Consiglio Comunale di Marsala, Michele Gandolfo: “Siamo in pieno Stalinismo”

di Rossana Titone - Incompetenza ed approssimazione. Quella dell’estate marsalese sta diventando il fulcro di tante problematiche che non termineranno adesso. Si cercano responsabilità, capri espiatori

Marsala – Il Consiglio comunale di ieri è stato un’ecatombe sia per la commissione turismo, sport e spettacolo sia per quanto riguarda le censure che lo stesso ha subito da parte dell’Amministrazione Comunale.

Andiamo in ordine, intanto i componenti della 2° commissione avevano espresso con un documento la volontà che il presidente della stessa, Calogero Ferreri, si dimettesse. Il consigliere Ferreri aveva attaccato, invece, sollevando le problematiche relative alla non presenza in commissione di taluni consiglieri, nello specifico Eleonora Milazzo e Walter Alagna. La difesa di ufficio viene operata, in consiglio comunale, direttamente dal consigliere Ivan Gerardi che si dice amareggiato per quanto accaduto ma che è stato direttamente lui a sostituire in commissione il collega Alagna.

L’ecatombe si ha quando 7 degli 11 componenti della commissione si dimettono decretando lo scioglimento, ope legis, della commissione. Ferreri queste cose non le sa e nessuno dei suoi compagni di partito si prende la briga di spiegarglielo evitando figure imbarazzanti.

Ferreri, infatti, prendendo parola dichiara di dimettersi. Ma da cosa? Se una commissione non c’è più al massimo ci si può dimettere da se stessi.

Michele Gandolfo con la sua ironia, oserei dire quasi british, etichetta l’amministrazione comunale come stalinista e lo fa in maniera forte riferendosi al Sindaco. Gandolfo continua sostenendo che siamo in un periodo di regime ove la stampa di palazzo VII Aprile, quella che si occupa dei comunicati stampa del consiglio comunale e dei singoli consiglieri, ha avuto messo un bavaglio.

Si chiedono lumi e pare che, da oltre una settimana siano state cambiate le password, e l’ufficio stampa di Palazzo VII Aprile non possa più comunicare direttamente con i mezzi di informazione esterni. Ogni comunicato deve prima essere inviato al Palazzo Comunale, lì dopo essere stati filtrati vengono inviati.

Fatto grave e pericoloso che fa indignare tutti, da maggioranza ad opposizione, e c’è chi minaccia di non mettere più piede in aula consiliare se prima non viene ripristinata la libertà.

Giovanni Sinacori va oltre e pretende le scuse pubbliche, invita i suoi colleghi ad avere dignità e a non farsela calpestare ricordando come tutti sono scesi in piazza loggia a difesa di quei giornalisti che sono caduti per mano terroristica in quel di Parigi, a difesa della libertà. Sinacori continua: è una cosa squallida dal sapore rancido , molto pericolosa che evoca ricordi nefasti, non certamente di “gente per bene”. Chiude sostenendo che andando avanti così ci sono tutti i presupposti per una mozione di sfiducia.

E’ Ginetta Ingrassia insieme ad Antonio Vinci che difendono il Sindaco sostenendo che questo Sindaco, certamente, non può avere fatto una cosa del genere e che altrettanto certamente qualcuno molto vicino a lui avrà tenuto le fila di questo episodio di irrispettosa libertà, irriguardevole nei confronti del Consiglio comunale.

Ma il dato che emerge sempre di più in questo Consiglio comunale non è la frattura ma la distanza netta e la contrapposizione forte tra una consistente parte della maggioranza e l’Amministrazione Comunale. Quale maggioranza ha in consiglio comunale il Sindaco? Quasi nessuna, può contare si e no su pochissime persone poi c’è un muro contro muro che la dice lunga sul prossimo ed imminente futuro della città.

Intanto il fatto stesso che a sfiduciare il presidente della commissione turismo, sport e spettacolo siano stati molti componenti di maggioranza mette in evidenza che è la maggioranza che sfiducia se stessa. Non c’è più credibilità, non c’è più voglia di capire e voglia di aspettare, questo Sindaco e questa Giunta, che non ascolta e che va avanti solo con i propri pensieri evitando sempre la condivisione con il consiglio comunale.

Lo dicono i consiglieri, soprattutto di maggioranza. E’ un dato da non sottovalutare.

Quella dell’estate marsalese sta diventando il fulcro di tante problematiche che non termineranno adesso. Si cercano le responsabilità, si cercano i capri espiatori, ma più semplicemente bisogna dire che c’è incompetenza ed approssimazione.

Fa bene il consigliere Gerardi a volere sapere chi ha perfezionato l’avviso pubblico con il quale si invitano gli artisti a creare eventi con il solo patrocinio del Comune, poi, qualunque altra spesa sarebbe stata a carico degli stessi artisti. E’ un avviso pubblico degno di un circo, che manca di rispetto a chi svolge questa professione con serietà e libertà di scelta.

Una vergogna perpetrata ai danni di una città ferita.

E sempre ieri sera si viene a conoscenza di un decreto di inammissibilità, datato 27 giugno ed emesso dall’assessorato regionale al Turismo, con il quale si ritiene inammissibile la proposta presentata nel 2015 dalla nostra amministrazione per la “festa della vendemmia dall’uva al vino euromediterraneo… degustiamo Marsala”.

Ovviamente in Consiglio comunale nessuno sa nulla, solleva la questione il consigliere Sinacori. C’è addirittura chi dice che l’assessore Cerniglia sia stata il più grande fallimento politico della città.

Si parla di accessi al mare che anziché aumentare sono diminuiti, lo dice Flavio Coppola, si parla dell’arco di porta Garibaldi pieno di crepe e lo evidenza Aldo Rodriquez… Già le crepe. E ieri di crepe in consiglio comunale ce ne sono state parecchie tanto da diventare solchi.

Ci consoliamo con il calzino dell’assessore Rino Passalacqua che almeno ci colora un pomeriggio di grigiore politico. Ottima scelta.

Rossana Titone

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