Manifestazioni Garibaldine, ProgettiAmo Marsala: “11 Maggio, una occasione perduta”

"Occorre cercare e accettare collaborazione. Smettere la supponenza di saper fare tutto da soli nel più grave e delittuoso silenzio delle stanze dei bottoni. Anche in Sicilia si sanno creare eventi che diventano di richiamo mondiale..."

Marsala – Premesso che fare è importante e meritorio, pare ovvio che fare cose inutili o di poca o nessuna importanza significativa nel campo della promozione di una Città è quasi delittuoso. Specialmente quando, a fronte della mancanza di reale spinta promozionale nelle cose messe in campo, si pretende di isolarsi nella fase progettuale e programmatica e non si cercano occasioni di ascolto di proposte da parte di singoli, più grave, di strutture istituzionali, come ad esempio commissioni e studiosi, e comunque di gente che dimostra di avere idee anche per quel che scrive nei social. Né è accettabile che i giovani, studenti e non, vengano richiesti come masse di presenza, permanentemente esclusi dalla fase progettuale, come se fossero del tutto privi di idee e nelle scuole fosse assente la vicenda storica dell’11 Maggio, sia quella risorgimentale, sia quella distruttiva e mortale.

Ciò produce convegni con una quindicina di adulti e masse di giovani disinteressati e chiacchieroni.

Ne viene fuori un quadro desolante di insipienza e di supponenza che sono la negazione di ogni promozione culturale, sociale, economica e turistica.

A celebrare la ricorrenza dello sbarco di Garibaldi e la tragedia del bombardamento alleato, che distrusse Marsala e tante morti provocò, non sono sufficienti convegni desolati che mortificano anche i relatori e finiscono per essere ripetitivi e per cadere nel vuoto; non sono sufficienti episodi e luoghi cittadini ripuliti per l’occasione. Le occasioni di celebrazione devono servire per stimolare la creatività e la fantasia produttiva di amministratori e forze economiche e sociali, per progettare eventi ricorrenti che a scadenza annuale richiamino in Città le variegate aspettative di visitatori, studiosi e turisti ben più al di là di gare veliche in mare di cui Marsala è protagonista per tutto l’anno per merito di società di canottaggio e vela.

Occorre progettare eventi ricorrenti con settimane di studi garibaldini coinvolgenti università e studiosi con premi tendenti ad incrementare il patrimonio museale e cartaceo anche sugli eventi locali e siciliani dell’ultima guerra mondiale.

Occorre progettare eventi collegati, annualmente ricorrenti, nel campo del “marsala” e dei vini da pasto prestigiosi che la Città produce, con mostre di macchine agricole anche fabbricate da ditte locali famose in campo non solo nazionale.

Occorre far vivere con eventi artistici e culturali luoghi tipici come le antiche cave di tufo che hanno teatri naturali mai sfruttati. E potrebbero essere utilizzate compagnie teatrali con Baluardo Velasco organizzatore di una settimana annuale del Teatro di arte siciliana, sotto la supervisione di Moni Ovadia.

Occorre tanto altro nella settimana garibaldina: 1) coinvolgere effettivamente tutti gli esercizi per calmierare prezzi di ristorazione e di ospitalità ; 2) garantire spedizione gratuita fino alla sede di residenza degli acquirenti di prodotti dell’economia locale; 3) far vivere lo Stagnone e le sue isolette come cultura e come naturale unica bellezza con eventi a Mozia e nelle saline.

Sono solo esempi. Tanto altro offre Marsala per progettare e produrre interesse. Occorre cercare e accettare collaborazione. Smettere la supponenza di saper fare tutto da soli nel più grave e delittuoso silenzio delle stanze dei bottoni. Occorre anche guardarsi attorno e cercare di capire come e perché altrove, anche in Sicilia, si sanno creare eventi che diventano di richiamo mondiale. Con eventi seri e ricorrenti avrebbe altro senso e altra finalità promozionale la “Settimana Marsalese dei Mille”.

In buona sostanza, perché le iniziative abbiano senso e valore, esse devono avere uno scadenzario annuale. La gente deve sapere che nella Settimana dei Mille, accanto ad attività episodiche, si può venire a Marsala perché c’è ogni anno la Festa del marsala e del vino. Giornate del mare vissuto; conoscenza e fruizione di strutture del passato con i loro patrimoni di attività e di fascino; c’è una fiera di botti, di macchine agricole e industriali qui prodotte e conosciute nel mondo; c’è la festa del Corallo di sale; c’è una Città da ammirare nella sua storia e nelle sue attività artigianali ed industriali, con visite guidate da esperti plurilingua; c’è una gastronomia tipica anche per le materie prime usate. E aggiungere eccetera non guasta.

E non si prenda a pretesto la mancanza di soldi. A parte che il denaro va specificamente cercato a tempo, su progetti finanziabili, per eventi importanti e particolari gli sponsor verrebbero sempre più interessati; ed anche Regione Stato potrebbero avere interesse a finanziare eventi di sicura promozione economica e sociale.

Occorre progettualità vera che sappia affrancarsi dai limiti paesani che non vanno bestemmiati bensì esaltati in una visione nuova, moderna, produttiva degli eventi.

Il Coordinamento di ProgettiAmo Marsala

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"Occorre cercare e accettare collaborazione. Smettere la supponenza di saper fare tutto da soli nel più grave e delittuoso silenzio delle stanze dei bottoni. Anche in Sicilia si sanno creare eventi che diventano di richiamo mondiale..."
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