Intesa Asp-Direzione Carceraria Trapani e Favignana per prevenzione suicidi

“Sono stati affrontati gli aspetti operativi e organizzativi del protocollo e individuati gli attori coinvolti. Questo pone le premesse per una fattiva e produttiva collaborazione...”

Vertice operativo alla Cittadella della Salute, sede del distretto sanitario di Trapani, tra il direttore del Dipartimento Cure primarie dell’ASP, Cono Osvaldo Ernandez e il direttore delle carceri di Trapani e di Favignana, Renato Persico, per l’attuazione del “Protocollo per la prevenzione dei suicidi in ambiente carcerario”, siglato lo scorso luglio dal commissario dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani Giovanni Bavetta e dalla Direzione degli istituti penitenziari di Trapani e Favignana.

“Sono stati affrontati – spiega Ernandez – gli aspetti operativi e organizzativi del protocollo e individuati gli attori coinvolti. Questo pone le premesse per una fattiva e produttiva collaborazione tra le due Amministrazioni pubbliche”.

Dal 2016 sono state trasferite all’ASP le funzioni di medicina penitenziaria. Oltre alla cura e all’assistenza medica dei detenuti, si interviene così anche per il disagio psicologico e il disturbo psichico.

Il protocollo per le riduzione del rischio autolesivo e suicidario dei detenuti della casa circondariale di Trapani e della Casa di Reclusione di Favignana prevede, tra l’altro, le modalità di valutazione multidisciplinare dei nuovi detenuti, la valutazione, il monitoraggio e la gestione di eventuali fattori di rischio e/o disagio, le diverse modalità di intervento nei casi di autolesionismo, tentativo di suicidio e suicidio, e le attività di formazione congiunta circa le attività di rischio clinico e di auditing, a cura dell’ASP.

Presenti all’incontro anche Antonio Vanella, responsabile Area Osservazione e Trattamento degli Istituti penitenziari di Trapani e Favignana, Rosalba Safina, responsabile Assistenza primaria Distretto di Trapani, Giovanni Barone, responsabile Ufficio infermieristico del Distretto, Pierluigi Safina, dirigente medico del Dipartimento Cure primarie e Manuela Ponti, responsabile Ufficio Servizio sociale professionale dell’Asp.

medicina penitenziaria

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“Sono stati affrontati gli aspetti operativi e organizzativi del protocollo e individuati gli attori coinvolti. Questo pone le premesse per una fattiva e produttiva collaborazione...”
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