A Favignana il 23° Enosimposio di Assoenologi Sicilia dedicato alla viticoltura eroica

Il meeting è stato aperto dai saluti del Presidente di Assoenologi Sicilia, enol. Giacomo Manzo, dal Coordinatore del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia di Palermo, prof. Rosario Di Lorenzo...

Marsala – Si è svolto nello scorso fine settimana, da giovedì 29 giugno a domenica 2 luglio, a Favignana, il 23° Enosimposio di Assoenologi Sicilia, l’associazione di categoria che raccoglie gli enologi e gli enotecnici siciliani.

L’evento rappresenta ogni anno un importante momento di aggregazione e di confronto sui temi di maggiore interesse per il settore. L’edizione 2017 è stata dedicata alla “viticoltura eroica”, definizione con la quale si intendono quei sistemi viticoli che si trovano in aree con una pendenza del terreno superiore a 30% o con un’altitudine superiore ai 500 metri s.l.m., su terrazze e gradoni o, come nel caso di Favignana, sulle piccole isole. Proprio per la loro particolare collocazione, tali sistemi colturali richiedono una gestione diversa da quella generalmente utilizzata nelle altre zone con risultati di vinificazione unici nel loro genere.

Il meeting è stato aperto venerdì mattina dai saluti del Presidente di Assoenologi Sicilia, enol. Giacomo Manzo, dal Coordinatore del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia di Palermo, prof. Rosario Di Lorenzo, dal Preside dell’Isiss Abele Damiani di Marsala, prof. Domenico Pocorobba, dal Direttore dell’ICQRF di Palermo, dott. Giacomo Gagliano, e dal Sindaco di Favignana, dott. Giuseppe Pagoto.

A seguire si è entrati nel clou dell’argomento con l’intervento del dott. Federico Lombardo di Monte Iato, Chief Operating Officer di Firriato, che ha raccontato l’esperienza della sua azienda nella coltivazione della vite sull’isola di Favignana. Lombardo di Monte Iato ha sottolineato l’assenza di fonti scientifiche e settoriali che parlassero di viticoltura sull’isola prima della creazione del proprio vigneto a Favignana e dell’impossibilità, nella fase di avvio, di fare delle proiezioni in merito ai risultati agronomici e di vinificazione che si sarebbero ottenuti.

Il tema della viticoltura eroica è stato ulteriormente approfondito dall’agronomo Tanino Santangelo che ha parlato delle problematiche gestionali nei sistemi vigneto a forte pressione ambientale sottolineando proprio il ruolo determinante dell’ambiente circostante, del mare e della fauna locale. “Il sistema vigneto Calamoni di Favignana – ha concluso Santangelo – è una scoperta continua. È un sistema sensibile e facilmente perturbabile. L’approccio alla corretta interpretazione dei sistemi viticoli così specifici non può essere solo agronomico-enologico ma deve essere fortemente multidisplinare. Vanno anche approfondite le conoscenze pedologiche e le caratteristiche idrauliche dei suoli in rapporto alle falde marine”.

Nella seconda giornata di lavori è intervenuto il dott. Nicola Di Forti, funzionario agrario dell’ICQRF di Palermo, che ha illustrato le novità del “Testo unico della vite e del vino”, la legge n. 238 del 12 dicembre 2016 che racchiude, in maniera organica, tutta la disciplina della coltivazione della vite, della produzione e del commercio del vino.

“Il Testo Unico – ha spiegato Di Forti – vuole riorganizzare il settore vitivinicolo modificando degli adempimenti cui sono tenute le imprese, adeguando il coordinamento e il controllo svolti dalle autorità pubbliche secondo criteri di semplificazione, corresponsabilizzazione degli operatori e razionalizzazione dei controlli”.

Rispondendo alle numerose domande degli enologi presenti, il dott. Di Forti ha illustrato le norme su produzione e commercializzazione, tutela delle Do e IG, etichettatura, adempimenti amministrativi e controlli.

L’enologo Michelangelo Alagna invece ha fatto un excursus storico sul commercio di vino nell’antichità. “Alla luce dei ritrovamenti archeologici sottomarini – ha detto l’enologo Alagna – possiamo affermare senza ombra di dubbio l’esistenza di una rotta delle Egadi praticata con continuità per tutta l’antichità fino all’età medievale. Inoltre, possiamo definire le Egadi come il centro delle rotte del vino nel Mediterraneo”. Tra i ritrovamenti più importanti, il relitto romano di Levanzo, quello romano di Marausa e il relitto arabo siculo di Punta Galera a Favignana.

Il meeting si è chiuso con la degustazione dei vini prodotti sull’isola di Favignana guidata dall’enologo Giovanni Manzo.

“Anche questa edizione dell’Enosimposio – ha commentato l’enologo Manzo, Presidente di Assoenologi Sicilia, ha rappresentato, per la categoria, un’importante occasione di riflessione. Abbiamo voluto dare spazio ad una realtà unica nel suo genere dove metodi e tecniche di produzione devono integrarsi con le particolari condizioni ambientali di un’isola. Questo certamente ne è il punto di forza ma pone gli enologi e le aziende di fronte a sfide continue”.

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