Amministrative Petrosino, Gaspare Giacalone: “Nessun dissesto finanziario al Comune”

"La verità è che non ci sono più argomenti validi a cui attaccarsi in una campagna elettorale che inesorabilmente li sta portando verso una schiacciante sconfitta"

Petrosino – Il candidato sindaco Gaspare Giacalone replica a Vincenzo D’Alberti e lo invita a parlare dei crediti. «Si dimostra ancora una volta che il mio sfidante parla e agisce su telecomando, con argomenti che gli sono stati raccontati da altri e che lo inducono a dire cose non vere senza che lui se ne renda conto. Si tratta di persone che fanno parte del suo entourage e che rappresentano la vecchia amministrazione. La stessa che nel 2011 ha portato allo scioglimento del consiglio comunale proprio perché non erano riusciti ad approvare il bilancio in una situazione, questa si, dichiarata allora dalla Corte dei Conti come prossima al dissesto finanziario. Appare perfino ridicolo questo amore improvviso, ossessivo, verso i debiti. La verità è che non ci sono più argomenti validi a cui attaccarsi in una campagna elettorale che inesorabilmente li sta portando verso una schiacciante sconfitta. Ecco perché è rimasto solo questo goffo tentativo di sparare cifre nella speranza di confondere i cittadini».

E ancora replica Giacalone: «Tanto per cominciare, a conferma di quanto detto prima, è abbastanza evidente che le dichiarazioni sono identiche in ogni singola parola all’intervento nell’ultimo consiglio comunale del consigliere Giuseppe Pipitone (già assessore della precedente Giunta e oggi fedelissimo sostenitore di Vincenzo D’Alberti). Ma tutti ricordiamo la memorabile fuga dal Consiglio comunale, immediatamente dopo l’intervento, senza ascoltare la replica. Basta questo per capire tutto sulla serietà e la credibilità dell’attacco politico. Mentre D’Alberti parla di dati meramente provvisori, come espressamente scritto nella mia relazione, io voglio parlare di dati certi e definitivi».

Secondo il candidato Giacalone, la vera notizia clamorosa è che nel quinquennio precedente al suo mandato i residui passivi sono passati da oltre 3 milioni di euro nel 2007 a circa 6 milioni di euro nel 2011. Durante il suo mandato, invece, si è passati dai 7 milioni del 2012 ad appena 7.405.000 del 2015.

«Il dato, certo e non provvisorio – dice ancora Gaspare Giacalone – si commenta da solo. Quanto da me detto, trova riscontro nella certificazione a firma del Ragioniere Capo. Quindi i colpevoli di un aumento di questi residui passivi, D’Alberti deve ricercarli proprio tra chi gli sta accanto. Ma voglio parlare anch’io di un argomento nuovo che viene invece sempre trascurato dai miei avversari politici: parliamo dei crediti e dei residui attivi. E su questo rilancio l’invito a dire chiaramente da quale parte si vuole stare. I residui attivi per l’anno 2016 ammontano ad euro 11.872.000. Dentro questa cifra ci sono 4 milioni di euro di tasse non pagate da un gruppo molto ristretto di appena 10 grandi evasori. Si tratta, guarda caso, di sostenitori e perfino candidati da D’Alberti. Mentre va detto che i normali cittadini e le famiglie pagano regolarmente le tasse. Dica D’Alberti una volta e per tutte – conclude Gicalone – cosa vuole fare su questo fronte e come intende convincere i suoi amici e qualche sua candidata a pagare finalmente queste somme. Petrosino esige risposte precise».

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