Regionali: tra volti e svolte, tra arrocco e scaccomatto. A Marsala cosa accade?

di Rossana Titone - Il Pd avrà da superare al suo interno delle prove non indifferenti, il posto lì non ci sarà più per tutti e la scelta tra nazionale e regionale mieterà più vittime di una colica renale, dolorosissima

Marsala – Le regionali non sono lontane, tra poco più di un anno il popolo siciliano sarà chiamato alle urne per scegliere il governatore della Sicilia e i nuovi, o vecchi, 70 deputati. I parlamentari Ars subiranno un drastico ridimensionamento, si farà a meno questa volta di 20 deputati in più. Certo, non è proprio una riforma di alto rango quella fatta, ma spalmata e ammucchiata sul becero populismo dell’abbattimento dei costi della politica, come se bastasse tagliare la testa a 20 pseudo parlamentari per far quadrare i conti. Più semplicemente sarebbe bastato tagliare, e di tanto, il compenso ricevuto lasciando inalterati gli scranni. Ma si sa, quello che è ovvio per molti non lo è per Crocetta che di danni ne ha fatti più lui che il nuovo gioco del Pokemon go, sarà certamente impossibile superarlo.

Lo stesso Crocetta minaccia di ricandidarsi e se il Pd non dovesse appoggiarlo, cosa scontata, lui andrebbe da solo creando una lista ad hoc, suggeriamo un nome: lista “tutti pazzi per Saro”, almeno gli avventati dell’ultima ora sapranno con certezza dove andarsi a collocare.

I territori nel frattempo stanno per trascorrere l’ultima estate in spensieratezza per poi, da ottobre, iniziare, come in uno scacchiere, a fare le prime mosse.

Da Mazara il candidato certo è Toni Scilla, uomo, oggi, di Saverio Romano, ieri di Forza Italia, dovrebbe trovare la sua collocazione dentro una lista centrista che potrebbe schiacciare l’occhio, all’occorrenza, sia a destra che a sinistra.

A Trapani di volti noti ce ne è più di uno a partire da Paolo Ruggirello e Nino Oddo per poi spalmarsi sui nuovi volti. Certo, il Pd avrà da superare al suo interno delle prove non indifferenti, il posto lì non ci sarà più per tutti e la scelta tra nazionale e regionale mieterà più vittime di una colica renale, dolorosissima.

Intanto da Forza Italia si fa sempre più insistente la notizia secondo cui a capeggiare la lista dei forzisti dovrebbe essere l’attuale senatore Tonino d’Alì. Forza Italia non sta vivendo un momento di piena fluorescenza ed è per questo che, quasi certamente, si chiederà ai leoni dallo scoglio duro sul territorio la loro discesa in campo. Del resto Trapani, sotto d’Alì, è sempre stata la provincia più azzurra d’Italia.

A Marsala cosa accade? In città i nomi che si fanno sono più di uno, tra vecchi e nuovi, tra muffe, tuffi e rituffi i volti nuovi saranno pochi, quelli giusti qualcuno dice. Ancora nulla di cristallizzato ma un disquisire per accertarsi della vera e concreta possibilità di non gettarsi senza paracadute da altezze improponibili.

A Marsala, dicevamo, i nomi che al momento sembrano papabili sono quelli di Eleonora Lo Curto per Forza Italia, che proprio l’ultima arrivata non è e che se non ravviserà le condizioni di una vittoria non si immolerà per un sacrificio vano; si fa il nome di Paolo Ruggieri, per la lista di Nello Musumeci, Ruggieri già alla competizione regionale precedente aveva trovato la sua casa in quella lista apportandovi 1286 voti; ed ancora Giovanni Sinacori per i centristi, unico vero politico del momento a Sala delle Lapidi.

Dentro al Pd Antonella Milazzo potrebbe tentare la carta della candidatura piena, e, da donna di partito quale è, potrebbe pure farlo, evitando così la scalata di quanti nel Pd sono arrivati nell’ultima ora senza però averne dato concretamente seguito aderendo in Consiglio comunale al gruppo stesso.

E poi ci sono tutti una serie di nomi e volti nuovi che si potrebbero affacciare alla politica facendo il ruolo di attori principali. Dal Movimento 5 stelle, che sarà la nuova rivelazione delle prossime regionali, a singoli soggetti che al momento dialogano per appurare la possibilità di misurarsi su un terreno che facile non è ma che potrebbe portare soddisfazioni.

Sotto quest’ottica si fa insistente il nome di Manlio Canova, spinto da un laboratorio di amici che lo vorrebbe in prima linea, non fosse altro per la disponibilità e l’accortezza che ha nell’essere presente con le fasce più deboli e i ceti meno avvezzi al politichese ma alla concretezza della politica del fare, del dare e non del ricevere voti per poi dileguarsi. Canova avrebbe un apporto non indifferente sia a Marsala, sua città di origine, che in quel di Mazara dove una serie di imprenditori pare voglia scommettere sulla sua persona.

Il dialogo è già iniziato da tempo e l’autunno sarà il momento di raccoglierne i frutti, perché, indipendentemente dalla collocazione trovata, la differenza verrà data, nel caso dei vecchi politici, da cosa si è fatto in anni ed anni di incarichi politici e, nel caso dei volti nuovi, cosa si potrebbe essere in grado di fare seguendo un percorso inverso e decisamente, al momento, ancora non sperimentato.

Insomma, se ne vedranno delle belle e certamente ne racconteremo ancora man mano si avvicinerà il periodo. Intanto, rimanendo in tema, ci facciamo una partita a scacchi. Mossa speciale: la presa en passant, detta presa al varco. Consiste nel mangiare un pedone avversario spostando il proprio pedone non nella casa di quest’ultimo ma in quella alle sue spalle eliminandolo così anche dalla scacchiera.

Un consiglio per tutti: la presa en passant va fatta dopo l’affiancamento: scaccomattissimo.

Rossana Titone

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di Rossana Titone - Il Pd avrà da superare al suo interno delle prove non indifferenti, il posto lì non ci sarà più per tutti e la scelta tra nazionale e regionale mieterà più vittime di una colica renale, dolorosissima
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