Vicenda di suor Cecilia Sordo: la nota della Diocesi

"Vescovo e comunità ecclesiale sentono la responsabilità della serenità spirituale di suor Cecilia e di quanti, con gratitudine, hanno preso a cuore la sua vicenda"

Trapani – Numerosi trapanesi conoscono le attività generose e lo stile molto personale di Suor Cecilia Sordo nei confronti di alcuni poveri, assistiti e accompagnati dalla comunità delle suore vincenziane che per tanti anni hanno servito i più bisognosi della città. Quando la suddetta comunità vincenziana, per mancanza di vocazioni, è stata costretta a chiudere le attività a Trapani, Suor Cecilia non ha voluto seguire le consorelle e ha chiesto di rimanere nella nostra città per un periodo di discernimento. Per due anni è stata generosamente ospitata dall’Istituto Maria SS. Immacolata delle Suore Oblate al Divino Amore.

In seguito all’eco pubblica suscitata da un’intervista di Suor Cecilia su alcune testate giornalistiche locali, il vescovo Pietro Maria Fragnelli, che in passato si è incontrato con la suora invitandola a riscoprire la bellezza dell’appartenenza alla sua comunità e il valore della carità come espressione del lavoro solidale di quanti seguono l’esempio di San Vincenzo de’ Paoli, ha contattato la Superiora Responsabile delle “Figlie della Carità” (Provincia di Napoli), suor Maria Rosaria Matranga, la quale lo ha informato circa una lettera di chiarificazione che ella aveva già indirizzato alle testate giornalistiche in questione.

Per dovere di cronaca si allega la suddetta lettera, auspicando che Suor Cecilia faccia discernimento sulla sua scelta di vita religiosa definendo quanto prima, con la sua comunità, il suo orientamento spirituale e dove poter risiedere per continuare la sua opera. Più che del tetto sotto il quale dormire (che non è mai mancato né mancherà) il vescovo Pietro Maria e la comunità ecclesiale sentono la responsabilità della serenità spirituale di suor Cecilia e di quanti, con gratitudine, hanno preso a cuore la sua vicenda.

Diocesi di Trapani

Egregio Direttore, sono a conoscenza dell’intervista fatta a Suor Cecilia Sordo il 16/07/2016 dalla vostra rete locale Telesud; è d’obbligo per me, Visitatrice provinciale delle Figlie della Carità, precisare quanto segue:

Suor Cecilia non ha bisogno di chiedere ” un tetto” in quanto la nostra Congregazione non aspetta altro che il suo rientro in una delle nostre case religiose e siamo desiderose di colmarla di ogni cura e attenzione.

Nel rispetto della verità,la Congregazione delle Suore Oblate al Divino Amore,dove sr Cecilia è stata accolta,ha dato una grande testimonianza di solidarietà in un tempo di sofferenza che la nostra consorella stava vivendo a motivo del ritiro delle Figlie della Carità da Trapani.

Suor Cecilia aveva chiesto loro la disponibilità di un anno per ritrovare un pò se stessa. Sono passati già circa due anni e la Congregazione delle Oblate ha dimostrato una grandissima accoglienza e benevolenza.

Suor Cecilia appartiene alla nostra Congregazione delle Figlie della Carità e necessariamente deve risiedere in una delle case religiose appartenenti alla stessa.

E mentre le comunico il mio grande dispiacere per queste informazioni poco veritiere che la vostra rete locale ha divulgato, mi auguro al più presto che Sr Cecilia possa decidersi a rientrare in una delle nostre case.

Un cordiale saluto.

Sr Maria Rosaria Matranga
Visitatrice della Provincia di Napoli delle Figlie della Carità

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"Vescovo e comunità ecclesiale sentono la responsabilità della serenità spirituale di suor Cecilia e di quanti, con gratitudine, hanno preso a cuore la sua vicenda"
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