Uomo di 43 anni è morto in una camera di un B&B a Trapani: 4 indagati

Sotto inchiesta titolare e proprietari. È stato il monossido di carbonio a provocare la morte del 43enne. Il compagno di viaggio, Alessio (di 36 anni) è in coma

AGGIORNAMENTO

È stato il monossido di carbonio a provocare la morte di Fabio Maccheroni. Ad accertarlo sono stati gli esami tossicologici condotti su quest’ultimo, ancora ricoverato in coma nell’ospedale di Castelvetrano. È questa l’unica certezza degli inquirenti che hanno stabilito la causa dell’avvelenamento dei due turisti. Due le ipotesi: il cattivo funzionamento di una caldaia all’interno della camera o una perdita dalla canna fumaria del forno di un panificio attiguo all’immobile. La Procura di Trapani, sulla base degli accertamenti condotti dai Vigili del fuoco e dai carabinieri, ha disposto il sequestro delle due strutture e l’iscrizione di quattro persone nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Si tratta di un atto dovuto, in attesa dell’esito di ulteriori perizie che saranno affidate a docenti universitari, per consentire la nomina di consulenti di parte della difesa, che potranno assistere all’autopsia della vittima. Quello che era stato definito come il «giallo di ferragosto» sembra così avviato verso la soluzione. Gli investigatori avevano subito scartato l’ipotesi di un tentativo di omicidio-suicidio ed anche gli esami tossicologici sul paziente ricoverato in ospedale avevano escluso l’assunzione di sostanze stupefacenti. Ad avvelenare i due turisti è stato dunque il «monossido killer», che si è infiltrato lentamente all’interno della camera dove dormivano.

LA NOTIZIA IN ORIGINE

Trapani – La Procura di Trapani ha iscritto 4 persone nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo, per la tragedia che si è consumata ieri mattina in una camera del B&B dove un uomo di 43 anni di Seravezza (Lucca), Fabio Maccheroni, è deceduto e il suo compagno di viaggio, Alessio Menicucci, 36 anni di Cascina (Pisa) è entrato in coma per una presunta inalazione di monossido, pare sprigionatosi dal panificio al piano terra dello stabile. Gli indagati sono Benedetta Serafico, 52 anni, titolare della struttura ricettiva, i genitori, Antonino Serafico di 92 anni e Tuzza Augugliaro di 76, proprietari dell’intero immobile, nonchè Bartolomeo Altese, gestore del forno.

Secondo gli investigatori – le indagini sono condotte dai carabinieri ed i rilievi tecnici sono stati eseguiti dal vigili del fuoco – nella camera, al terzo piano del B&B, dove dormivano i due turisti toscani, si sarebbero infiltrati dei gas sprigionatisi dalla combustione del forno, probabilmente per un cattivo funzionamento dell’impianto.

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Sotto inchiesta titolare e proprietari. È stato il monossido di carbonio a provocare la morte del 43enne. Il compagno di viaggio, Alessio (di 36 anni) è in coma
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