Altra udienza favorevole per la difesa del consigliere Vito Cimiotta

"Sostanzialmente il voto per Cimiotta non era collegato alla promessa. "Fuori dal periodo elettorale, Cimiotta si era interessato a Bruscino, da parente"

Marsala – Altra udienza favorevole per la difesa del consigliere Vito Cimiotta. Oggi sono stati escussi i due testi cardine dell’accusa, Novena Rosario e Bruscino Francesco. I testi smentiscono l’accusa anche se tra le contestazioni del PM (dottoressa Facciotti). Danno una spiegazione alle dichiarazioni rese in fase di indagini ed una versione più precisa e circostanziata dei fatti.

Novena dice che è ha iniziato ad aiutare Cimiotta presso il proprio comitato nel marzo 2015 e che quindi già a quell’epoca aveva deciso di aderire alla campagna elettorale del Cimiotta. La promessa del presunto posto di lavoro sarebbe nata dopo qualche mese, quindi completamente slegata dalla decisione del Novena di votare Cimiotta.

Inoltre Novena ha dichiarato che Cimiotta non aveva rapporti con i gestori del bar e che si sarebbe informato per lui nonché che gli avrebbe detto solo di portare il suo curriculum, senza assicurare mai nulla. Sostanzialmente il voto per Cimiotta non era collegato alla promessa.

Per quanto attiene Bruscino, il quale si definisce quasi parente del Cimiotta, ha dichiarato che anche in altri anni e fuori dal periodo elettorale Cimiotta si era interessato per lui, da parente.

Dichiara inoltre che visti i rapporti quasi parentali, non aveva senso promettere per ottenere il voto, in quanto già tutta la famiglia del Bruscino, per amicizia, aveva deciso di votare Cimiotta.

Inoltre il comitato elettorale del cCimiotta era di proprietà dei familiari del Bruscino. Addirittura il Bruscino in un secondo momento non avrebbe votato nemmeno il Cimiotta e lo avrebbe comunicato allo stesso, che l’avrebbe presa con estrema tranquillità, considerati i rapporti.

I due hanno anche dichiarato di essere stati messi sotto pressione e di essere andati nel pallone e quindi di non essere riusciti a spiegare bene i fatti. Questa sarebbe la fonte di prova primaria in questo processo.

Una prova che oggi è stata scalfita dalle dichiarazioni dei due, seppur contestate dal PM. Rinvio al 14 novembre.

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"Sostanzialmente il voto per Cimiotta non era collegato alla promessa. "Fuori dal periodo elettorale, Cimiotta si era interessato a Bruscino, da parente"
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