Omicidio Cristian Maftei: Giuseppe Signorello condannato a 20 anni di carcere

Dopo avere ucciso il romeno, il presunto omicida chiese aiuto al fratello Vito, e a due suoi dipendenti, di disfarsi del cadavere, che venne bruciato

Venti anni di carcere sono stati inflitti dal gup di Marsala Riccardo Alcamo a Giuseppe Signorello, 44 anni, di Mazara del Vallo, accusato dell’omicidio, con occultamento di cadavere in concorso con altri, del 38enne romeno Cristian Maftei.

Per Signorello, processato con rito abbreviato, il pubblico ministero Antonella Trainito aveva chiesto la condanna all’ergastolo. Il cadavere di Maftei, quasi completamente carbonizzato, fu trovato da alcuni contadini, il 22 maggio 2016, nelle campagne di contrada Biancolidda, in territorio di Mazara del Vallo, a circa 800 metri dall’azienda agricola dei fratelli Giuseppe e Vito Signorello, che è in contrada Fiocca.

Maftei, identificato dal Ris di Messina, era uno dei sei romeni che la notte tra il 15 e il 16 maggio dello scorso anno furono presi a fucilate e a colpi di pistola mentre stavano tentando di rubare alcune piante di cannabis dalle serre dei fratelli Giuseppe e Vito Signorello.

A sparare, secondo l’accusa, è stato Giuseppe Signorello, che aveva deciso di vigilare armato sulla piantagione dopo avere subìto alcuni furti. Dopo avere ucciso il romeno, il presunto omicida chiese aiuto al fratello Vito, di 48 anni, e a due suoi dipendenti, anche loro romeni, di disfarsi del cadavere, che venne bruciato. L’indomani, a dare l’allarme, recandosi dai carabinieri di Marsala, furono i quattro romeni scampati al piombo (un altro era stata ferito a una gamba e fu accompagnato in ospedale). Nelle serre dei Signorello, poi, i carabinieri trovarono circa 9 mila piante di marijuana.

Guerra della marijuana a Marsala: scoperte 9000 piantine di canapa

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Dopo avere ucciso il romeno, il presunto omicida chiese aiuto al fratello Vito, e a due suoi dipendenti, di disfarsi del cadavere, che venne bruciato
MarsalaLive