite e segni di morsi e di graffi di altri cani su tutto il corpo. Sul cranio aveva un buco, da cui fuoriuscivano dei vermi, ed un orecchio morsicato, anch’esso infestato da parassiti. Aveva inoltre la zampa posteriore destra rotta. Soccorso e trasportato nello studio veterinario del dottor Ugo Azzaro, che ha immediatamente constatato le condizioni disperate dell’animale, il cane è morto pochi minuti dopo. Non era dotato di microchip identificativo.

“Sebbene non sia stata eseguita alcuna autopsia- precisa Danilo Catania,- dallo stato in cui era ridotto, è presumibile che questo pitbull sia stato impegnato nei combattimenti clandestini, azzannato e martoriato chissà quante volte da altri suoi simili, cresciuti da allevatori senza scrupoli con l’intento di farli diventare aggressivi. Ormai allo stremo delle forze, il cane è stato poi abbandonato al suo destino, per strada, dove ha cercato riparo e aiuto nel primo posto utile. Una fine atroce, indegna, per qualunque essere vivente! Uno strazio per me e per i volontari che hanno tentato in extremis di soccorrerlo e che speravano persino di “recuperarlo”, con amore e carezze. Quelle carezze che tutti gli animali dovrebbero ricevere”.

“Bisogna dire basta a questo fenomeno ignobile- dichiara il presidente regionale delle “Guardie per l’Ambiente”-, pertanto invito chiunque sia a conoscenza di combattimenti clandestini a denunciare il fatto alla nostra associazione oppure alle forze dell’ordine. Noi guardie zoofile infatti, essendo dei pubblici ufficiali- spiega Catania- possiamo e dobbiamo intervenire per prevenire e reprimere i reati commessi nei confronti degli animali. Abbiamo, però, bisogno della collaborazione dei cittadini per denunciare i malfattori”.

L’articolo 544 quinques del Codice Penale vieta il combattimento tra cani. Chiunque promuove, organizza o dirige combattimenti o competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l’integrità fisica, è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro. Viene punito dalla legge anche chi alleva animali da destinare al combattimento. Commette altresì reato chi effettua scommesse sui combattimenti. Previste sia sanzioni pecuniarie sia la reclusione.

Nei giorni scorsi i volontari dell’associazione “Guardie per l’Ambiente” hanno salvato un cucciolo di pitbull di circa due mesi, presumibilmente destinato al giro di combattimenti clandestini. L’animale, forse perché malato, era stato abbandonato per strada, nella zona del quartiere Fontanelle. Adesso si trova in un centro medico dove sta ricevendo le cure del caso. L’auspicio è che possa essere adottato da qualcuno che lo sappia amare e prendersene cura.

CONTATTI Facebook: Guardie per l’Ambiente – Regione Sicilia
Per le emergenze è attivo il numero verde 800 082835, operativo H 24.

 

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