Forza e determinazione: Alessandro Milazzo scommette su Marsala

di Rossana Titone - Forse ad oggi, quello che ci manca è proprio questo: “dobbiamo imparare a dire benvenuti a Marsala”

Marsala – Quando mi sono seduta per un normalissimo caffè mai mi sarei immaginata che ne sarei uscita con il cuore gonfio di orgoglio. Ho subito pensato che questa città poco racconta di se in positivo, che pochi sono gli approfondimenti giornalistici sugli imprenditori marsalesi che portano alto il nome del nostro territorio. Eppure gli occhi dovrebbero brillare a tutti quando c’è qualcuno che ti racconta la tua Terra e lo fa in modo passionevole e con la forza di restare per crescere.

Alessandro Milazzo, 36 anni, è un imprenditore marsalese che ha deciso di investire qui il suo tempo e i suoi soldi per rendere onore alla sua di città, per non farla morire. E’ un giovane, laureato in giurisprundenza, che nel 2012 decide di depositare un marchio e di aprire la sua azienda: Marsala infopoint.

E’ un fiume in piena Alessandro, mi racconta della sua tenacia e determinazione di come gira il mondo per cercare turisti da far arrivare nella nostra città. Mi racconta di come i marsalesi siano fonti del diritto perché hanno una serie di consuetudini e tradizioni che vanno tutelate e conservate.

Oggi la sua azienda conta altre 75 aziende affiliate tra hotel, cantine, ristoranti, noleggio auto e gommoni. Lavora da autonomo senza avere avuto mai contributi da questa o quella amministrazione e mi sorprende quando mi dice che questa Amministrazione va fatta lavorare in pace, che non è vero che è incapace e sarebbe inutile la sostituzione della Cerniglia, mi dice che nessuno potrebbe fare meglio tanto vale collaborare e dialogare.

La nostra Terra, mi dice, si vende da sola perché è eccezionale perché ha delle bellezze che non possono imitarci, non possono copiarci, siamo unici. La peculiarità dei nostri prodotti agricoli sono vendibili ovunque.

Alessandro nel frattempo è arrivato anche nei paesi baltici aprendo lì una azienda di prodotti tipici siciliani, dal Marsala stravecchio, al tonno di Favignana, al pistacchio di Bronte, che ha come brand il limone giallo di Sicilia.
Gli brillano gli occhi quando afferma che Marsala ce la farà, che la ruota gira e che in città arriveranno tanti turisti se, però, ci sarà la capacità di delocalizzare Marsala.
Oggi, dice Alessandro, è importante partecipare alle fiere, è importante andare in giro per il mondo a far conoscere il nostro territorio e dire “ venite, abbiamo tante cose da offrirvi”. La stasi non ci porterebbe a nulla se non ad aspettare senza, però, raccogliere i frutti.

Alessandro stampa ogni anno circa 30 mila mappe della città di Marsala, 5000 cataloghi e altrettante welcomecard da distribuire ai turisti.

Ecco, forse ad oggi, quello che ci manca è proprio questo: “dobbiamo imparare a dire benvenuti a Marsala”.

Rossana Titone

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di Rossana Titone - Forse ad oggi, quello che ci manca è proprio questo: “dobbiamo imparare a dire benvenuti a Marsala”
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