Marsala, interventi e prevenzione: protocollo operativo per una linea comune. A breve la firma

Istituzioni, associazioni, forze dell'ordine, magistratura e Asp insieme per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne

Marsala – Si è svolto questa mattina 22 novembre 2017, nell’aula consiliare di Palazzo VII Aprile, un “tavolo tecnico” fra rappresentanti territoriali dell’amministrazione pubblica, le forze dell’ordine, la magistratura, gli operatori sanitari, i servizi sociali e i centri anti violenza per collaborare in maniera integrata e fattiva negli interventi di contrasto al dilagante fenomeno della violenza sulle donne.

“Si tratta di un momento di confronto – ha detto Anna Maria Bonafede, Presidente del Centro Antiviolenza Metamorfosi – fra tutti gli attori che a vario titolo interagiscono nella presa in carico e tutela della donna, propedeutico alla realizzazione di un protocollo operativo per il sostegno sinergico delle vittime di violenza, la prevenzione e la lotta contro questo fenomeno”.

“La violenza contro le donne deve essere nominata e riconosciuta perché possa essere svelata ed affrontata, anche attraverso la costruzione di reti di relazioni in grado di sostenere concretamente le donne nel loro percorso di liberazione dalla violenza poiché ogni donna è dotata di una specifica capacità di reazione e, di conseguenza, di una propria soggettiva soglia di tolleranza alla violenza”. E’ quanto si legge nella bozza di Protocollo, che è stata sottoposta ai presenti e nei prossimi giorni sarà oggetto di discussioni e integrazioni da parte dei firmatari.

“Purtroppo la violenza continua ad essere un fenomeno preoccupante – afferma il sindaco Alberto Di Girolamo – e si insinua negli ambienti familiari senza distinzione di ceto o di istruzione. Noi come istituzioni abbiamo il dovere di fare la nostra parte per condannare e contrastare tutto ciò. Dobbiamo uscire da queste aule, confrontarci con la gente, andare dalle famiglie, nelle scuole, nei posti di lavoro per sensibilizzare e restituire alle donne le stesse opportunità degli uomini”. “E’ un’iniziativa esemplare ci sono tutti gli attori per mettere in campo strategie condivise – ha detto Anna Maria Angileri, cha ha illustrato una serie di attività sul tema programmate dell’Amministrazione.

Durante i lavori, è stato inoltre proiettato un trailer del video-progetto “Mai più Veronica” realizzato dall’associazione Skené, un cortometraggio basato su una storia vera ambientata negli anni ’50, che sottolinea come il dolore di una vittima di stupro rimanga indelebile nonostante il passare degli anni.

“E’ un momento importante di confronto e dibattito -ha detto Enzo Sturiano Presidente del Consiglio comunale- ma che ha soprattutto l’obiettivo di farci lavorare sinergicamente per prevenire la violenza di genere. Dobbiamo superare grandi limiti culturali che confinano le donne in ruoli minori o di sottomissione. Noi abbiamo il dovere di mettere a disposizione le nostre diverse esperienze per superare le violenze e la paura, ed essere da supporto alle vittime”.

“Oggi mi fa piacere vedere tutte queste persone presenti – ha detto l’Assessore alle Politiche sociali Clara Ruggieri – abbiamo l’obiettivo di creare una sinergia tra tutti gli attori, collaborando e condividendo questo problema gravissimo della nostra società. Non possiamo stare fermi a guardare, e allora ci siamo messi attorno a questo tavolo per far in modo che si possa fare di più contro la violenza”. Fra gli intervenuti anche la consigliera comunale Luana Alagna, presidente della commissione pari opportunità che ha sottolineato come sia ancora minima la presenza femminile nei ruoli istituzionali o nei vertici delle grandi aziende.

“Il nostro centro antiviolenza – dice Francesca Parrinello, rappresentante della “Casa di Venere”– fa parte di un ampio coordinamento che consta di 75 sportelli, 25 centri antiviolenza e 6 case rifugio. Forniamo un supporto legale gratuito a tutte le donne che si rivolgono a noi, e un supporto psicologico per accompagnare le vittime che si trovano in una situazione di grande disagio. Oggi è un momento importantissimo perché dobbiamo essere tutti partecipi”.

“Ho avuto l’opportunità di studiare i fenomeni e lavorare molto sui temi degli atti persecutori, la violenza di genere e la violenza sessuale – ha detto il capitano Marco Cirillo, Comandante della Compagnia Carabinieri di Marsala, presente insieme al Maresciallo Mariapia Verbana- quotidianamente abbiamo a che fare con denunce e operazioni in questo ambito, sul territorio sono stati creati nuclei specifici, attivati protocolli operativi, ed avviate diverse attività di sensibilizzazione nelle scuole. Siamo molto attenti a questo tema, perciò da parte nostra ci sono i migliori presupposti per poter partecipare ad un coordinamento con enti, istituzioni e associazioni”.

“Lavoriamo a stretto contatto con le istituzioni – dichiara la psicoterapeuta Maria De Vita (centro antiviolenza Metamorfosi e Casa Viola) – ma abbiamo bisogno di una collaborazione più ampia perché prendere in carico una donna che ha subito violenza, sia essa psicologica, fisica o sessuale, non è affatto facile. Noi donne dobbiamo avere il coraggio di continuare a vivere nella libertà più assoluta, il Protocollo può aiutarci a fare chiarezza a delineare in maniera chiara le nostre funzioni, a far capire chi siamo in questo territorio, a confrontarci e condividere informazioni ed esperienze”.

Sono stati numerosi gli altri interventi, a cura di operatori, dei rappresentanti dell’Asp e delle forze dell’ordine. Oltre al commissario capo della Polizia di Stato, dottor Giuseppe Pullara (presente ai lavori con l’ispettore Pace e il soprintendente Reina), ad intervenire anche il giudice Annalisa Amato e il sostituto procuratore Silvia Facciotti, che hanno parlato del loro quotidiano lavoro per arginare il fenomeno della violenza e tutelare le vittime. “Grazie agli strumenti legislativi che si sono sempre più incrementati negli ultimi anni – ha detto Annalisa Amato – siamo riusciti a raggiungere buoni risultati in tempi relativamente rapidi”. “In Procura abbiamo creato un team che si occupa proprio di questi reati – afferma Silvia Facciotti – un lavoro sinergico che comporta tutta una serie di esperienze positive sviluppando la specializzazione e responsabilizzazione. C’è uno scambio importante di informazioni ed esperienze che ho vissuto con anche con alcuni dei presenti in questa sala che ci permette di essere più preparati, più rapidi e più efficienti nel nostro lavoro. Perché ci sono casi in cui l’intervento immediato è prioritario per tutelare la vittima di violenza e scongiurare il reiterarsi dei reati”.

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