A tavola con mio fratello: dietro ad ogni immigrato c’è una storia

Ospitare un immigrato a pranzo o a cena: le famiglie dell’Azione Cattolica di Trapani aprono le porte di casa per vincere la diffidenza

Condividere il tempo della festa superando la diffidenza, scoprendo che dietro ad ogni immigrato c’è una storia, una speranza di vita migliore: una persona; sperimentando che l’integrazione comincia dalla relazioni di ogni giorno, integrando nella dimensione della quotidianità l’incontro con i numerosi migranti richiedenti asilo o rifugiati che vivono nel nostro territorio.

Grazie all’Azione Cattolica diocesano torna in questo periodo natalizio l’esperienza di condividere un pranzo e una cena, a casa, in famiglia, con uno o più immigrati. L’iniziativa si chiama “ A tavola con mio fratello” e coinvolgerà gli ospiti dei centri SPRAR del territorio, in particolare lo SPRAR di Alcamo gestito dalla cooperativa “Badia Grande”.

Sabato due donne rifugiate, ospiti di uno dei centri SPRAR gestiti dal consorzio “Solidalia” condivideranno il pranzo della vigilia con il vescovo Fragnelli presso il Palazzo Vescovile.

Chi desidera partecipare all’iniziativa ed invitare a casa in questo periodo natalizio un immigrato o un’immigrati può chiamare il numero 333 312 90 61 dell’Azione Cattolica diocesana.

Nella foto una famiglia della frazione di Marausa con il loro ospite di oggi: Zakaria Traore, diciottenne della Costa d’Avorio.

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Ospitare un immigrato a pranzo o a cena: le famiglie dell’Azione Cattolica di Trapani aprono le porte di casa per vincere la diffidenza
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