Marsala, la Polizia sequestra beni per 3 milioni di euro a Pietro Centonze

"Soggetto socialmente pericoloso, in quanto gravemente indiziato di appartenenza all'associazione di tipo mafioso denominata "Cosa Nostra" e segnatamente alla famiglia mafiosa di Marsala..."

Nella giornata di ieri, agenti di Polizia della Divisione Anticrimine della Questura, unitamente a Militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Trapani e della Compagnia dei Carabinieri di Marsala, hanno eseguito a Marsala e a Mazara del Vallo il sequestro anticipato di beni ai fini della confisca ai sensi dell’art.20 del D.lvo n. 159 del 2011, per un valore stimato di circa 3 milioni di euro, nei confronti di Pietro Centonze (classe ’69).

Il Provvedimento ablativo è stato emesso dal Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione su Proposta del Procuratore di Marsala e del Questore di Trapani per l’applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale redatta ai sensi degli artt. 4, 16 e segg. del decreto legislativo n. 159 del 2011 (Testo unico Antimafia) in seguito all’analisi delle risultanze investigative acquisite dagli organi di polizia giudiziaria in ordine alle peculiari condotte criminali poste in essere dal Centonze nel tempo fino al più recente periodo.

In particolare, la figura del Centonze rileva quale soggetto socialmente pericoloso, in quanto gravemente indiziato di appartenenza all´associazione di tipo mafioso denominata “Cosa Nostra” e segnatamente alla famiglia mafiosa di Marsala.

Lo stesso, infatti, tratto in arresto nel 2002 nell’ambito dell’operazione antimafia di Polizia c.d. “Progetto Peronospera”, è stato condannato con sentenza definitiva della Corte di Appello di Palermo nel 2005 ad anni due e mesi sei di reclusione poiché riconosciuto colpevole del reato di favoreggiamento aggravato ex art. 378, 2° co., c.p. per aver favorito la latitanza dei boss mafiosi Amato.

La pericolosità del Centonze si è manifestata, altresì, nel più recente periodo, con il coinvolgimento nell’omicidio dei due extracomunitari Alì Essid e di Rafik El Mabrouk, avvenuto il 3 giugno 2015 a Marsala. Per tale duplice omicidio, il Pietro Centonze è stato tratto in arresto e condannato, unitamente al cugino Domenico Centonze, con sentenza emessa il 16 settembre 2016 dal GIP presso il Tribunale di Marsala alla pena di anni venti di reclusione.

Pertanto, in questa prima fase, ai fini dell’applicazione della misura personale e patrimoniale, è stato ottenuto dal locale Tribunale Sezione Misure di Prevenzione, ai sensi degli artt. 4, 16 e segg. del decreto legislativo n. 159 del 6 settembre 2011, il sequestro anticipato ai fini della confisca di nr. 19 beni immobili, nr. 7 beni mobili registrati, nr. 4 imprese, nr. 14 tra conti correnti e rapporti bancari di altra natura, per un valore complessivo, stimato in atti, di circa 3 milioni di euro.
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"Soggetto socialmente pericoloso, in quanto gravemente indiziato di appartenenza all'associazione di tipo mafioso denominata "Cosa Nostra" e segnatamente alla famiglia mafiosa di Marsala..."
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