Referendum: a Marsala affluenza al 53,65%, pari a 35.652 votanti. Gli aventi diritto erano 66.457

Alle urne oltre il 68% degli italiani. Affluenza significativa anche in Sicilia: ha votato il 56,75 per cento dei siciliani. Stessa percentuale in provincia di Trapani

Marsala – A Marsala, a chiusura dei seggi, la percentuale dei votanti per il Referendum Costituzionale è stata del 53,65%, pari a 35652 votanti sul totale degli aventi diritto (66457). Nella consultazione referendaria dello scorso aprile, la percentuale finale era stata del 31,98%.

La percentuale votanti per il Referendum, a Marsala, alle ore 19 è stata del 41,3% pari a 27446 votanti. Nelle scorse elezioni referendarie del 17 aprile 2016 alla stessa ora avevano votato 14679 elettori pari ad una percentuale del 22,08%.

Boom affluenza, al nord più che al sud. Alle urne oltre il 68%, all’estero ha votato il 30,89%. Un’affluenza record ha caratterizzato la tornata referendaria. Gli italiani, probabilmente spinti da una campagna elettorale serratissima, tanto sul fronte del “no” quanto su quello del “sì”, sono andati in massa a votare se è vero che ha votato quasi il 69% degli elettori con percentuali bulgare al nord. I dati sono ancora più impressionanti se confrontati con i due precedenti referendum costituzionali. A quello del 2001 sulla modifica del Titolo V andò a votare il 34,1% degli elettori, a quello del 2006 sulla devolution il 53,6% (si votava in due giorni). All’ultimo referendum, quello delle trivelle, che si è svolto quest’anno, ha votato il 32,1%.

Affluenza significativa anche in Sicilia: ha votato il 56,75 per cento dei siciliani (dato non definitivo). Un risultato nettamente superiore a quello del referendum della scorsa primavera sulle trivelle (28,4) e anche a quello delle Europee 2014 (42,9). Record di votanti a Ragusa (60,09 per cento) e Catania (59,93), a Palermo il 55,43. Meglio a Messina (59,7), Siracusa (56,7), a Trapani (56,1), a Enna (56,3). In coda Caltanissetta (53,67) e Agrigento (52,8).

 

La percentuale votanti per il Referendum sulle modifiche alla Costituzione e altro, a Marsala, è risultata alle ore 12.00, del 9,16%. Pari a 6087 votanti. I cittadini chiamati ad esercitare il diritto-dovere di voto a Marsala sono 66457. Nelle scorse elezioni referendarie del 17 aprile 2016 alla stessa ora ora avevano votato 3.458 elettori pari ad una percentuale del 5,20%. La prossima rilevazione alle ore 19.00. Si vota fino alle ore 23. Spoglio delle schede a seguire. In Sicilia affluenza al voto (sempre ore 12) al 13,63%.

In Italia. Il 20.1% degli aventi diritto al voto, alle ore 12, è andato alle urne per il Referendum che modificherà o meno – a seconda se vinceranno i sì o i no – la Costituzione italiana. Un’affluenza massiccia, soprattutto al nord, se si pensa che all’ultimo referendum, quello per le trivellazioni in mare, nell’aprile scorso, andò alle urne alle ore 12 l’8.35% degli italiani mentre il Referendum per la modifica del Titolo V nel 2001 vide la partecipazione, a mezzogiorno, solo del 7,8% e il referendum costituzionale del 2006 sulla devolution alle 12 vide andare alle urne il 10,1% dei votanti.

L’affluenza finora è stata massiccia al nord, più freddo verso il quesito referendario il sud. Nelle grandi città la maggiore affluenza è stata registrata a Bologna, col 26,67%; a Milano alle ore 12 ha votato il 22,8% degli aventi diritto. A Roma la percentuale dei votanti è del 18,9, a Torino del 18,4. Minore l’affluenza al sud: a Napoli ha votato il 15%. Tra le Regioni, spicca l’affluenza in Emilia Romagna, con il 25,96%, seguono il Friuli Venezia Giulia, con il 24,37%, la Lombardia, con il 23,86%, la Toscana, con il 22,17%, il Trentino, con il 21,58%, il Lazio con il 19,49%. Dal Molise le percentuali di affluenza iniziano a scendere: è del 18,31% in questa regione; 16,37% in Puglia, 14,50% in Basilicata, 13,02 in Calabria; risale in Sardegna con il 18,78.

Il quesito riguarda le “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”.

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Alle urne oltre il 68% degli italiani. Affluenza significativa anche in Sicilia: ha votato il 56,75 per cento dei siciliani. Stessa percentuale in provincia di Trapani
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