20 anni, pilota di Boeing per Ryanair: passione nata già in terza media

Il primo volo in solitaria prima di compiere i 18 anni. Poi il brevetto americano in Texas, l’esame finale a maggio e a settembre la chiamata dalla compagnia irlandese

“Signore e signori buongiorno, sono il comandante Vittorio Lupi e vi do il benvenuto a bordo di questo Boeing 737 di Ryanair…”. I viaggiatori, sentendo la sua voce, penseranno che il comandante dev’essere molto giovane, e avranno ragione: Vittorio, originario di Canneto Pavese (Pv), ha solo 20 anni e tra poco, con l’anno nuovo, sarà uno dei più giovani piloti di linea della compagnia irlandese Ryanair. La telefonata da Dublino è arrivata una domenica pomeriggio di settembre: “Il giorno più importante della mia vita”, dice lui senza esitazioni. Con l’anno nuovo Mr Lupi sarà in cabina di pilotaggio di un Boeing 737.

La sua è la storia di un sogno diventato realtà, di un viaggio difficile ma pieno di prospettive e di una passione che si trasforma in lavoro intanto che la maggior parte dei coetanei inizia l’università. “In realtà da piccolo volevo fare il camionista, o il ruspista, non mi ricordo, poi, verso i 13 anni, con i primi viaggi d’istruzione all’estero, mi sono appassionato all’aviazione”. Frequentava la terza media e mentre i compagni di scuola pensavano al pallone e al motorino lui era sempre lì col naso all’insù, a scrutare il cielo per indovinare gli aerei.

Iniziano così le domeniche a girare per aeroporti con mamma e papà. Spesso vanno a Rivanazzano Terme, vicino a Voghera, dove c’è un piccolo scalo turistico. Il ragazzino è determinato: fa il primo test attitudinale (un giro su un piccolo aereo con un istruttore) e lo supera brillantemente. A 16 anni inizia il corso per prendere il brevetto e a 17, quando frequenta la quarta liceo, arriva l’ambito “gavettone” sulla pista di atterraggio: è il “battesimo dell’aria” dopo il primo volo in solitaria.

Quando sorvola Pavia e la sua casa di Canneto Pavese è ai comandi di un biposto Tecnam P92JS. Tutta la famiglia è sul terrazzo in trepida attesa e c’è chi si copre gli occhi con le mani per la paura: Vittorio non ha neanche l’età per guidare la macchina.

Con la prima licenza per il volo privato, la strada che porta nella cabina degli autobus del cielo si fa sempre più a portata di mano. È una strada in salita, piena di sacrifici, anche economici, e solitaria. A 18 anni Vittorio parte per Bergamo per proseguire con gli studi teorici, poi è ad Arlington, Texas, dove prende la licenza per il trasporto passeggeri e perfeziona l’inglese. A gennaio 2016 torna in Italia, a Forlì, per la conversione del brevetto americano. L’esame finale del 26 maggio è il lasciapassare per cercare lavoro. Dal colloquio di fine agosto in Irlanda passano poche settimane.

La chiamata arriva dalla Ryanair, colosso europeo dei voli low cost che si prepara ad investire un miliardo di dollari in Italia dal 2017 e ad aprire decine di nuove rotte aeree. Per un po’ Vittorio sarà lontano da casa, il suo ufficio sarà in cielo e, una volta a terra, avrà un appoggio da qualche parte nel Vecchio continente.

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Il primo volo in solitaria prima di compiere i 18 anni. Poi il brevetto americano in Texas, l’esame finale a maggio e a settembre la chiamata dalla compagnia irlandese
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