Ottavio Navarra verso la candidatura alla Presidenza della Regione Sicilia

"Lo schieramento che voglio verificare è uno schieramento ampio e colorato. Un insieme di forze che amerei chiamare del coraggio e della speranza. I prossimi giorni saranno quindi impegnati..."

Marsala – Si avvicinano le elezioni Regionali in Sicilia e si registra un nuovo colpo di scena. L’editore, ed ex deputato, Ottavio Navarra ha infatti aperto alla possibilità di una sua candidatura alla presidenza. Nella settimana segnata dal rifiuto di Pietro Grasso (sinistra) e dalle schermaglie tra Musumeci e Miccichè (destra), arriva quella che può considerarsi una notizia: ci sarà un nuovo candidato nella corsa a presidente della Regione. Si tratta di Ottavio Navarra (classe 1965), uno che nella sinistra ha una sua reputazione costruita negli anni ’90 in quel PDS con il quale diventò deputato nazionale nel 1994 (a soli 29 anni) nella famosa legislatura che vide la discesa in campo di Silvio Berlusconi. La sua ascesa continuò, nel 1996 decide di candidarsi all’Ars dopo lo scioglimento anticipato delle Camere. Viene eletto ma due anni dopo dichiarato decaduto per un vizio procedurale, al suo posto Camillo Oddo. Continua il suo impegno politico come consigliere comunale a Marsala (2001-2005) e diventa membro della segreteria regionale durante la gestione di Claudio Fava. Nasce nel frattempo anche il giornale free-press “Marsala C’è” e fonda la casa editrice che porta ancora oggi il suo nome, Navarra Editore.

Spiega Ottavio Navarra sul suo profilo Facebook: “In questi ultimissimi giorni uno schieramento di forze fatto da movimenti, partiti, collettivi mi ha proposto di guidare una coalizione in grado di imprimere una svolta alla regione siciliana. Voglio, in primo luogo, ringraziare quanti hanno manifestato affetto e sostegno attorno a questa proposta. Ritengo, altresì, utile chiarire alcuni aspetti per me fondamentali al fine di maturare una scelta in tale direzione. Penso che oggi la Sicilia abbia bisogno di un governo in grado di segnare una profonda discontinuità con quanto fin qui accaduto. Le condizioni dei siciliani e delle siciliane sono peggiorate, inefficienti rimangono servizi e infrastrutture, nessuna speranza sembra intravedersi per i giovani, la gestione dei servizi pubblici è inadeguata, le imprese siciliane che hanno resistito percepiscono la regione come un ostacolo e non come una risorsa, i dati sulla disoccupazione sono drammatici. Tutto ciò ha responsabilità precise in chi ha assunto la guida della Sicilia e che non può ripresentarsi credibilmente agli occhi dei siciliani. Occorre per tale ragione uno schieramento che cambi passo, che apra le porte, che unisca quanti da tempo non vanno più a votare nauseati da quello che vivono, che non accetti più la logica del meno peggio. Questo schieramento alternativo in Sicilia c’è. Bisogna comprendere se sarà disponibile a buttare il cuore oltre l’ostacolo e mettersi in campo in ogni comune, in ogni angolo della nostra terra. In questi giorni valuterò dunque se è possibile costruire un largo schieramento non di testimonianza ma in grado di competere per vincere con dignità e senza compromessi inaccettabili. Penso in questo senso, sul piano politico, alle forze progressiste e della sinistra, ai movimenti che hanno combattuto battaglie nei loro territori contro scelte scellerate, a chi si è battuto per difendere i beni comuni e per la difesa dei nostri valori costituzionali, ai tanti amministratori che con coraggio hanno tenuto in piedi le istituzioni con determinazione costruendo anche ipotesi di eccellenze amministrative, ai tanti cittadini e cittadine che vorrebbero orgogliosamente sentirsi siciliani. Mi permetto di aggiungere che questo desiderio di cambiamento lo respiro anche tra tanti elettori e militanti del PD e del Movimento 5S che cominciano a comprendere l’inadeguatezza dei progetti che fin qui i loro gruppi dirigenti hanno sostenuto. Lo schieramento che, quindi, voglio verificare è uno schieramento ampio e colorato. Un insieme di forze che amerei chiamare del coraggio e della speranza. I prossimi giorni saranno quindi impegnati in una verifica di tale ipotesi e alla fine di questa verifica sarà mia cura comunicare la scelta che riterrò opportuno compiere”.

Ha aggiunto in serata, sempre su Facebook: “Cari amici tutti, non vi nascondo che oggi è stata una giornata piacevolmente tempestosa. Da questa mattina ricevo attestazioni di stima e di affetto da tutta la Sicilia. Voglio ribadire che qualsiasi candidatura alla presidenza della regione ha ragion d’essere se è frutto del sostegno e della condivisione dei territori e di un ampio schieramento in grado di costruire una svolta autentica e una speranza concreta. Non abbiamo bisogno di eroi solitari ne tanto meno di persone innamorate di se stesse ma del profumo della nostra terra, del sudore e delle fatiche di chi ci lavora e di chi vorrebbe lavorarci, della bellezza dei suoi paesaggi, dei suoi mille tesori spesso umiliati. Lavoriamo per unire e per costruire. Io continuo le verifiche necessarie con questo spirito”.

Biografia – Originario di una famiglia di Gibellina che dopo il terremoto del 1968 è costretta a trasferirsi a Petrosino. Si iscrive alla Facoltà di giurisprudenza di Palermo dove viene eletto rappresentante degli studenti sia nel Consiglio di Facoltà che nel Consiglio di Amministrazione dell’Università di Palermo. È stato uno dei leader del movimento della Pantera e corrispondente da Marsala del quotidiano palermitano L’Ora. Nel luglio 2004 sposa Maria Elena, magistrato del Tribunale di Palermo.

Politica – Nel 1992 viene eletto segretario regionale della Sinistra Giovanile della Sicilia. Alle Elezioni Politiche del 27 marzo 1994 viene eletto alla Camera dei deputati per il PDS in quota proporzionale, nella circoscrizione Sicilia 1. Nel 1996, dopo lo scioglimento del Parlamento, decide di non ricandidarsi alla Camera, ma punta sull’Assemblea Regionale Siciliana, dove viene eletto con 10.064 voti di preferenza nel collegio di Trapani nelle liste del PDS. Nel novembre del 1998 una sentenza del Tribunale civile di Palermo lo dichiara ineleggibile per non avere presentato le dimissioni dal Parlamento almeno 90 giorni prima delle elezioni regionali (data in cui le camere erano già state sciolte) e quindi decade dalla carica di deputato all’Ars. Nel 2000 viene eletto segretario cittadino dei Democratici di Sinistra di Marsala ed entra nella segreteria regionale dei Ds guidata da Claudio Fava. Nel novembre 2001 viene eletto consigliere comunale di Marsala. Alle elezioni amministrative del 2007 si candida Sindaco di Marsala con i cosiddetti “cespugli” del centrosinistra, non riuscendo però a superare il primo turno. Nell’estate del 2009 il suo nome circola come possibile candidato dell’area Bersani a Segretario Regionale del Partito Democratico in Sicilia alle elezioni primarie. Alla fine viene candidato Bernardo Mattarella, che Navarra sostiene candidandosi alle primarie per il rinnovo dell’assemblea regionale del Pd.

Casa editrice – Nel 2003 fonda la casa editrice Navarra Editore.

Musica – Viene citato nella canzone “La banda del sogno interrotto” dei Modena City Ramblers.

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