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L’80enne Janus River ospite a Marsala: tappa del suo tour mondiale in bici

Con la sua bicicletta vuole concludere il giro del mondo entro entro i prossimi dieci anni. Finora ha percorso circa 250.000 chilometri

Marsala – Con la sua bicicletta vuole concludere il giro del mondo entro entro i prossimi dieci anni. È l’80enne Janus River, di origine russo-polacca, fisico atletico e molta tenacia, caratteristiche che dal 2000 gli consentono di continuare la sua impresa: attraversare i cinque continenti in bici. Finora ha percorso circa 250.000 chilometri e conta di completare il tour mondiale entro il 2027, a Pechino.

Nel corso del suo incontro a Marsala, River ha raccontato i motivi: “Spirito di avventura e senso di libertà che mi spingono a questa lunghissima pedalata, con solo sacco a pelo e zaino”.

A Marsala, l’ospitalità è stata assicurata dall’Associazione Strutture Turistiche, il cui presidente Gaspare Giacalone ha accolto l’invito per offrire a Janus River un alloggio (“anche se io non dormo mai nel letto”) e alimenti (“pasta e insalata, grazie”) per i suoi due giorni di permanenza in città (partirà domani). Qui ha anche incontrato alcune classi del “Cavour”, rispondendo alle domande degli incuriositi alunni.

Il giro del mondo in sella
Il giro del mondo in bicicletta. Un giro del mondo in 27 anni. Janes River, russo – polacco nato in Siberia, da 16 anni attraversa il mondo in sella alla sua bici. Ha attraversato 150 Paesi, ha percorso più di 250.000 chilometri. La sua meta? Arrivare nel 2027 a Pechino dopo aver toccato tutti i continenti. Oggi ha 80 anni, ma in quell’anno ne avrà 90. Non ha famiglia, sta benissimo nonostante dorma quasi ogni notte in posti diversi. «Dov’è possibile chiedo ospitalità – racconta – se il clima lo consente dormo all’aperto. Dormo anche nei cimiteri, dove spesso ci sono delle tettoie e delle zone coperte, o in riva al mare. Sempre con il mio sacco a pelo ed una coperta impermeabile. Talvolta mi ospitano in una casa. Vivo con tre euro al giorno, a chi mi accoglie chiedo due primi per un unico pasto giornaliero». Da dicembre è in Sicilia, ha attraversato i comuni della zona di Messina, Catania, Siracusa. In provincia di Ragusa è stato nelle scuole di Pozzallo, Marina di Ragusa, Vittoria, Scoglitti. Poi Gela. Con se porta un quaderno sgualcito, dove annota tutto. E’ il suo diario di viaggio. Prima di arrivare in una città, contatta il sindaco, inviando una mail. Poi le scuole. Chiede di incontrare i bambini. Racconta la sua avventura: lascia tutti a bocca aperta, piccoli e grandi. I bambini fanno domande, non credono ai loro occhi. Chiedono della sua bici, chiedono dove dorme, se ha avuto paura. Chiedono dove ha lasciato la sua famiglia. Chiedono dei chilometri che percorre, dei Paesi che ha attraversato. Lui risponde con pazienza e con un sorriso sornione, ma anche con la voglia di stupire tutti. L’Italia è la terra che lo ha adottato. Qui ha vissuto a lungo, dopo il 1978, anno dell’elezione di Karol Wojtyla. Aveva casa nei pressi di Roma. Ma a 63 anni ha deciso di abbandonare la sua vita tranquilla. E di tentare un’impresa impossibile. In sella alla sua bici. In Italia resterà per due anni e mezzo, lascerà la penisola tra due anni, nel gennaio 2019. Dopo aver percorso 120.000 chilometri. [di Francesca Cabibbo – da Cittanuova.it]

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Con la sua bicicletta vuole concludere il giro del mondo entro entro i prossimi dieci anni. Finora ha percorso circa 250.000 chilometri
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