“E’ ormai assodata l’esistenza di una emergenza rifiuti che con il passare dei giorni…”

"Nessuno riesce ad identificare le responsabilità di questo disastro; i cittadini sentono l’intero paese abbandonato dalle istituzioni"

A Mazara del Vallo è ormai assodata l’esistenza di una emergenza rifiuti che con il passare dei giorni, soprattutto in questo periodo di caldo africano, potrebbe trasformarsi degenerando in una emergenza sanitaria e in un serio problema per l’incolumità dei cittadini. Nessuno riesce ad identificare le responsabilità di questo disastro; i cittadini sentono l’intero paese abbandonato dalle istituzioni che non fanno altro che attribuire uno all’altro le responsabilità dell’intera vicenda.

Nonostante ciò in città non accade nulla; il cittadino Mazarese continua tranquillamente a fare la propria vita, inconsapevole forse del rischio sanitario, e tra una passeggiata e l’altra, tra una fotografia postata su un social e la facciata sdegnata durante il transito davanti ai cumuli di rifiuti, si lamenta soltanto, puntando il dito nel vuoto per poi tornare alla propria vita, non curante del diritto violato.

In realtà un piccolo gruppo di abitanti coscienziosi sembra aver iniziato una battaglia civica contro ignoti: su iniziativa di un loro concittadino una trentina circa di residenti Mazaresi si sono riuniti in una sorta di comitato cittadino, apolitico e apartitico e soltanto civico, nel tentativo di creare una voce unica unendosi all’azione legale iniziata dal loro compaesano Domenico Di Maria, perito assicurativo, che ha già presentato una querela alla Procura della Repubblica ai fini di individuare il responsabile della tragica situazione.

Certo, considerato che la città di Mazara del Vallo ha oltre 50000 abitanti, vedere solo trenta persone lottare per il proprio paese risulta essere veramente poca cosa. Onore allora a questi cittadini che hanno impiegato il proprio tempo togliendolo al lavoro, alle famiglie o al tempo libero mettendoci cuore e amore per una città come Mazara del Vallo che merita di essere alla ribalta della cronaca per la sua bellezza e non certo per questi fatti.

I trenta “dissidenti”, se cosi possiamo chiamarli, auspicano che altri Mazaresi possano unirsi alla loro battaglia in difesa dei propri diritti attivandosi in azioni concrete e non solo in allegre e pseudo disgustate chiacchiere da bar. [Mimmo Di Maria]

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"Nessuno riesce ad identificare le responsabilità di questo disastro; i cittadini sentono l’intero paese abbandonato dalle istituzioni"
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