Totò, i suoi occhi raccontano la capacità di reinventarsi

di Rossana Titone - "Lui che lascia la casa comoda, che solo da qualche mese ha ritrovato, per abbracciare, da medico, la disperazione dei bimbi e della popolazione tutta del Burundi"

Un uomo cambia, gli occhi guardano il mondo in maniera diversa, una nuova luce, una nuova speranza e anche un nuovo modo di abbracciare la vita con maggiore consapevolezza dell’oggi e certamente anche del domani.

Così mi colpisce una foto di Totò Cuffaro, lui che lascia la casa comoda, che solo da qualche mese ha ritrovato, per abbracciare, da medico, la disperazione dei bimbi e della popolazione tutta del Burundi.

Un uomo comunica in vari modi, Totò, poi, lo ha fatto attraverso un libro che più di ogni altro suo discorso pone al centro l’uomo con la sua fragilità umana. L’uomo, dicevo, comunica con forme espressive diverse dalla parola e spesso sono gli occhi che parlano.

Occhi smarriti, che hanno provato dolore, che hanno sparso lacrime, che hanno abbracciato la speranza e che hanno guardato dritto in faccia la labilità della vita. Tutto cambia, tutto si dissolve e tutto si trasforma. E’ la vita, non può essere una sentenza a cristallizzare un uomo etichettandolo per sempre o, peggio, relegandolo ad un unico errore come se solo quella parte fosse stata vita da raccontare e infangare.

Guardatela bene questa foto. Un uomo che fino a qualche anno fa era il governatore della Sicilia, un uomo che ha pagato colpe sue e colpe di altri, che ha espiato in maniera esemplare una pena e che si è riconsegnato al mondo in maniera diversa. I suoi occhi parlano da soli e il suo sorriso non è un contorno è la luce di chi, da un errore o più di uno, ha deciso che vivere significa farlo anche attraverso spiragli diversi.

Come i cristalli: dipende dalla loro esposizione al sole ti danno una luce di un colore diverso.

L’uomo è un mendicante, lo ha scritto Lui, ma la sua condizione di peccatore e di fragilità lo rendono imperfetto e tutto questo è meraviglioso. E’ dall’imperfezione che nascono le più alte forme di sensibilità.

Cuffaro è in Burundi, Cuffaro aiuta i bimbi, i malati, tiene in braccio un bimbo che non ha mai conosciuto il benessere a cui noi siamo abituati. Non è l’elogio di un ex governatore che ha sbagliato, è l’elogio ad un uomo che ha portato con se il carico anche di una politica marcia e ha pagato per quella, è l’elogio di un uomo che ha saputo inventarsi la forza ogni giorno nei suoi 1780 giorni di carcere, che nonostante tutto ha pregato e sperato, è l’elogio di un uomo che ha vinto. Ha vinto perché ha saputo scommettere contro se stesso e contro quegli epiteti che qualcuno gli ha riservato, ancora adesso.

Ma io non mi preoccuperei di questo, oggi Cuffaro è un uomo diverso che non cerca il potere e non lo chiede, che non offre nulla e non chiede nulla. Oggi può solo elargire sorrisi e raccontare, anche attraverso i suoi occhi commossi, cosa è la vita in carcere e cosa è dopo.

Non ha mai piagniucolato, non ha mai contestato la sentenza, non ha mai inveito contro i giudici che lo hanno condannato, ha sempre parlato, da lì in poi, con tono misurato non baldanzoso, ha quasi sussurrato. Eppure sembra ci sia qualcuno che ancora ne chieda la testa, che lo voglia annientato salvo, poi, risultare comodo sia a destra che a sinistra, lo tirano in ballo come esempio di una Sicilia distrutta. Ma i personaggi politici odierni non sono poi così lontani da Cuffaro e buona parte di essi erano lì con lui e lo sono anche adesso lì, pur senza Cuffaro.

E’ finito il tempo della sua politica, l’interdizione gli vieta di votate e di farsi votare, e questa di per se potrebbe valere come la pena di un girone dantesco, ma Cuffaro non farà più politica soprattutto per i suoi nuovi occhi, con cui guarda tutto.

In politica è impossibile avere sentimenti figurarsi risentimenti, ecco perché Cuffaro, tra gli altri impedimenti, non potrebbe più fare politica.

Rossana Titone

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di Rossana Titone - "Lui che lascia la casa comoda, che solo da qualche mese ha ritrovato, per abbracciare, da medico, la disperazione dei bimbi e della popolazione tutta del Burundi"
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