Mafia, processo ai clan trapanesi: condanne ridotte per tre in appello

Fedelissimi e favoreggiatori del capomafia Matteo Messina Denaro, erano accusati a vario titolo di mafia, estorsione, armi, detenzione di droga, favoreggiamento e lesioni

Ridotte in appello le condanne inflitte in primo grado a tre dei tredici imputati del processo ai clan mafiosi di Trapani e Castelvetrano. Fedelissimi e favoreggiatori del capomafia Matteo Messina Denaro, erano accusati a vario titolo di mafia, estorsione, armi, detenzione di droga, favoreggiamento e lesioni.

Per Leonardo e Rosario Cacioppo la condanna è stata ridotta, rispettivamente a 6 e 8 anni. Per loro il pg aveva chiesto un aggravamento della pena sollecitando la condanna a 8 anni e 7 mesi e a 10 anni e 7 mesi. Ridotta la pena anche a Girolamo Bellomo, marito della nipote di Messina Denaro, che da 10 anni e 10 mesi passa a 10 anni di reclusione.

Confermata (a parte qualche rideterminazione per il meccanismo della continuazione) la sentenza per Ruggero Battaglia 8 anni, Salvatore Marsiglia 6, Giuseppe Nicolaci 6 e 8 mesi, Marco Giordano un anno e 6 mesi, Giovanni Li Gambi un anno e 2 mesi, Salvatore Lo Piparo 2, Benito Morsicato 2 anni, Salvatore Vitale 6 anni e 8 mesi. Stralciata la posizione di Calogero Giambalvo.

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Fedelissimi e favoreggiatori del capomafia Matteo Messina Denaro, erano accusati a vario titolo di mafia, estorsione, armi, detenzione di droga, favoreggiamento e lesioni

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