Blue Sea Land, valorizzazione del pescato, blue economy e lotta agli sprechi

Firmato un accordo fra Distretto Pesca e Banco Alimentare

Due sono stati i convegni dedicati alla pesca che si sono svolti, nell’aula consiliare “31 Marzo 1946”, nella giornata conclusiva, il 9 ottobre, di Blue Sea Land-Expo dei Distretti Agroalimentari del Mediterraneo, Africa e Medioriente. Tra gli interventi di rilievo quelli di: Laura Venittelli, esponente della Camera dei Deputati ed esperta di Pesca e Acquacoltura; Dario Cartabellotta, Direttore Generale del Dipartimento della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana; Marco Affronte, membro della Commissione Pesca del Parlamento Europeo; Samir Taieb, Ministro Tunisino della Pesca e Agricoltura; Alessandro Iannitti, Dirigente della Direzione Pesca del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali; Miguel Bernal della FAO; Roni Telegrafi, Vice Ministro dell’Agricoltura di Albania; Antonio Lombardo, Direttore di FederPesca; Giovanni Asaro Direttore Regionale Inail Toscana, e Tonino Giardini, Responsabile Nazionale di Impresa Pesca-Coldiretti.

Il primo convegno, intitolato: “La Valorizzazione del pescato-esperienze ed opportunità”, è stato promosso dal MIPAAF.
Dario Cartabellotta: “Blue Sea Land è un’iniziativa che è cresciuta tantissimo, porta lo spirito di accoglienza e di valorizzazione dell’identità della Sicilia e di tutto il Mediterraneo dove con i suoi 46.000 km di costa rappresenta un’attivita fondamentale, pertanto abbiamo costituito un Registro Identitario della Pesca del Mediterraneo e dei Borghi Marinari”.

Lura Venittelli: “Sostenibilità economica ed ambientale devono andare di passo. La Blue Economy, che riguarda il 2,6% del pil italiano, può essere una concreta risposta alla questione della valorizzazione della pesca del Mediterraneo di oggi”.
Gennaro Scognamiglio, Presidente dell’Unci Agroalimentare: “Il sistema cooperativo ha una funzione anti-crisi che serve ad intervenire a supporto del lavoro e dell’uomo. Il pescatore di oggi, non è più il protagonista de “Il vecchio e il mare” di Hemingway, ma è inserito in un sistema barca a sua volta all’interno del sistema pesca”.

Alessandro Iannitti: “C’è da fare molto, da parte di tutti, ad ogni livello. La valorizzazione del pescato necessita di investimenti intensi per la grande distribuzione. Come Ministero stiamo lavorando innazititto sul Piano Operativo FEAMP che prevede molti interventi nell’ambito della trasformazione, valorizzazione e commercializzazione del prodotto, poi gli altri elementi della filiera per porre meglio sul mercato e migliorare una situazione che vede soltanto il 30% del pesce italiano sulle nostre tavole”.

A chiusura del primo convegno vi è stata la sottoscrizione, da parte di Marco Lucchini e Giovanni Tumbiolo, di un protocollo d’intesa fra la Fondazione Banco Alimentare ed il Distretto della Pesca e Crescita Blu. Con il protocollo il Distretto e la Fondazione si propongono di promuovere azioni anche con le Istituzioni pubbliche per favorire e rendere possibile il recupero di pesce sequestrato e confiscato, in condizioni di conformità igienico sanitaria, destinandolo in via prioritaria a fini di solidarietà sociale.

A Blue Sea Land, manifestazione “food saving”, sono stati distribuiti 1.000 “Save Bag” per la conservazione del cibo non consumato nei luoghi di ristorazione.

Sempre nella mattinata del 9 ottobre nella stessa Aula Consiliare “31 maggio 1946”, successivamente si è svolto il convegno dal titolo “La dimensione esterna della Politica Comune della Pesca (Il ruolo dei Distretti della Pesca).

“Le nuove rotte della “blue economy” sono nel Mediterraneo e in Africa -ha sottolineato il Sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola- Il Ministero che qui rappresento incentiverà la propria partecipazione alla prossima edizione di Blue Sea Land”.

Marco Affronte: “Per dettare i giusti indirizzi per le politiche della pesca, occorre intraprendere un rapporto con l’Europa fatto di iniziative da consegnare alla Commissione che le valuterà e trasmetterà il risultato finale. Centrale è il rapporto con le altre marinerie extraeuropee che lavorano nel Mediterraneo, bisogna costruire un sistema di relazioni, in questo il Distretto della Pesca siciliano opera da anni. La pesca viene imputata come principale minaccia per gli stock ittici, troppo facile quando invece bisognerebbe intervenire su altri fronti, penso in primis all’escavazione per idrocarburi ed al traffico navale”.

Giovanni Tumbiolo: “Blue Sea Land 2016 ha fatto registrare la partecipazione di oltre 150 imprese, 85 buyers e 1500 incontri b2b. Blue Sea Land è il festival dei Distretti Agroalimentari e della Blue Economy. L’Italia, attraverso il suo modello di sviluppo che è il distretto produttivo deve diventare una sorta di laboratorio aperto ad altri continenti come l’Africa. I 157 Distretti produttivi presenti, rappresentano la spina dorsale del nostro paese. Il Mare e la terra sono le due fonti di vita per lo sviluppo e la crescita dell’essere umano, pertanto crediamo nell’economia circolare, quella blu che si fonda sulla responsabilità individuale e collettiva per la salvaguardia e rigenerazione delle risorse marine e terrestri”.

L’Ambasciatore Umberto Vattani, Presidente della Venice University: “In un mondo globale come quello di oggi, Blue Sea Land, attraverso il suo promotore Giovanni Tumbiolo, rappresenta un cambio di rotta nella direzione dell’economia reale, del dialogo e della cooperazione fra sistemi”.

A concludere la giornata è stato il neo Ministro Tunisino dell’Agricoltura e Risorse Idriche e della Pesca, Samir Taieb: “Per me è stato un onore aver fatto parte di questa magnifica manifestazione insieme ai miei concittadini ed amici abitanti della Casbah di Mazara del Vallo. Penso che il modello presentato rivolto alla collaborazione per la crescita della pesca nel Mediterraneo può essere esteso anche ad altre popolazioni e può essere adattato ad ognuna delle città della Tunisia che ad oggi adottano sistemi diversi di intendere la pesca. A dicembre, avremo il piacere di invitare il Distretto della Pesca al Forum Italia-Africa”.

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