Marsala, l’Ufficio di Presidenza sulla Casa di Risposo “Giovanni XXIII”

"E' arrivato il momento di mettere fine alla continua incertezza sulla situazione economica finanziaria dell’ente. I debiti sono passati da 464.763 euro (2006) a 2.250.000 euro (2016)..."

Marsala – L’Ufficio di Presidenza di Palazzo VII Aprile, a seguito di diversi incontri con il commissario straordinario della Casa di Riposo Giovanni XXIII di Marsala, ritiene che sia arrivato il momento di mettere fine alla continua incertezza sulla situazione economica finanziaria dell’ente morale, i cui debiti sono passati negli ultimi anni da 464.763 euro del 2006 a circa 2.250.000 euro del 2016, nonostante negli ultimi bilanci il debito è stato limitato grazie alle entrate relative all’attività di centro di accoglienza straordinario per immigrati richiedenti asilo.

Ad oggi anche la certezza delle entrate relative al centro di accoglienza per immigrati richiedenti asilo sono venute meno a causa delle criticità della struttura riscontrati durante alcuni sopralluoghi ispettivi, la struttura necessita di interventi urgenti di manutenzione straordinaria oltre che adeguamenti alle normative vigenti ) e a seguito dei quali la prefettura è stata costretta a diminuire la convenzione iniziale che fino al mese di ottobre del 2016 era di 119 posti fino agli attuali 40 posti e con il rischio di vedere revocati anche questi.

Nonostante il Consiglio Comunale sia intervenuto prontamente chiedendo la redazione di un progetto per la manutenzione straordinaria della struttura e la risoluzione delle criticità riscontrate, e reperendo in fase di approvazione del bilancio di previsione 2016 attraverso un proprio emendamento le 90.000 euro di risorse necessarie per gli interventi manutentivi e l’avvenuta consegna inizio dei lavori di qualche giorno fa, i problemi della casa di riposo si aggravano sempre di più. Il debito è destinato a crescere, i dipendenti attendono che gli vengano corrisposti le 24 mensilità arretrate e i fornitori attendono il pagamento delle fatture.Riteniamo che il comune di Marsala non può più rimanere impassibile alla morte lenta dell’ente casa di riposo , ma debba intervenire concretamente mettendo in atto tutte le iniziative le iniziative possibili e in nostro possesso affinché si chiarisca definitivamente quale destino è riservato alla Casa di Riposo Giovanni XXIII, ente istituito per volontà del Comune di Marsala con proprio atto nel lontano 1874.

Ad oggi le strade percorribili sono due:

1) Rilancio della struttura attraverso la stipula della convenzione con l’ASP di Trapani per il servizio di assistenza per persone fragili con patologie cronico-degenerative, con riguardo alla popolazione ultra sessantacinquenne ai sensi del Decreto interassessoriale n° 16 del 13 gennaio del 2012, così come richiesto dall’ente, in più bisogna migliorare la qualità degli attuali servizi offerti come casa di riposo per 70 unità e casa protetta per 58 utenti.

2) Se la politica non è in grado di percorrere positivamente la prima, ottenendo la convenzione con l’ASP di Trapani per il riconoscimento della struttura come RSA , deve trovare il coraggio di dire che non ci sono altre soluzioni se non quella di iniziare le procedure di estinzione e porre fine a questa lenta agonia che porterà alla morte certa dell’ente, che se fatta per tempo limiterà anche i danni economici per il comune stesso e darà almeno certezza ai lavoratori di ruolo di cui il comune dovrà farsi carico.

Per tutto quanto sopra esposto chiediamo all’ Amministrazione comunale rappresentata dal Sindaco e dall’assessore alle politiche sociali un urgente incontro con il commissario straordinario della casa di riposo Giovanni XXIII Dott. Francesco Mannoneesteso, oltre che all’ufficio di presidenza del Consiglio Comunale anche ai Gruppi Consiliari, per mettere in campo tutte quelle sinergie possibili con l’obiettivo di rilanciare l’ente o decretarne la sua estinzione.

Vincenzo Sturiano
Arturo Galfano
Eleonora Milazzo

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"E' arrivato il momento di mettere fine alla continua incertezza sulla situazione economica finanziaria dell’ente. I debiti sono passati da 464.763 euro (2006) a 2.250.000 euro (2016)..."
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