Marsala, Piano rifiuti approvato: adesso il Sindaco fa i conti con la maggioranza dissidente

di Rossana Titone - Alberto Di Girolamo: "Io ritengo che il porta a porta spinto è l’unico metodo adottabile e non alimentiamo sospetti che al momento non ci sono"

Marsala – La seduta del Consiglio comunale di ieri è stata una seduta puntellata da sguardi strani e da sensazioni poco piacevoli. Nessuna arma sul banco ma le occhiate sono state taglienti e parlavano più di qualunque altra cosa. In votazione c’è il Piano rifiuti, quello creato ad hoc dalla Esper, e quello poi emendato dal consigliere Michele Gandolfo (Psi), tanto da poterlo quasi definire direttamente “piano rifiuti targato Gandolfo”.

L’approvazione di ieri, però, porta con se un qualcosa di amaro. Ad approvare il Piano sono solo pochi consiglieri, 14 sui 16 presenti, su 30 che compongono l’intero Consiglio comunale. Non partecipano alla votazione i consiglieri dell’Udc, nemmeno Giusi Piccione, Rosanna Genna, Walter Alagna, Pino Milazzo, così per il gruppo Democratici per Marsala, guidato in Consiglio comunale da Ginetta Ingrassia. In verità il quorum per l’approvazione è di 9 voti favorevoli, il Piano passa con 14 voti tranne 2 astenuti, Aldo Rodriquez, 5 stelle, e Ivan Gerardi.

Arturo Galfano, in qualità di Presidente del Consiglio, ringrazia la collaborazione di tutti i consiglieri comunali, anche i non presenti per le scelte politiche diverse ma rispettabili, e ringrazia i presenti per avere consentito l’approvazione del Piano restando in aula e pertanto mantenendo il numero legale.

“Un piano che si poteva concludere prima – dice Galfano – con maggiori voti. Così non è stato e speriamo che in futuro ci sia maggiore condivisione. Speriamo che dopo l’approvazione non ci sia nessun tipo di aumento per i cittadini, perché al contrario sarò io a chiedere la testa di qualcuno”.

Anche il Sindaco, Alberto Di Girolamo, prende parola e ringrazia tutti. “La città avrà finalmente un piano rifiuti”, dice il Primo Cittadino.

La contentezza dura poco, anzi pochissimo, il tempo di mangiare mezzo confetto con una mandorla amara che Sturiano, rientrato in aula, prende parola e si scaglia contro l’Amministrazione e contro chi ha chiesto, Linda Licari, l’immediata esecutività del Piano rifiuti.

Sturiano, sarcastico e indispettito, dice: “C’è da chiedersi che tipo di piano sia stato votato visto che gli emendamenti approvati incideranno notevolmente sul piano di intervento economico”. Continua Sturiano: “Non ho partecipato al voto per il senso di responsabilità che ho verso la città e soprattutto per rispetto verso la figura del Sindaco, poiché se l’atto fosse stato messo in votazione ieri sera stesso l’atto non sarebbe passato. Non mi posso sentire dire che dopo 30 emendamenti approvati qualcuno dice che si è voluto discutere di aria fritta”.

La filippica di Sturiano dura un bel po’ e minaccia querele e “opportune sedi” ove raccontare fatti spiacevoli. Attende, sempre Sturiano, le scuse di un certo qualcuno che durante una intervista ha detto cose gravi. Il Presidente del Consiglio, parla parla, ma non fa mai il nome o i nomi, è sempre sul generico e pare dire per non dire. Poi di nuovo sul Piano: “L’incidenza economica su quel piano c’è, ma che Piano avete approvato? Questo Piano economicamente per quanto inciderà? Sarà adeguato e da chi? Non sappiamo nemmeno a quanto ammonta l’incidenza economica? Ogni singolo emendamento quanto inciderà in più? E’ stato calato nel Piano di rifiuti? Come intendiamo incidere nel Piano? Altrimenti passerà la notizia che il Consiglio comunale ha votato un atto con dei costi aggiuntivi. E cosa taglieremo ancora? Gli spazzamenti? Chi farà queste scelte?”.

Sturiano queste cose non poteva dirle prima? Non poteva farlo nelle sedi opportune? E’ opportuno, invece, farlo direttamente in aula e a piano approvato oltre che alla sua esecutività? Mah!

Il Sindaco, pacato e lungimirante, evitando anche infarti per chi sta in aula, stampa compresa, e per chi legge il giorno successivo, immediatamente pone rimedio: “il rischio non c’è, perché se i tecnici ci hanno detto che l’aumento non ci sarà perché dobbiamo alimentare questi dubbi? Io ritengo che il porta a porta spinto è l’unico metodo adottabile e non alimentiamo sospetti che al momento non ci sono. Noi dobbiamo vigilare su tutto, su come migliorare il Piano ma non alimentiamo sospetti”.

Ma Sturiano non si accontenta e batte a coppe, peccato che la briscola sia spade, “io non parlo di sospetti dico che non c’è stata data la possibilità di un dibattito serio e non condizionato, non c’è stata condivisione e soprattutto il dibattito è stato condizionato”.

Sono giorni, anzi settimane che si discute questo Piano, hanno fatto incontri pure con il portiere che verrà dello stabile del poi nell’anno del mai e ancora si parla di sospetti e di condizionamenti e di dibattito. Ma con chi hanno parlato in questi giorni? Fantasmi? Mah.

Daniele Nuccio si è spazientito, si è arrabbiato e parla…parla… “Non posso permettere a nessuno che si alimentino ragionamenti ambigui o fumosi. A vincere deve essere la buona fede e dunque la città”.

Noi non lo sappiamo chi ha vinto ma davvero andiamo oltre pensando che a vincere non sia questo o quel consigliere ma che sia il cittadino e la città tutta. Non sappiamo se qualcuno ha davvero mistificato il Piano o no o se lo ha avvelenato e onestamente non ce ne impipa nulla se il piano Esper sia stato redatto da ingegneri o da chimici, ci importa che la città sia pulita e che il cittadino non abbia ulteriori aggravi economici.

Sturiano non è contento e continua: “io ho visto altre tiratine di giacca, ho visto consiglieri comunali di maggioranza che sono stati tirati per la giacca e fatti votare”.

Sembra una festa di “chiano”, a parte di casa và, ognuno dice la sua, ognuno è sconnesso, tra poco quasi arrivava il pane cunzato… Scherzi a parte e politica alla mano qua c’è qualcuno che non ha capito bene dove si trovava e il contesto entro cui certi discorsi vanno fatti.

Quello che doveva essere discusso in sede di riunione di maggioranza è stato discusso in aula. Situazioni al paradosso, dita puntate, coltelli affilati, le accuse volano ma non si fanno mai i nomi e cognomi. E Nuccio non ci sta, ohhhh finalmente!

Arturo Galfano, in verità, ha già capito tutto, ha capito “la scomodità e la non congruenza di tali discorsi in aula, evidenzia la necessità di proseguire il tema di quanto detto in una riunione di maggioranza, questa discussione qui, adesso e così come è, è del tutto fuori luogo”.

Non so cosa hanno capito loro ma noi di certo abbiamo capito che è bastato un Piano rifiuti a far sgretolare una maggioranza che di fatto non c’è. L’Amministrazione è da sola, ma questo potrebbe non essere negativo.

Rossana Titone

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di Rossana Titone - Alberto Di Girolamo: "Io ritengo che il porta a porta spinto è l’unico metodo adottabile e non alimentiamo sospetti che al momento non ci sono"
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