Fenomeno del randagismo a Marsala, Nuccio: “Promuovo un tavolo tecnico”

"Uno dei problemi principali in materia di randagismo riguarda il sovraffollamento del canile municipale. Il canile dovrebbe rappresentare quella struttura all'interno della quale il cane randagio..."

Marsala – Da quando ci siamo insediati, circa un anno e mezzo fa, una delle emergenze costanti è stata rappresentata dal fenomeno del randagismo. Fenomeno che va analizzato a trecentosessanta gradi, partendo dalla responsabilità di quegli incivili che stancatisi del proprio cane, o impossibilitati ad accudirne le cucciolate decidono di abbandonare queste al proprio destino.

Considerato questo ed alla luce delle conversazioni che ho avuto modo di intrattenere con diversi componenti di associazioni cinofile, così come con alcuni funzionari del canile municipale, in particolar modo con la Dott.ssa Argentieri, ho pensato di promuovere un tavolo tecnico fra associazioni ed Amministrazione Comunale al fine di elaborare delle soluzioni efficaci, funzionali al raggiungimento di una condizione di sicurezza per il cittadino e di rispetto dei diritti dell’animale.

Colgo l’appello di Milena Urso, delegata OIPA, finalizzato alla promozione di una campagna di sensibilizzazione alla sterilizzazione e intendo lanciare alcune proposte.

Uno dei problemi principali in materia di randagismo riguarda il sovraffollamento del canile municipale. Il canile dovrebbe rappresentare quella struttura all’interno della quale il cane randagio viene curato, sterilizzato e reimmesso sul territorio.

Talvolta, tuttavia, la lunga detenzione o (nel caso dei cuccioli) la crescita all’interno del cane rende impossibile il reinserimento in libertà.

Per tale ragione strutturerei il pacchetto di interventi in materia attraverso alcune coordinate:

 La promozione di una campagna di adozioni insieme alle istituzioni scolastiche. Favorire l’installazione di spazi nelle scuole per l’educazione dei bambini al contatto con gli animali, i quali finiranno con ogni probabilità con l’adottare i cuccioli ospitati.

 Promuovere una campagna di adozioni con associazioni e parrocchie del territorio al fine di favorire l’accoglienza del “cane di quartiere”, cane che rimane in libertà ma che trova dei punti di riferimento nel territorio.

 La realizzazione di un vero e proprio censimento dei cani, avviando una collaborazione con negozi di animali e strutture veterinarie, così come una indagine diretta sul territorio.

I dati che ne deriveranno saranno funzionali alla comprensione del fenomeno.

 Una campagna di sterilizzazione e “microchippatura” frutto di una collaborazione con l’ASP.

 La creazione di un “fondo di solidarietà” da inserire in Bilancio, finalizzato al sostegno di quei cittadini che, con grande senso civico, autonomamente accudiscono quotidianamente dei cani abbandonati, molto spesso cuccioli.

 Insieme al Comando della Polizia Municipale avviare una serie di controlli al fine di appurare la potenziale insistenza sul territorio comunale di allevamenti abusivi.

Se riusciremo ad affrontare la tematica in questione partendo da questi punti avremo in qualche modo risolto il problema del sovraffollamento del canile, che tornerà ad essere un centro di prima accoglienza (con eccezione per i cani aggressivi); avremo favorito l’educazione delle nuove generazioni al rispetto degli animali; avremo ridotto il rischio di indebitamento del Comune a causa di debiti fuori bilancio legati ad incidenti.

Partendo da questi punti ed integrando gli input delle associazioni e degli appassionati potremo dirci sulla retta via per una soluzione strutturale del fenomeno.

Daniele Nuccio

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"Uno dei problemi principali in materia di randagismo riguarda il sovraffollamento del canile municipale. Il canile dovrebbe rappresentare quella struttura all'interno della quale il cane randagio..."
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