“Dario Nardella, sindaco di Firenze, vuole estirpare la prostituzione”

di Leonardo Agate - "Se bastasse un’ordinanza di questo genere per eliminare il fenomeno della prostituzione, si può dire che l’idea è geniale, sia pure arrivata con duemila anni di ritardo

Marsala – Dario Nardella, sindaco di Firenze, ha emanato un’ordinanza che vieta la prostituzione. L’ordinanza è esecutiva dal 14 settembre scorso. E’ la prima ordinanza in tal senso che viene emanata da un sindaco in esecuzione di un’ampia delega di poteri concessa ai sindaci per contrastare fenomeni di disordine pubblico. Sulla via aperta da quest’ordinanza, è prevedibile che altri sindaci si incammineranno.

Le sanzioni per la contravvenzione al divieto sindacale possono arrivare fino all’arresto di tre mesi.

Se bastasse un’ordinanza di questo genere per eliminare il fenomeno della prostituzione, si può dire che l’idea di Nardella è geniale, sia pure arrivata con oltre duemila anni di ritardo. La prostituzione è il mestiere più antico del mondo. Per motivi religiosi o morali si può pensare che sia una cosa orribile. Nella realtà storica è una vicenda che fa parte di tutte le epoche, persino quelle più bigotte.

La legge Merlin, dal nome della senatrice che la propose, chiuse i bordelli in Italia alla mezzanotte del 20 settembre 1958, dopo un iter parlamentare lungo e contrastato che durò per due legislature. Alla fine prevalse il pensiero che lo Stato non poteva tollerare che le prostitute venissero schedate e mercificate nei lupanari, che erano controllati dallo stesso Stato. Non si tenne conto di quello che sarebbe successo con la chiusura delle case di tolleranza. Le prostitute, che prima erano soggette a visite mediche, furono fatte uscire dai vecchi locali e , per la maggior parte, continuarono a esercitare la loro arte senza più controlli.Il mestiere dei magnaccia divenne più intenso e aggressivo, essendo sparito il controllo specifico delle forze dell’ordine, che da quel momento potevano contrastare solo i reati previsti dal codice. Ma nel codice non esiste una norma che vieti di vendere il proprio corpo per soddisfare esigenze fisiche altrui. E la stessa Costituzione non ha una sola riga per limitare in tal senso il comportamento di uomini e donne.

Il fenomeno della prostituzione ha perfino l’onore di essere descritto nei Vangeli.

Prima che entrasse in vigore la legge Merlin, non avevo l’età per andare nei casini. In quel tempo in cui le ragazze non la davano tanto facilmente, era in un certo senso naturale cercare chi la dava a pagamento. Anche io, con gli amici, ad una certa età andai, e proprio nelle stesse case di appuntamento che erano state liberalizzate. Quelle case, prima dell’entrata in vigore della legge Merlin, dovevano tenere le persiane chiuse, dopo le aprirono alla luce e al sole. Dentro vi si continuava a fare quello che prima si era sempre fatto.

Con l’evolversi dei costumi, la prostituzione si liberò ancora di più dei vecchi lacci, e invase le vie, le piazze e le periferie delle città. Senza più il controllo statale, che non sia quello delle norme del codice penale per gli atti osceni, disordini indotti e roba simile, il fenomeno si è esteso, tanto che da più parti si propone la riapertura delle vecchie case chiuse.

L’ordinanza del sindaco Nardella per ora farà spostare la prostituzione nei comuni limitrofi a Firenze, dove ancora non sono state adottate le ordinanze. Ma un fenomeno spostato non è risolto.

Le norme contro lo sfruttamento delle prostitute ci sono, ma le donne che liberamente vogliono esercitare in questo campo le lorocapacità non demorderanno, e troveranno nuove modi e luoghi per soddisfare i loro utenti.

Ai tempi di Savonarola, quando Firenze ebbe un rigurgito di bigottismo, il monaco faceva in piazza i più ferventi discorsi contro la lussuria. Poiché il monaco era un formidabile oratore, la piazza era sempre traboccante di persone che ascoltavano. I cronisti dell’epoca riferiscono che, dopo gli applausial monaco per il discorso, i cittadini se ne tornavano alle loro occupazioni e a soddisfareal solitole voglie carnali.

Date queste premesse, non stupisce l’opinione di Simone Filipepi, fratello del Botticelli, a sentire il quale “un certo Benvenuto del Bianco, uno [dei magistrati] de’ Dieci nuovi, morto che fu fra’ Girolamo, s’accostò ad un altro di Collegio, et disse: “E’ si potrà pure hora sodomitare [finalmente ora si potrà sodomizzare]”.

Leonardo Agate

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di Leonardo Agate - "Se bastasse un’ordinanza di questo genere per eliminare il fenomeno della prostituzione, si può dire che l’idea è geniale, sia pure arrivata con duemila anni di ritardo
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