“Io, contadino di cultura, guardo al futuro… di Petrosino”

"Sono figlio di una famiglia di contadini, sono fieramente figlio di chi ha coltivato e amato la terra fino alla fine dei suoi giorni. Ho sempre visto nel lavoro della terra la base fondamentale di ogni lavoro perché..."

riceviamo e pubblichiamo

Petrosino – Sono un professore di matematica e scienze naturali da molti anni ma non lo sono sempre stato, sono figlio di una famiglia di contadini, sono fieramente figlio di chi ha coltivato e amato la terra fino alla fine dei suoi giorni. Ho sempre visto nel lavoro della terra la base fondamentale di ogni lavoro perché tutto deve partire da un seme, tutto deve partire da un “inizio”, tutto deve essere coltivato attentamente per diventare “raccolto”, per raggiungere l’obiettivo fissato.

Impossibile pensare che non ci siano interferenze e imprevisti nel corso del nostro lavoro ma mai dobbiamo perdere il focus, mai dobbiamo fermarci al presente riguardando solo al passato. E’ il Futuro che deve essere il nostro focus, è quel “dopo” che passando per il “durante” è partito da un “prima”. I miei alunni li ho sempre visti come dei semi che mi sono stati affidati per farli diventare piante forti, sicure, pronte ad affrontare il loro futuro sia personale che professionale.

Ma per diventare tali hanno bisogno di essere coltivati con costanza e coerenza, interrati ma non sepolti, annaffiati ma non annegati, potati ma non recisi, protetti ma non condizionati, guidati ma rispettati, … devono trovare nel loro “contadino” un coltivatore, nel loro professore anche un educatore.

Ecco cosa sono voluto essere per loro, per i miei ragazzi. Sono orgoglioso di quei ragazzi che ho conosciuto bambini e ho visto diventare ragazzi ma, soprattutto per molti di loro, ho potuto avere anche la soddisfazione di rivederli adulti, lavoratori, genitori… Non ho voluto solo essere il loro professore a scuola ma un educatore di principi e civiltà, di valori che li avrebbero accompagnati anche dopo la scuola. Ho voluto dare loro ogni mia conoscenza non solo didattico/scientifica ma anche e soprattutto ogni mio principio e valore di vita civile.

Ed è a tutti loro che mi rivolgo, a coloro che ho avuto la fortuna di coltivare, alle loro famiglie che mi hanno consegnato quel loro “seme”, a tutti coloro che non si accontentano di quello che capita, di quello che ci viene offerto, di quello che scelgono gli altri…

Io, come uomo che non può fermarsi al “cambiamento” che non avviene, che non si accontenta di parole ma cerca i fatti… io come docente abituato a lavorare con numeri, regole, teoremi, formule, … io come “contadino” di cultura che accoglie un seme e raccoglie una pianta, … io come colui che, proprio per il passato che ha vissuto e la maturità che ha costruito, ora vuole guardare avanti, vuole appoggiare chi parla di “Futuro”.

Voglio dire “Basta!” alle vite perdute sulle strade non sicure, alla mancanza di strutture per gli anziani, alla mancata risposta ai problemi e alle richieste di aiuto dei disabili, alla inadeguatezza dei servizi rivolti alla popolazione più debole, alla mancanza di progettualità nell’organizzazione di eventi che possano far crescere il territorio e la popolazione che vive su di esso…

“Basta!” al sentirsi dire… Esigiamo il fare! “Basta!” al sentirsi coloro che vengono dopo, cerchiamo di fare quel sorpasso che mai è stato fatto con la tenacia e la voglia di cambiamenti veri. Possiamo pensare al “Futuro”, possiamo crederci solo se investiamo su coloro che vivranno quel “Futuro”, che vorranno lavorare e collaborare per appropriarsi di quel futuro che li vedrà protagonisti, che li vedrà attori e non spettatori.

Qualcuno questa volta parla di “Futuro” nel modo giusto, perché non parla di futuro ma lo sta facendo costruire ai giovani, a coloro che saranno il futuro! Poche chiacchiere ma idee, poco “apparire” ma piuttosto “essere”, poco dire e decisamente fare. Ecco chi, con la lealtà dell’intelligenza e l’umiltà della sincerità sta candidandosi per costruire il “Futuro” con chi sarà parte di quel futuro. Io, che ho vissuto il mio passato e che voglio essere produttore del mio presente, non posso delegare il futuro a chi non ha la mia fiducia.

Con entusiasmo e razionalità appoggerò il candidato Vincenzo D’Alberti perché oltre alle idee e ad un programma si dovrebbe votare la Persona, l’Uomo, il Referente di cui fidarci e a cui affidare le sorti di quelle “piante” a cui ho dedicato 43 anni di lavoro (di cui ben 28 anni presso l’I. C. “G. Nosengo” di Petrosino).

Confucio affermava: “Se pensi in termini di anni pianta un seme, se pensi in termini di decenni pianta alberi, se pensi in termini di cent’anni insegna alla gente”.

Ecco io posso aver lavorato dal seme alla pianta, ora il Candidato Vincenzo D’Alberti, progettando il “FUTURO” e insegnando alla sua popolazione può trasformare quelle piante in alberi.

Prof. Paolo Casano
Docente di Scienze Matematiche I. C. “G. Nosengo” Petrosino

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