Studenti del Liceo Classico di Marsala al “Policlinico” per imparare cosa vuol dire fare ricerca

"E' stata un’ottima occasione aver dato ai nostri studenti la possibilità di lavorare in laboratorio guidati dai ricercatori del prestigioso centro di Fisiopatologia cellulare di Palermo"

Marsala – Gli alunni del Liceo Classico “Giovanni XXIII” di Marsala hanno vissuto un’esperienza di Alternanza Scuola Lavoro davvero unica: sono infatti stati protagonisti di un’esperienza formativa presso il Laboratorio di Fisiopatologia Cellulare e Molecolare, del Policlinico di Palermo, diretto dal prof. Giorgio Stassi e dalla prof. Matilde Todaro. “E’ stata un’ottima occasione – spiega la tutor interna prof. Valeria Trapani -, aver dato ai nostri studenti la possibilità di lavorare in laboratorio guidati dai ricercatori del prestigioso centro di Fisiopatologia cellulare di Palermo che si avvale di una strumentazione all’avanguardia acquistata con l’ausilio del programma di ricerca AIRC finanziato con i contributi del 5 per mille”.

Significativa è stata, oltre all’attività di laboratorio e alla lettura degli articoli scientifici con l’equipe dei ricercatori, la spiegazione dettagliata fornita della prof. Todaro, sui preparati istologici osservati con il microscopio a fluorescenza. Gli alunni hanno avuto anche l’opportunità di intervistare il prof. G. Stassi che, dopo una prestigiosa carriera, ha scoperto le staminali del cancro del colon retto, capaci di migrare in altri tessuti e di diffondere la malattia.

Intervista al prof. Giorgio Stassi

Valeria: Egregio professore la ringraziamo per l’opportunità fornita alla nostra scuola ed in particolare al nostro gruppo che svolge l’attività di Asl. Vorrei chiederle, quali requisiti deve avere un buon ricercatore?
Stassi: “Non ci sono requisiti particolari, è necessario avere volontà, tanta passione e una buona preparazione di base”.

Federico: Quando è nato in Lei il desidero di diventare medico?
Stassi: “Io avrei voluto fare il chimico e dopo avere studiato per due anni presso la facoltà di Chimica ho chiesto il passaggio alla facoltà di Medicina. Non sono stato mai a contatto con i pazienti, ho lavorato per cercare di dare una soluzione alla loro malattia. Apriremo un centro di patologia per la caratterizzazione del tumore, per avviare una terapia “target” cioè una terapia individualizzata: se un paziente esprime una determinata proteina, derivante dall’espressione di un gene malato, sarà possibile somministrare un farmaco per colpire il gene responsabile di tale espressione”.

Alessia: Lei ha maturato tante esperienze all’estero, quale ritiene che sia stata la più significativa?
Stassi: “Sicuramente la più significativa è stata quella negli Stati Uniti dove è più facile raggiungere un risultato nel minore tempo possibile, lo stesso risultato in Italia si raggiunge dopo diversi anni, non perché i ricercatori non abbiano la capacità, o la volontà, gli italiani all’estero sono molto apprezzati, ma sono troppi gli impedimenti burocratici”.

Antonio: Quanto è importante il finanziamento del 5mille per la ricerca?
Stassi: “I finanziamenti per la ricerca, sono indispensabili. Noi abbiamo progetti finanziati dalle Onlus e in particolare dall’Airc. Attualmente ci sono 5 progetti finanziati dall’Airc e, tra questi, uno dei più importanti è stato dato al nostro lavoro che si basa sulla ricerca di biomarcatori presenti in alcuni tumori altamente resistenti alle terapie standard”.

Clarissa: Ho letto che in base alle scoperte da lei effettuate, avrebbero preso il via dei “trial” clinici presso l’Istituto Nazionale dei tumori “Regina Elena”. In che cosa consiste un “clinical trial”?
Stassi: “E’ una terapia sperimentale che viene attuata dopo l’esperimento sugli animali, dopo le prove di tossicità, che si propone a pazienti altamente resistenti alle altre terapie e che accettano di provare le terapie sperimentali. Sono terapie il cui programma è controllato dall’AIPA. Esse prevedono garanzie di sicurezza per il paziente e per chi somministra la cura. Il “trial” clinico deve essere finanziato dalla case farmaceutiche”.

Valeria: Che cosa è il cD44v6?
Stassi : “E’ un marcatore predittivo di metastasi è un fattore prognostico, la sua presenza indica che il tumore è altamente metastatico”.

Emanuele: Noi sosteniamo annualmente l’Airc attraverso l’acquisto delle azalee, dei cioccolatini natalizi, delle uova di Pasqua. Che cos’altro è possibile fare per sostenere la ricerca?
Stassi: “La partecipazione a queste iniziative è utilissima perché AIRC finanzia molti progetti, i fondi nazionali non basterebbero a portare avanti i tanti progetti di ricerca. Inoltre Airc, attraverso la presenza dei ricercatori nelle Scuole, sensibilizza i giovani alla prevenzione promuovendo sani stili di vita”.

Emanuele: La ringraziamo del tempo dedicato a noi.
Stassi: “Sono io a ringraziare voi, è bello trovarsi a parlare con i giovani”.

Il Liceo Classico si prepara ad accogliere il3/3/2017 la prof. Avnet dell’Airc che terrà una conferenza sul tema dal titolo “Mangia sano, non fumare, fai attività fisica, sostieni la ricerca: le quattro regole per sconfiggere il cancro”.

Un sentito ringraziamento, conclude la prof. Trapani, viene rivolto al comitato Sicilia dell’Airc e, in particolare, alla prof. Clara Ruggieri consigliera regionale dell’associazione, alla segretaria regionale Rory Flugy e all’intera equipe del Laboratorio di Fisiopatologia cellulare che hanno collaborato alla realizzazione di questa straordinaria esperienza.

Gli studenti delle quarte classi
Alternanza Scuola Lavoro
Settore biomedico

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