Attivata in provincia la rete per il diabete mellito in età pediatrica

"Questo nuovo servizio che viene attivato è l’ulteriore conferma di come questa cittadina, invece di perdere l’ospedale ha visto sviluppare una struttura che è divenuta un modello..."

L’Azienda sanitaria provinciale di Trapani ha attuato in provincia di Trapani la rete per il diabete mellito in età pediatrica, istituendo un Centro satellite ambulatoriale nel PTA di Salemi, che farà da spoke provinciale all’Ospedale dei Bambini “Di Cristina” di Palermo che è il centro “hub” per il Bacino occidentale.

Questo centro satellite si affianca ai due Ambulatori Gestione Integrata (AGI) pediatrici, uno nel Distretto sanitario di Trapani, presso il Presidio territoriale di assistenza della Cittadella della Salute, e uno nel Poliambulatorio del Distretto sanitario di Mazara del Vallo.

Il nuovo centro satellite è stato presentato a Salemi dal direttore generale dell’ASP di Trapani, Fabrizio De Nicola, dal direttore del distretto sanitario di Trapani, Cono Osvaldo Ernandez, responsabile del progetto, del direttore del distretto sanitario di Mazara del Vallo, Vittoriano Di Simone e da Giorgio Trizzino, direttore sanitario dell’Arnas Civico-Di Cristina-Benfratelli di Palermo, nel corso di una giornata studio che ha visto il coinvolgimento anche dei diabetologi dell’ASP di Trapani, Francesca Novara e Giuseppe Giordano , del diabetologo Gioacchino Allotta, componente del Comitato scientifico nazionale della FAND l’Associazione Italiana diabetici, della pediatra Antonella Garitta, che opererà presso il nuovo Centro, della responsabile della formazione dell’ASP Antonella La Commare e di Francesca Cardella, responsabile del servizio di diabetologia pediatrica nell’ospedale dei bambini di Palermo.

Intervenuti anche il sindaco di Salemi Domenico Venuti e il presidente dell’Ordine dei medici Rino Ferrari.

“Questo nuovo servizio che viene attivato – ha esordito il direttore generale dell’ASP Fabrizio De Nicola – è l’ulteriore conferma di come questa cittadina, invece di perdere l’ospedale ha visto sviluppare una struttura che è divenuta un modello di riferimento regionale, che integra la cura delle acuzie con l’assistenza territoriale. La nascita del PTA, del PTE, dell’hospice, della neuroriabilitazione e della SUAP gestiti dall’Irccs Bonino Pulejo, e infine di questo centro satellite per il diabete in età evolutiva, ne sono la riprova”.

Il diabete mellito tipo 1 è una frequente endocrinopatia e i dati epidemiologici evidenziano un trend in aumento di questa patologia soprattutto nelle fasce di età più precoci. Entro il 2020 è prevista una crescita del 70 % nella fascia dei bambini fino a 14 anni e addirittura il raddoppio tra 0 e 4 anni.

“L’ASP di Trapani, attraverso i distretti sanitari, ha sviluppato un progetto – ha spiegato Ernandez – che prevede una rete di assistenza per la presa in carico dei soggetti con diabete mellito in età pediatrica, secondo il modello assistenziale disposto dal decreto assessoriale n. 1520 del 2013,che è caratterizzato dalla presenza di Centri di riferimento regionali, collegati con dei Centri satellite attivati nelle varie ASP. Un progetto – ha aggiunto – che coinvolge i pediatri di libera scelta, le famiglie, l’associazionismo, la scuola, e prevede anche la formazione degli operatori e l’attivazione di campi scuola nelle prossime vacanze estive. Un progetto – ha concluso – che risponde ai principi della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, che statuisce che i bambini e gli adolescenti devono essere seguiti in ambiente pediatrico dedicato e specializzato e devono essere curati in ospedale soltanto nei casi in cui l’assistenza di cui hanno bisogno non possa essere fornita a pari livello a domicilio o presso ambulatori territoriali”.

“Devo dire che il ‘modello Trapani’ funziona – ha detto Trizzino – ed è un esempio virtuoso da seguire. Ha la miglior riduzione di inappropriatezza ospedaliera in Sicilia e vedo che c’è molta attenzione anche verso questo problema che colpisce i giovani pazienti e le loro famiglie. Il bambino non è un piccolo adulto e non va trattato come tale, perché questa malattia si inserisce nel suo processo di sviluppo, e occorre allora valutare la malattia con gli occhi del paziente per individuarne le necessità”.

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