Spunta un telefonino in carcere, il detenuto: “L’ho trovato nel bagno del tribunale”

Il cellulare sequestrato a un pregiudicato per rapina. Le indagini condotte dalla procura di Marsala

Trapani – Per giorni, un gruppo di detenuti del carcere “San Giuliano” di Trapani ha telefonato liberamente grazie a un cellulare. Uno dei reclusi, un pregiudicato per rapina, ha ammesso: “L’ho trovato nel bagno del tribunale di Marsala, durante la trasferta di un processo”. Una giustificazione che non convince, ma al momento questa dichiarazione ha fatto scattare la competenza della procura della repubblica di Marsala, ribadita nei giorni scorsi dalla procura generale di Palermo dopo un conflitto di competenza che si era aperto con la procura di Trapani.

Un vero e proprio giallo, su cui adesso indagano gli investigatori della polizia penitenziaria, mentre si sta cercando di ricostruire chi abbia utilizzato il cellulare. Nella migliore delle ipotesi, il telefonino potrebbe essere stato utilizzato per salutare amici e parenti; il sospetto che si fa strada è invece più grave, alcuni detenuti potrebbero aver gestito affari e traffici illeciti dal carcere.

“Adesso, spero che non si faccia cadere la responsabilità sugli agenti della polizia penitenziaria”, dice Dario Quattrocchi, il segretario regionale del sindacato degli agenti Uspp. “Continuano ad essere troppe le carenze negli organici e il personale è oberato di lavoro”. Nel carcere di Trapani, ci sono 400 detenuti; i poliziotti penitenziari dovrebbero essere 320, sono invece 250.

A ottobre, è anche arrivato un rinforzo di 35 unità in vista dell’apertura del padiglione ristrutturato (la caduta di alcuni calcinacci aveva praticamente imposto i lavori). Di certo, una falla nei sistemi di sicurezza e di scorta c’è stata. Se anche fosse vera la storia del telefonino trovato nel bagno del tribunale di Marsala, non si comprende come mai nessuno si sia accorto dell’apparecchio nei giorni successivi. [di Salvo Palazzolo – Palermo.repubblica.it]

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