“Spese pazze all’Ars”: Giulia Adamo condannata anche in appello

La deputata marsalese è stata condannata a risarcire circa 65.554 euro dalla Sezione giurisdizionale d'appello della Corte dei conti

Spese pazze all’Ars” – Tre bottiglie di vino, un boccale in argento come regalo per le nozze del figlio di un collega, conti di ristoranti e diversi necrologi. Sono alcune delle spese contestate a Giulia Adamo, ex capogruppo all’Ars di “Futuro e Libertà”. La deputata marsalese è stata condannata a risarcire circa 65.554 euro dalla Sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei conti che ha respinto così respinto il suo ricorso contro la sentenza emessa dai giudici di primo grado.

Per Giulia Adamo ecco un’altra “stangata”. Una nuova condanna dovuta principalmente a “erogazioni a singoli deputati”. Si tratta in particolare di trasferimenti di denaro pari o a oltre 53 mila euro che la Adamo, in qualità di Capogruppo, ha destinato ai colleghi parlamentari. Spese non regolari, secondo la Corte dei conti che parla di “un’erogazione a pioggia” che di fatto garantiva “ai deputati un’indennità aggiuntiva e non prevista dalle regole dell’Assemblea”.

La contestazione della Procura, in realtà, era assai più pesante. Ma molte di quelle spese, pari a circa 100 mila euro, sono finite in prescrizione. Tra queste, 72 mila euro erano soldi destinati proprio ai deputati regionali di Fli. Il resto della somma contestata è relativa invece alle “spese per ristoranti”: tolte quelle finite in prescrizione, le spese irregolari e da restituire ammontano a 1.650 euro. A quasi duemila euro ammonta invece la restituzione richiesta per le spese che rientrano nella categoria “regali”. Tra queste, sono finiti in prescrizione gli acquisti da Louis Vuitton, per 440 euro. Rimane tutto il resto: l’acquisto di tre bottiglie di vino (300 euro in tutto) andate in regalo a un collega, e l’acquisto di un boccale d’argento da 1.690 euro acquistato come regalo di nozze per il figlio di un onorevole. Oltre 7 mila euro sono invece stati spesi in maniera irregolare alla buvette dell’Ars (prescritti quasi 9 mila euro), e 694 euro (mille euro prescritti) per necrologi.

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La deputata marsalese è stata condannata a risarcire circa 65.554 euro dalla Sezione giurisdizionale d'appello della Corte dei conti
MarsalaLive