Consegnata al sindaco la “Bandiera verde”: a consegnarla è stato il professor Italo Farnetani

Al sole gradualmente. "Per tenere il bambino in spiaggia a giocare senza preoccupazioni, meglio aspettare che il piccolo abbia oltre l’anno, meglio anche oltre i due anni e comunque..."

Marsala – Marsala e la zona balneare del Signorino dal 2015 è insignita della Bandiera Verde, ovvero del titolo di spiaggia a misura di bambino. Il riconoscimento è stato confermato anche per la stagione balenare in corso e il professor Italo Farnetani, presidente dell’Organizzazione che assegna le Bandiere, oggi ha voluto essere a Marsala, accompagnato dal referente siciliano, il pediatra Angelo Tummarello, per consegnare personalmente al Sindaco Alberto Di Girolamo, la Bandiera Verde.

Nel corso dell’incontro, tenutosi al palazzo Municipale, il professor Farnetani, ordinario di Pediatria della Libera università Ludes di Malta, ha evidenziato al Sindaco e al suo vice Agostino Licari, come la “spiaggia del Signorino abbia tutti i requisiti per avere di diritto la “Bandiera Verde”: acque limpide, sabbia pulita, lidi balneari attrezzati con bagnini, scialuppe di salvataggio e infrastrutture e anche la vicinanza con un Ospedale con un efficiente pronto soccorso pediatrico. Non mancano poi giochi, spazi per cambiare il pannolino o allattare, e nelle vicinanze gelaterie, locali per mangiare o comprare bibite”.

Non è facile passare l’esame dei pediatri e diventare una spiaggia a misura di bambino – ha continuato il professor Farnetani. Quest’anno sono 134 quelle che sono state promosse in tutta Italia, ottenendo la Bandiera verde 2017. Lidi che devono rispondere alle esigenze dei più piccoli ma anche dei ragazzi sotto i 18 anni e a quelle delle famiglie”.

L’ultimo messaggio è per Marsala. Ho trovato una città funzionale, viva, ricca di bellezze paesaggistiche e culturali ma soprattutto mi preme sottolineare molto pulita – ha concluso il responsabile del progetto “Bandiera Verde”. Per l’anno prossimo mi auguro di potere riconfermare la bandiera verde e di consegnarla nel corso di un apposita manifestazione alla presenza della gente e soprattutto di tanti bambini”.

Soddisfatto il Sindaco Di Girolamo che ha ringraziato e si è trovato d’accordo con il professor Farnetani e con il dottor Tummarello per portare avanti iniziative che possano rendere ancor più funzionali per i bambini le spiagge del territorio marsalese.

La scelta e l’importanza della Bandiera Verde
I criteri. Le Bandiere verdi utilizzano anche dei criteri scientifici per dare voti alle spiagge, soprattutto per quei valori come la pulizia dell’acqua e della spiaggia, che riguardano l’ambiente. “Per la qualità delle acque e la possibilità di balneazione – continua Farnetani – ci siamo riferiti alle strutture istituzionali e pubbliche italiane: le ordinanze dei sindaci e le rilevazioni delle Arpa regionali, che sono le strutture preposte a tali controlli. Inoltre, nel tempo abbiamo incluso varie tipologie marine: nel 2008 e 2009 sono state valutate le località di mare definite ‘mondane’, con attrezzature turistiche rivolte sia ai genitori che ai bambini. Nel 2010 invece abbiamo cercato quelle ‘incontaminate’, in cui la natura prevalesse sulle strutture turistiche. Fino a questo punto erano state individuate 51 località turistiche”. Nel 2011 sono state scelte dai pediatri 25 spiagge con maggiori attrezzature turistiche e l’anno dopo è stato chiesto di scegliere “fra quelle che avessero ottenuto la Bandiera blu le mete più ‘a misura di bimbo'”. Nel tempo sono stati adottati diversi criteri di selezione anche in base alla dislocazione geografica, tanto che con gli anni è emersa una distribuzione omogenea in tutto il territorio nazionale “e nessuna regione che si affaccia sul mare – spiega ancora il pediatra – è restata priva di una località giudicata adatta ai bambini”. I consigli. Al mare il clima è più salubre e soprattutto nel periodo estivo, rispetto alla città, è anche più ventilato, l’aria è più pulita. Per questo è una meta adatta ai più piccoli. Bisogna preferire destinazioni dove siano presenti aree ventilate e ricche di vegetazione, dove sia possibile portare i piccoli al fresco durante le ore più calde. Soprattutto prima degli 8 anni bisogna fare molta attenzione ai colpi di calore e alla disidratazione. Per questo i genitori devono farli bere spesso. E’ bene evitare di rimanere in spiaggia nelle ore più calde (tra le 11 e le 16) ed è sempre necessario proteggere i ragazzini con creme solari e cappellini. I neonati. Ma cosa fare con i bimbi di pochi mesi? “Se parliamo di un neonato, certamente l’esposizione a temperature elevate non corrisponde al suo benessere, se invece pensiamo di portarlo in passeggiata lungo il mare, e quindi non fermo sotto il sole, nelle ore meno calde, dalle 9 alle 10 secondo il periodo dell’estate e secondo la località, del mattino o nel tardo pomeriggio, quando la temperatura è mite, si può tranquillamente conciliare la vacanza della mamma con la salute del piccolo”, spiega la dottoressa Lina Bollani della Società di neonatologia e della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia. Al sole gradualmente. “Per tenere il bambino in spiaggia a giocare senza preoccupazioni, meglio aspettare che il piccolo abbia oltre l’anno, meglio anche oltre i due anni e comunque sempre nelle ore meno assolate – aggiunge Bollani – .Di fatto, il clima di mare fa bene a tutte le età, il sole fa altrettanto bene, l’esposizione deve essere graduale e non dimentichiamoci che l’esposizione ai raggi solari in estate fa parte della profilassi del rachitismo, non ancora sorpassata”. Vince la sabbia. La ricetta dei pediatri per una località di mare ideale i bambini più piccoli prevede: “Sabbia meglio di sassi e rocce, un pò di spazio fra gli ombrelloni per giocare, acqua che non diventi subito alta in modo che possano immergersi in sicurezza”, spiega Farnetani. I pediatri hanno sempre privilegiato le spiagge attrezzate ove ci fosse la presenza degli assistenti di spiaggia, indispensabili per intervenire in caso di emergenza, e questo anche “per la garanzia di pulizia, perciò sicurezza, e per la presenza anche di un bar che possa rispondere alle varie esigenze dei bambini, per esempio per lo spuntino di metà mattinata, la merenda, oppure anche per scaldare latte o altri pasti per i più piccini”.

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