Flag/Pesca, Federcoopesca e Ugl Sicilia: “Non convince graduatoria”

La preoccupazione è legata al fatto che si tratta di una aggregazione di decine di Enti Pubblici e di numerose Imprese di pesca

“Salutiamo con piacere la graduatoria definitiva dei FLAG Siciliani, che dà inizio ad una attività di programmazione sul territorio con interventi che avranno ricadute positive sulle attività delle imprese di pesca siciliane”. Ad affermarlo Nino Accetta, Presidente di Federcoopesca Sicilia e Giuseppe Messina, Responsabile regionale dell’Ugl al termine di un incontro sulla valutazione della graduatoria definitiva dei FLAG siciliani e per fare il punto sulle emergenze del settore, oltre che sulle soluzioni immediate da intraprendere a sostegno delle imprese di pesca e dei pescatori.

“Non possiamo non notare però – aggiungono Accetta e Messina – che buona parte del territorio siciliano, ci riferiamo a tutto il litorale tirrenico e della fascia Jonica della provincia di Messina (FLAG del Golfo di Patti e FLAG dei Nebrodi), oltre alla parte sud (FLAG di Gela), corra il rischio di rimanere fuori (almeno per il momento per carenza di fondi) da un così importante strumento di programmazione”.

La preoccupazione di Federcoopesca ed Ugl è legata al fatto che si tratta di una aggregazione di decine di Enti Pubblici e di numerose Imprese di pesca (più di 500 imbarcazioni della pesca costiera artigianale il 30% del totale siciliano), oltre a decine di soggetti a vario titolo collegati, che si vedranno esclusi dal potere attuare una strategia di sviluppo locale importante per la crescita e il futuro della loro attività dando continuità, tra l’altro, al processo di crescita economico, sociale ed occupazionale già innescato con i precedenti finanziamenti dei Gac a valere sul FEP 2007/2013.

“Restiamo fiduciosi in un tempestivo intervento a tutela della categoria, e più in generale, dell’economia del territorio – concludono – e chiediamo all’Amministrazione Regionale, e all’Assessore al ramo, Antonello Cracolici, un intervento immediato che veda sin da subito ammessi anche questi territori alle opportunità che il FEAMP mette a disposizione attraverso l’attività dei FLAG, altrimenti sarà, ancora una volta, un duro colpo che si aggiunge a una situazione generale per il settore pesca già al collasso”.

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