Ballottaggio a Trapani, Savona impugna decadenza Fazio: chiede vittoria a tavolino

Il Movimento 5 Stelle chiude la porta a Savona: "Libertà di coscienza agli elettori". Fazio: "Non potevo fare diversamente. Avevo già detto che mi sarei disimpegnato"

Trapani – Il candidato sindaco di Trapani del Pd, Piero Savona, ha presentato ricordo alla commissione elettorale contro la decadenza dell’altro candidato Girolamo Fazio, escluso dal ballottaggio per non aver presentato la lista degli assessori. Savona, rimanendo da solo, si ritrova con un quorum del 50% da superare. Un’impresa pressoché impossibile se si considera che nel 2012, quando venne eletto sindaco Vito Damiano, l’afflusso al ballottaggio fu del 39%. Savona, nell’esposto chiede di essere proclamato sindaco “a tavolino” o di scorrere l’elenco dei candidati fino ad arrivare al terzo: il senatore Antonio D’Alì, in maniera da non avere il “muro” del quorum.

Il M5S chiude la porta a Savona: “Libertà di coscienza agli elettori”. Piero Savona e il Pd sono soli nella loro rincorsa al quorum nel secondo turno delle Amministrative di Trapani. I Dem, che in questi giorni provano a mobilitare l’opinione pubblica e a convincere la maggioranza assoluta del corpo elettorale trapanese ad andare a votare il 25 giugno, non potranno contare sul sostegno del Movimento cinque stelle.

“Il Movimento 5 Stelle promuove da sempre la partecipazione democratica, in ogni sua forma, e non dà mai indicazioni di voto – recita una nota -. I cittadini sono in grado di informarsi e scegliere in piena libertà, senza bisogno di essere indirizzati, ciò che riterranno giusto per il bene di questa città”. Nessun appello al voto e libertà di coscienza a un bacino elettorale che nel primo turno è valso il 12% (3.754 voti) alla lista M5S che supportava Marcello Maltese.

“Nessuna preclusione nei confronti di Savona, ma non possiamo chiedere ai nostri elettori di aiutare un Partito Democratico che ha dimostrato di perseguire soltanto interessi di potere e poltrone”.

Savona mette in allarme contro un eventuale “lungo commissariamento” della città: “Sarebbe devastante”, sostiene il candidato del Pd che lunedì riceverà il sostegno del deputato nazionale Roberto Giachetti. Il vicepresidente della Camera sarà al comitato di via San Giovanni Bosco nel pomeriggio, insieme con il sottosegretario alla Salute Davide Faraone, che sabato è stato tra i più duri nei confronti di Fazio. “Potete fermare me, non la coscienza della gente che ricorderà anche in futuro quello che sta accadendo oggi”, scrive Savona sul suo profilo Facebook.

Mimmo Fazio entra nel merito alla sua scelta di non completare la lista degli assessori designati al Comune di Trapani: “La mia è una dimostrazione di coerenza con quanto affermato nei giorni scorsi. Non potevo fare diversamente. Avevo già detto che mi sarei disimpegnato, quindi non capisco per quale motivo avrei dovuto nominare degli assessori fittizi”. Una mossa che ha spiazzato una città già segnata dalle cronache giudiziarie che si sono abbattute su queste elezioni e da settimane di giochi politici effettuati sul futuro di una comunità. Una comunità che attendeva un sindaco da questa tornata elettorale e che invece ora è sotto scacco. La democrazia ne esce con le ossa rotte. Un passo indietro di Fazio, ma in maniera diversa, forse avrebbe ridato normalità ad una competizione che oggi ha il paradigma del teatro dell’assurdo.

Continua Fazio: “Non c’è stato alcun boicottaggio del voto e se avessi rinunciato prima sarebbe subentrato D’Alì e mi avrebbero accusato di aver stretto un accordo con lui. E invece ho dimostrato ai trapanesi di non avere fatto alcun accordo a tavolino. Sono tutti preoccupati per l’arrivo di un commissario al Comune? Cosa dovrei dire di Ruggirello, che ha mantenuto in vita Damiano (l’attuale sindaco) senza votargli la sfiducia? Un sindaco peggiore di qualsiasi commissario. Se fossi stato eletto queste stesse persone che ora si indignano, perchè non li ho agevolati, mi avrebbero massacrato e reso la vita impossibile. Un messaggio ai trapanesi? Non sarei stato in grado di amministrare come volevo la città, che merita un sindaco eletto democraticamente e senza alcun tipo di condizionamento. Comunque la si veda, infatti, non mi pare che queste elezioni non siano state condizionate”.

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Il Movimento 5 Stelle chiude la porta a Savona: "Libertà di coscienza agli elettori". Fazio: "Non potevo fare diversamente. Avevo già detto che mi sarei disimpegnato"

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