Taglio voli Ryanair: interviene il presidente della Pro Loco “Isole Egadi”

Vito Massimo Saladino: "Già pagavamo lo scotto della chiusura dell’aerostazione per più di un mese a seguito del rifacimento della pista, adesso questa nuova tegola"

A seguito delle decisioni adottate dalla Ryanair con conseguenti soppressioni di voli da e per l’aeroporto di Birgi, viva preoccupazione ha espresso il presidente della Pro Loco “Isole Egadi”.

“Sono molto rammaricato, preoccupato – ha dichiarato Vito Massimo Saladino – il futuro dello scalo trapanese viene messo a serio rischio e i tagli adottati dalla compagnia irlandese hanno penalizzato ulteriormente il “Vincenzo Florio”. Essendo l’arcipelago delle Egadi una delle mete preferite dai tanti turisti e considerando che si sta facendo un enorme sforzo per destagionalizzare la presenza di persone sulle tre isole, questi tagli incideranno moltissimo sull’economia del nostro territorio. Soprattutto la soppressione della tratta da e per Roma è davvero inspiegabile. Già pagavamo lo scotto della chiusura dell’aerostazione per più di un mese a seguito del rifacimento della pista, adesso questa nuova tegola. Invitiamo pertanto l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giuseppe Pagoto, di concerto con gli altri sindaci delle 24 province, ad intervenire per chiedere il ripristino di alcune importanti tratte. Considerando le numerose richieste da parte di turisti e visitatori di poter raggiungere le tre isole dell’arcipelago, la nostra Associazione auspica che le autorità preposte possano intervenire in tal senso”.

Il taglio dei voli di 25 aerei comunicato da Ryanair per la stagione invernale (novembre 2017- marzo 2018) e che ha provocato la sospensione di 34 rotte priverà l’aeroporto “Vincenzo Florio” di tre collegamenti con città europee (Francoforte, Baden Baden e Cracovia) e di quattro collegamenti nazionali (Parma, Genova, Roma e Trieste). Ciò che sta accadendo all’aeroporto di Trapani/Birgi è molto grave, non solo dal punto di vista dei collegamenti e dello sviluppo economico legato ai flussi turistici, ma anche perché lo scalo dà lavoro a circa mille persone tra servizi diretti e indiretti.

“Non possiamo permettere – ha concluso Saladino – che si facciano passi indietro sul futuro del nostro territorio”.

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Vito Massimo Saladino: "Già pagavamo lo scotto della chiusura dell’aerostazione per più di un mese a seguito del rifacimento della pista, adesso questa nuova tegola"
MarsalaLive