Licari sulla denuncia all’Autorità per la Garanzia delle Comunicazioni del sen. Santangelo

"La ragione per cui l’esponente di 5 Stelle ha reagito in questo modo è comprensibile se si fa per un momento riferimento a quello che è accaduto ai suoi colleghi di partito a Palermo"

MarsalaPubblichiamo la nota del vicesindaco Agostino Licari, le cui dichiarazioni espresse in merito al quesito referendario sono state segnalate dal sen. Santangelo all’Autorità per la garanzia delle comunicazioni.
“In merito all’esposto denuncia all’Autorità per la Garanzia delle Comunicazioni da parte del sen. Vincenzo Maurizio Santangelo del M5S nei miei confronti, desidero fare le seguenti considerazioni. I saluti ai partecipanti all’incontro sono stati fatti in veste ufficiale, come rappresentante delle istituzioni. Che non avevano nulla di strumentale rispetto al dibattito cui ho partecipato, come semplice cittadino.

Mi colpisce lo zelo e il rigore, tardivo, con cui il sen. cita e invoca l’applicazione delle disposizioni normative in materia, che non aveva ravvisato nel corso del confronto che, seppure acceso, non faceva presagire alcuna ritorsione di carattere legale.

Ma la ragione per cui l’esponente di 5 Stelle ha reagito in questo modo è comprensibile se si fa per un momento riferimento a quello che è accaduto ai suoi colleghi di partito a Palermo e non solo a Palermo con le firme false. La sindrome di coinvolgere tutti coloro che non agiscono secondo il loro schema e il loro stile e considerarli passibili di incorrere in violazione della legge, non è quello che ci saremmo aspettati da un movimento che si proclama essere più democratico degli altri.

E’ evidente che questo esposto – denuncia serve ad attenuare o coprire l’eco che ha prodotto l’indagine della magistratura delle firme manomesse e che si allarga sempre più a macchia d’olio, mettendo in risalto le contraddizioni che stanno esplodendo all’interno del movimento. Contraddizione che investe anche i singoli parlamentari coinvolti nell’inchiesta i quali oltre a non seguire le direttive del vertice non si assumono nemmeno la responsabilità avvalendosi della facoltà di non rispondere alle domande del PM, che è una mezza ammissione di colpevolezza, in questo caso di dolo, data la gravità della violazione del codice penale.

Ma non voglio farla lunga, poiché sono rispettoso dei poteri della magistratura e della garanzia di ogni cittadino di difendersi in ogni grado e stadio di giudizio. Quello che voglio sottolineare è che non bisogna mai avere paura del confronto e misurarsi sulle diverse ragioni del SI’ e del NO in vista del referendum costituzionale del 4 dicembre. A me quello del 19, che si è svolto a San Pietro, mi è parso un dibattito interessante e proficuo ed è con questo spirito che bisogna lavorare per far crescere la democrazia e il confronto delle idee, piuttosto che ricorrere alle carte bollate, il cui contenuto, il più delle volte si dimostra improponibile e innocuo.

Per finire vorrei conoscere il pensiero del senatore Santangelo a proposito dell’iniziativa del gruppo del M5Stelle di trasformare il consiglio comunale in un comitato per il NO presentando una mozione che impegna la sindaca di Roma Virginia Raggi a indossare il tricolore e a farsi promotrice della volontà espressa dal consiglio comunale e “delle perplessità espresse evidenziate sulla riforma della Costituzione esprimendo il fortissimo allarme per la deriva autoritaria in atto”.

Per me, anche se discutibile e inopportuna, l’iniziativa può essere oggetto di una seria discussione. Non mi verrebbe mai in mente di adire un’ Autorità con un esposto il cui unico scopo e di farne un mezzo di propaganda peraltro poco commendevole.

Anche questa vicenda può essere un ragione in più per votare SI’ alla riforma costituzionale”.

Agostino Licari

 

views:
218
ftf_open_type:
kia_subtitle:
"La ragione per cui l’esponente di 5 Stelle ha reagito in questo modo è comprensibile se si fa per un momento riferimento a quello che è accaduto ai suoi colleghi di partito a Palermo"
Banner 468 x 60 px
MarsalaLive