“Torre Sibiliana: c’era una volta Alcatraz”, di Florinda Licari

"Caro Sindaco Giacalone, forse ha dimenticato l'alto e nobile significato della parola democrazia. Le consigliamo un bel tuffo nel mare dell'umiltà, che ogni tanto non farebbe male"

Alcatraz è un’isola a 2,4 km dalla terraferma, situata nella baia di San Francisco (California, negli Stati Uniti), famosa perché sede, un tempo, dell’omonimo carcere di massima sicurezza. È da sempre soprannominata The Rock (ovvero “la roccia”), poiché un’alta percentuale dell’isola è costituita da roccia. Un altro soprannome è The Bastion (ovvero “La Fortezza”), poiché sembrava impossibile ipotizzare una fuga.

Ebbene, si potrebbe paragonare tutta la zona di Torre Sibiliana all’isola inespugnabile di Alcatraz e all’omonimo carcere: ladri, ladruncoli, malviventi, spacciatori, delinquenti di ogni genere si aggirano indisturbati tra le villette che costeggiano la baia. Con il passare del tempo, non temono neppure la luce del giorno e agiscono impavidi, svaligiando le abitazioni, spesso anche con gli stessi proprietari all’interno.

A nessuno importa cosa accade lì, rappresenta piuttosto la polvere che si nasconde sotto il tappeto con l’illusoria convinzione di presentare, tutto tirato a lucido, il salotto buono della città. Per non parlare dell’assoluta e gravissima mancanza di servizi: raccolta rifiuti e pulizia della spiaggia in testa.

Per tutta risposta, il sindaco Giacalone, in tutti questi anni, non ci ha mai degnati della minima attenzione, nonostante i moltissimi solleciti effettuati per prendere nota di quanto stesse accadendo a Torre Sibiliana. Al telefono si è sempre fatto negare, per ben due volte ci ha lasciato ad aspettare dietro la porta senza farsi vedere, ci ha “bloccati” su Facebook togliendoci la possibilità di lasciare un commento o un suggerimento sulla pagina “Cambia Petrosino” da lui gestita, infine ci ha tolto il saluto.

Forse il sindaco ha dimenticato l’alto e nobile significato della parola democrazia, l’importanza dei diritti e dei doveri di tutti i cittadini che pagano le tasse e rispettano la legge, ai quali devono essere garantite condizioni di vita dignitose. Non dimentichiamo, infine, la libertà di manifestazione del pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione…

Caro Sindaco, lei è stato eletto dal popolo che ha creduto alle sue promesse, non riveste il suo ruolo per grazia ricevuta e dal momento che nel mare di Torre Sibiliana non è consigliabile fare il bagno per i motivi sopra descritti, per quest’estate 2016 le consigliamo un bel tuffo nel mare dell’umiltà, che ogni tanto non farebbe male.

Florinda Licari

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"Caro Sindaco Giacalone, forse ha dimenticato l'alto e nobile significato della parola democrazia. Le consigliamo un bel tuffo nel mare dell'umiltà, che ogni tanto non farebbe male"
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